I SUPER ISPETTORI DI SCAJOLA AL "LAVORO"

29.7.01. Le prime verità (del Governo...) sul G8 si avranno nella giornata di lunedì. Sarà allora che i tre super ispettori consegneranno il loro rapporto al ministro dell’Interno Claudio Scajola. Un dossier realizzato dopo aver visionato filmati, ascoltato registrazioni, raccolto testimonianze. Ma, soprattutto, dopo aver interrogato tredici dei settanta agenti di polizia che nella notte tra sabato e domenica hanno coordinato l'irruzione nella scuola Diaz. Saranno loro che dovranno rispondere alle accuse di pestaggi e di maltrattamenti denunciati da diversi manifestanti. Intanto c'è chi, tra i manifestanti, ha già deciso di presentare denuncia contro le forze dell'ordine italiane. E' il caso dell'inglese Norman Blair, 38 anni, che ha dichiarato di voler avviare un'azione legale contro la polizia italiana. Blair ha raccontato di essere stato ''rapito e torturato dallo Stato italiano''. Il manifestante venne arrestato durante la perquisizione della scuola utilizzata come sede dal Genoa Social Forum. Ed è proprio questa la parte più difficile e intricata dell’inchiesta che i tre ispettori, provenienti da Padova, Catania e Firenze, stanno conducendo a Genova. A occuparsi del blitz alla scuola è Giuseppe Micalizio, incaricato dal capo della polizia di far luce sull’irruzione nella struttura trasformata in dormitorio, ma anche nella sede del Genoa Social Forum. A lui il compito di individuare le responsabilità di ogni agente, e di suggerire provvedimenti disciplinari per ogni singolo. Gli altri due dirigenti, Salvatore Montanaro e Lorenzo Cerneting, si stanno invece occupando della caserma di Genova Bolzaneto, dove numerosi sono stati i soprusi denunciati dai manifestanti. Intanto la Procura di Genova agisce in modo autonomo. Dopo aver aperto un fascicolo a parte sulla scuola Diaz, ipotizzando agli agenti che hanno condotto il blitz i reati di violenza e abuso d’ufficio, il procuratore Francesco Lalla ha dati a tutti la disposizione di raccogliere quante più testimonianze possibili. Chiunque sia in possesso di materiale documentario, o comunque voglia portare la propria testimonianza, può quindi rivolgersi a Palazzo di Giustizia, al numero 1 di piazza Portoria a Genova.