news da Johannesburg...
24.08.2002 Scontri e azione di Greenpeace

Johannesburg: ma quale sviluppo sostenibile?

 

Tra il 26 agosto e il 4 settembre si svolgerà a Johannesburg il Vertice mondiale Onu sullo 'sviluppo sostenibile'.
Un incontro, che a 10 anni dal vertice di Rio de Janeiro, ripropone i pressanti problemi dello sfruttamento delle risorse del pianeta e della dilagante povertà del sud del mondo determinato dal processo di globalizzazione dei mercati e dalle guerre.
Un incontro che, nonostante le innumerevoli sessioni preparatorie ufficiali, gli incontri informali e le mediazioni dell'ultima ora, ancor prima di iniziare sembra destinato al fallimento.
D'altronde i rappresentanti dei governi che dieci anni fa discusero le misure concrete da adottare per la salvaguardia dell'ecosistema, hanno fin'ora tradito gli impegni e le scadenze contenute nel piano d'azione della cosiddeta <<Agenda 21>> approvata a Rio: basta pensare al Protocollo di Kyoto, per la riduzione delle emisioni di gas di serra, che non è ancora
entrato in vigore.
Quest'anno si parla invece degli <<accordi a doppio livello>>: i governi approverebbero ciò su cui non c'è contenzioso e
tutte le altre questioni sarebbero risolte tramite degi accordi volontari (tra governi, imprese private e organizzazioni non governative); in questo modo i <<paesi ricchi>> eviterebbero di prendere impegni concreti proprio sulle questioni su cui si concentrava il piano d'azione: la lotta contro la poverta e quindi l'accesso alle risorse,il consumo sostenibile e la difesa dell'ambiente.

Prima del vertice...

Solo negli ultimi tre mesi i passi tentati sono stati molti. Il primo importante campannello di allarme è suonato quando la quarta e ultima riunione preparatoria del vertice che si è conclusa a Bali, in Indonesia, lo scorso 7 giugno è terminata con un sostanziale nulla di fatto.

L’agenda di Annan, rilanciata nel vertice farsa della Fao a Roma dello scorso giugno, si è rivelata una chimera, irrisa e ignorata dai paesi del Nord e dalle loro imprese multinazionali, in particolare di quelle che operano nel settore dell'energia e in quello agricolo. Petrolio e Ogm sono solo due degli argomenti che più premono ai cacciatori di profitto ad ogni costo.

E i capitoli del programma discusso a Bali sui quali non si è riusciti ad arrivare ad un accordo sono proprio quelli legati agli aiuti allo sviluppo, all'aumento dei trasferimenti per la lotta alla povertà, al debito dei paesi poveri, alla riforma del sistema finanziario internazionale (Fondo Monetario e Banca Mondiale), all'accesso dei paesi poveri ai mercati internazionali. Non c'è accordo sul ruolo del WTO (Organizzazione mondiale del Commercio), sul commercio dei prodotti non agricoli, sul miglioramento dei termini di scambio, sulla stabilità dei prezzi dei prodotti dei paesi poveri, sull'interpretazione degli accordi internazionali dei trattati sulla proprietà intellettuale, i famosi TRIPS.

A Bali si sarebbe anche dovuto sottoscrivere un piano di azione nel quale sarebbero state elencate tutte le misure concrete per arrivare a conseguire alcuni obiettivi ritenuti da tutti fondamentali, come per esempio la diminuizione, entro il 2015, del 50 per cento delle persone che vivono con un reddito inferiore ad un dollaro al giorno.

Ma quando si è iniziato a discutere nel concreto allora i nodi sono arrivati al pettine. Per quanto riguarda l'obiettivo della riduzione della povertà, tutti si sono dichiarati a favore, ma non si è riusciti a trovare un accordo per la creazione di un fondo speciale di solidarietà. Non si è arrivati ad un accordo nemmeno per quanto riguarda il capitolo della tutela e della gestione delle risorse naturali. Su questo punto lo scontro si è giocato tutto intorno alla questione di Kyoto e del trattato sulla riduzione delle emissioni gassose nell'atmosfera che gli Stati Uniti contrastano apertamente.

"Questo incontro avrebbe potuto essere un passo avanti verso un mondo migliore: al contrario i governi non hanno mostrato capacità di leadership né idee", ha detto Kim Carstensen, Capo della Delegazione WWF alla preconferenza di Bali alla fine dei lavori. "I blocchi delle nazioni ricche hanno letteralmente tiranneggiato i negoziati, in un modo che raramente si è visto usare nelle trattative internazionali, così come raramente si è visto un così scarso risultato prodotto".

 

Cosa ci possiamo aspettare dunque dal Vertice di Johannesburg?

Probabilmente gli eventi più interessanti saranno le iniziative organizzate dalla
società civile e in particolare <<il Forum della società civile>>, parallelo al Vertice,
dal 19 agosto fino al4 settembre:sono previste più di sessantamila presenze tra
ONG, organizzazioni non governative e associazioni.

E' previsto anche un forum di tutt'altro tipo : il <<<Business Forum>>, a cui partecipaeranno tra gli altri l'Organizzazione Internazionale delle associazioni dell'industria chimica, e l'Associazione Internazionale delle industrie dei fertilizzanti. I partners con cui l'Onu intende lavorare...

Alcuni capi di governo dei paesi occidentali invece non saranno presenti al Vertice, tra cui l'italia e gli Usa, minando il sistema multilaterale di discussione del Vertice stesso.


Una via del centro storico di Praga allagata per lo straripamento del Moldava...
una conseguenza delo sfruttamento indiscriminato dell'ambiente da parte dell'uomo? >>
Foto Ap

 

 

Per approfondimenti

A Johannesburg, dove finisce l'ambiente
Parla Wolfang Sachs
da www.altreconomia.it

Per leggere "THE JO`BURG - MEMO", il testo in cui 16 economisti ed attivisti compiono un’analisi critica dell’impostazione del vertice vedi www.emi.it
LINKS utili:
www.nigrizia.it/doc.asp?ID=3138
- www.nigrizia.it/cat.asp?ID=11&ISSC=1
sito ufficiale del Vertice:
www.johannesburg.org


sito ufficiale per il Forume della società civile:

www.worldsummit.org.za

www.indymedia.org

(in particolare Sudafrica)

www.carta.org

Apocalipse No...
Carta Almanacco su Johannesburg in edicola
dall'8 agosto

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