STRATEGIA DELLA TENSIONE
9.8.2001 - Venezia. Questa mattina all'alba una forte esplosione si è verificata davanti al Tribunale di Venezia. E'stato un attentato: tracce di più esplosivi sono state trovate nel locale della caldaia del Tribunale di Venezia. Dopo una prima smentita gli inquirenti ammettono che l'esplosione che stanotte alle 3.30 a Venezia ha provocato gravi danni al Tribunale possa essere stata provocata da un ordigno. Una bomba potente, fatta con 5 chili di esplosivo ad alto potenziale. Per il momento non sono giunte rivendicazioni. Per questa mattina era previsto l'arrivo di Silvio Berlusconi nella città veneta. Difficile non fare collegamenti fra questo grave episodio e il clima di fortissima tensione presente in tutto il paese dopo i fatti di Genova: il terremoto ai vertici delle forze dell'ordine, la messa sotto accusa dei responsabili dell'ordine pubblico e dei governanti sulle gravi violazioni dei diritti della persona attuati in quei giorni da polizia, carabinieri ecc., evidentemente hanno creato un clima di instabilità che tradizionalmente in Italia vede nella deliberata scelta del terrore una strada di ricompattamento. Il prosindaco di Venezia, Gianfranco Bettin ha dichiarato: "E' un salto di qualità e un attacco molto grave alla democrazia - ha detto, ricordando che l'allarme attentati a Venezia era alto già alla vigilia del G8 - si tratta di capire da che parte viene". Parla apertamente di strategia della tensione Luca Casarini, portavoce delle Tute bianche, che fa riferimento anche alla visita di Berlusconi a Venezia nelle prossime ore. "Gli diremo basta bombe - ha detto - lo diremo a lui e solo a lui perchè è lui che ha la responsabilità dei servizi segreti, quegli stessi che anche in passato hanno voluto la strategia della tensione per fermare i movimenti di protesta". "Anche in questo caso - ha aggiunto - è in atto una campagna terroristica contro il dissenso sociale, per distogliere l'attenzione dai fatti di Genova, e criminalizzare il movimento". E Berlusconi, per parte sua, dopo giorni di silenzio sulle vicende di Genova - un silenzio ingiustificabile in quanto capo del governo - oggi ha ripreso la parola (ma che strana coincidenza!) forte di una situazione distorta dai fatti delle ultime ore ed ha espresso "piena solidarietà alle forze dell'ordine" in merito alle vicende del G8 di Genova, aggiungendo che "anzichè processare la polizia bisognerebbe processare le organizzazioni violente che hanno già annunciato di voler intervenire" ai prossimi vertici. Ma sentite l'ultima:"Abbiamo purtroppo ereditato una polizia senza allenamento per l'ordine pubblico" ha concluso. Come dire che durante il governo di centro-sinistra la polizia giocava a dama invece di pensare ad 'allenarsi'. (è un nuovo sport fare il poliziotto?) Forse tutti quelli che a Genova c'erano e non dalla parte dei poliziotti non la pensano proprio così, anzi a noi sembravano ben allenati e preparati a dissuadere ogni forma o idea di dissentire dal dictat del governo italiano e mondiale. Certo all'indecenza non c'è mai limite.