"L'UOMO
CHE NON C'ERA" Stati Uniti ,2001
Regia: Joel Coen
Sceneggiatura: Ethan Coen Joel Coen
Con Frances McDormand,
Billy Bob Thornton, Michael Badalucco, James Gandolfini, Scarlett Johansson

Stati Uniti,
1954 o giù di lì.
Un uomo (che non c'era, ma ci faceva) barbiere in seconda nel negozio
di suo cognato, per affrancarsi dalla provinciale monotonia della propria
via, progetta una estorsione ai danni del ricco amante di sua moglie,
con i cui proventi intraprendere una impresa di lavasecco. Detta così
potrebbe essere l'inizio di una scollacciata commedia con Lino Banfi,
ma le cose raramente sono come appaiono al primo sguardo, soprattutto
se le fila della storia vengono tessute dalla più autoriale coppia
di fratelli del cinema moderno; i colpi di scena si susseguiranno infatti
sino in fondo conservando tuttavia un latente segno di avanzamento per
sottrazione. L'uomo che non c'era e le cose che non faceva, potremmo
dire con una formula forse fin troppo semplice, ma la sua mancanza non
manca di generare accadimenti che non lasceranno nulla come prima.
La sottrazione pare avvenire già nalla coraggiosissima quanto
azzeccata scelta di girare il film in un bianco e nero mai così
ricco di toni grigi, tuttavia il film pur ponendosi con questa scelta
nell'eterodiretto recinto del cinema autoriale (bianco e nero sta ad
autoriale come autoriale sta a noioso) risulta popolare come poteva
esserlo un film di sir Alfred Hitchcock, maestro nel coniugare sapienza
tecnica e gusti dei più.
Risultano infatti godibilissime le frammistioni con la cultura dell'epoca
e soprattutto con ciò che l'immaginario cinematografico di quell'epoca
ci ha tramandato, lo sbarco alieno a Roswell, la crisi cubana, e quel
generale senso nascente di appartenenza al tanto osannato (il più
delle volte a sproposito) "american way of life", ma oltre
a queaste cifre più evidenti è sorprendente come in ogni
film dei Cohen si presentino dei clichè che ci rimandano a mille
altri film pur senza ricordarne nessuno in particolare.
Dopo la rilettura dell'epopea omerica, i fratelli Cohen si cimentano
con una tragedia di stampo eschileo, in cui il minimo tentativo di perturbazione
dell'ordine primigenio viene pagato con la perdita catartica di ogni
bene, morale e materiale; tuttavia il protagonista riesce a mantenere
persino nell'estremo percorso una lucidità che gli fa accettare
il più amaro dei destini con la certezza di aver quantomeno provato
a smuovere una esistenza stagnante.
Nei film dei fratelli Cohen è sempre difficile definire un protagonista
classicamente inteso, anche per la tendenza ad inserire nella sceneggiatura
dei comprimari che potrebbero da un momento all'altro dare il via ad
una sequela di spin off alternativi, meno che mai in questa loro ultima
opera in cui il presunto soggetto principale della narrazione viene
si trova nella imbarazzante condizione di non esservi; in ogni modo
Billy Bob Tornthon riesce ad inspessire il proprio ruolo grazie anche
ad una infinità di mozziconi senza filtro ( come diceva infatti
Pudovkin "la recitazione dell'interprete connessa con un oggetto
o basata su di esso è sempre uno dei metodi più efficaci
della rappresentazione filmica" Filmregie und Filmmanuskript Berlino
1928), affiancato nel ruolo della moglie fedifraga, dalla immancabile
Frances McDormand, citazione a parte meritano inoltre Tony Shalhoub,
l'avvocato folgorato e folgorante sulla via dell'esenzbergsianesimo,
Jon Polito (altro attore feticcio coheniano) nel ruolo dell'imprenditore
del lavasecco Tolliver, e la giovanissima Scarlett Johansson, innocente
e smaliziata nel ruolo di Birdy.
Il binomico e brizzolato attore riesce a non scomporsi per l'intera
durata della diegesi (ossia lo svolgimento idella storia riguardante
i personaggi), sia che si trovi suo malgrado costretto ad uccidere,
sia che debba recarsi al patibolo a causa di un omicidio a cui egli
è in realtà totalmente estraneo.
L'uscita in DVD dell'ultima fatica dei fratelli Cohen non mancherà
di deliziare le pupille di quanti non hanno colto l'occasione per gustarsi
in pellicola questo ennesimo gioiellino, ma anche di chi il film lo
ha visto al cinema ma vuole ridargli un'occhiata, o meglio una ascoltata,
con il commento sonoro originale, risulta infatti più ricca l'originale
presa diretta che inevitabilmente riesce a riproporre un più
fedele effetto realtà.
Un film dunque non per tutti, ma che potrà dare a chiunque un
buon paio d'ore di intrattenimento cinematografico vecchio stile, ossia
senza esplosioni o effetti speciali ma con una storia che riesce ad
interessare e a farci vagare per infiniti e personalissimi percorsi
sinaptici, e cosa potremmo volere di più? Forse una gazzosa al
caffè? E cosa aspettate ad andare a farvene una scorta per l'estate?
[Piotr]