A ROMA AFFOLLATISSIMA ASSEMBLEA DEL MOVIMENTO
27.7.2001 - Roma. Si è svolta ieri fino a tarda sera al Centro Sociale Ex-Snia nel quartiere Pigneto, una partecipatissima assemblea sui fatti di Genova e le prospettive della vasta mobilitazione seguita alle manifestazioni antiG8. Circa 800 persone si sono accalcate nei locali del centro sociale dove si sono succeduti numerosissimi interventi di analisi della situazione e degli scenari che i fatti di Genova hanno aperto nel nostro paese e di proposte sui contenuti, le modalità e i passi da compiere perché questo movimento si sviluppi e valorizzi la grande unità mostrata dal GSF prima, durante e dopo il vertice di Genova. Questo, probabilmente, il senso colto dalla maggioranza degli interventi nella pratica dimostrata a Genova e nelle grandi manifestazioni di martedì scorso in tutta Italia, compresa quella di Roma a cui hanno partecipato più di 50.000 persone. L'autonomia mostrata dal movimento, la capacità di non farsi distogliere, anche in situazioni gravissime come quelle verificatesi a Genova, dagli obiettivi chiari e sempre dichiarati di critica radicale alla legittimità stessa del G8, di denuncia della illegalità della zona rossa, di grande apertura e propositività sui temi della globalizzazione in aperto contrasto con la globalizzazione neoliberista che calpesta popoli, territori e diritti, anche quelli elementari alla sopravvivenza e alla manifestazione del libero pensiero: questa la grande forza mostrata in queste settimane che è una qualità preziosa che è giusto difendere ad ogni costo. Per le prossime settimane si è sottolineata l'importanza del lavoro di raccolta delle testimonianze di ciò che è accaduto a Genova, perché l'ondata di violenza poliziesca che ha tentato di travolgere il movimento è tuttora una ferita aperta e va denunciata con forza e testimoniata ovunque. Guardando più avanti si è discusso della possibilità di costituzione di un 'Roma Global Forum', l'avvio cioè di un laboratorio ampio di discussione nella realtà romana aperto a tutti quelli che si ritrovano su obiettivi comuni, prescindendo dalle appartenenze. È fondamentale, hanno sottolineato in molti, che questo movimento faccia dell'inclusione il suo più grande valore: è la società in cui viviamo che esclude e prefigurare un altro mondo significa, anche nel lavoro di costruzione di mobilitazioni e conflitto, contrastare nei fatti questa tendenza con l'arma della massima inclusione, della contaminazione di esperienze, della considerazione di punti di vista diversi che insieme producono un punto di vista molteplice e per questo ricco e insostituibile.