OGGI I PRIMI RAPPORTI SULLE VIOLENZE DELLA POLIZIA A GENOVA

30.7.2001 - Genova. I tre ispettori inviati dal dipartimento di Pubblica Sicurezza a Genova per accertare i gravi abusi commessi dalle forze dell'ordine durante le manifestazioni e nella sanguinosa irruzione nella scuola Diaz, sembra che abbiano elaborato un rapporto che oggi verrà presentato al ministero dell'interno. I tre hanno interrogato parte dei funzionari responsabili dei servizi di ordine pubblico, a cominciare dal capo della polizia centrale di prevenzione Arnaldo La Barbera e dal direttore dello Servizio centrale operativo della polizia, Francesco Grattieri, che erano presenti ad alcune fasi della perquisizione nelle scuole di via Battisti, dormitorio e centro stampa del Genoa Social Forum. Fonti della polizia hanno riferito che la questione centrale del rapporto - che riguarda anche i pestaggi dei manifestanti nella caserma del Bolzanetto e durante gli scontri di piazza - riguarda non solo la sussistenza degli eccessi, che almeno in alcuni casi viene considerato un fatto acquisito, ma mira a stabilire le eventuali responsabilità nella catena di comando. Gli ispettori hanno tentato di accertare se ci sono state solo responsabilità individuali o se c'è stato un ordine di "calcare la mano", e, in questo secondo caso, da che livello è partito. Già oggi, comunque, sembra farsi strada l'ipotesi ben più facile da sostenere che si sarebbe trattato di 'eccessi personali': una ipotesi che lo svolgimento dei fatti smentisce clamorosamente. Anche se fosse vero che alcuni agenti (così riportano fonti di informazione oggi) sono stati addirittura allontanati durante l'operazione per l'eccessiva brutalità adoperata, è chiaro che tutta l'azione non aveva nulla di un 'tranquillo controllo di documenti', ma è stata evidentemente orchestrata come una violenta vendetta messa in opera quando gran parte dei manifestanti erano in partenza da Genova per tornare nelle città di provenienza, allo scopo di terrorizzare e reperire i materiali che inchiodavano le forze dell'ordine a pesanti responsabilità nella gestione della piazza che erano possedute dai tanti operatori dell'informazione presenti nel Media Center. In qualsiasi caso le indagini per accertare le eventuali responsabilità dei singoli agenti si preannunciano moto difficili: tutti, durante la perquisizione, indossavano infatti il casco e avevano il volto coperto.