JOE STRUMMER AND THE MESCALEROS

Global a go-go

 

E' tornato per davvero, il vecchio Joe. Il precedente lavoro con i suoi nuovi compagni di strada Mescaleros ("Rock art and the x-ray style") non era altro che un buon disco di canzoni scritte da solista ed eseguite con un manipolo di discepoli buoni strumentisti. Questa volta i Mescaleros sono promossi al rango di compositori insieme al professore. E il disco ne risente in positivo, perchč č molto pių compatto, coerente ed elaborato. Qualcuno l'ha definita "patchanka per adulti", questa miscela di rock'n'roll e salsa, di romanticismo e pugni nello stomaco, di "Sandinista" e Peter Gabriel. Ed infatti il "Global a go-go" cui si riferisce la title track esalta la globalizzazione che ci piace: storie di musica indiana nei sobborghi di Londra e di "Rock in the Casbah", "Quadrophenia in Armenia" come un tempo a Brixton i punk incontravano i rasta per contaminarsi a vicenda. Un inno di parole e musica al meticciato e del trasversalismo culturale: pių raffinato dell'allievo Manu Chao (che, non a caso, una volta dichiarato "Joe Strummer č stato l'unico idolo che rimasto tale anche averlo conosciuto"), dedicato allo scomparso Joey Ramone. Produce l'indipendente Hellcat di Tim Armstrong dei Rancid (sempre a proposito di allievi!), distribuisce la casa madre dell'hardcore californiano Epitaph. E il cerchio si chiude. Bentornato, vecchio Joe.

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