Segreti di stato
Regia: Paolo Benvenuti
Italia, 2003




Un film matematico, che cresce ritmato e compatto fino alla fine, dipingendo man mano un quadro sempre più tragicamente chiaro.
La cornice è l'Italia del dopoguerra, la Sicilia dei contadini che occupano le terre e una strage famosa di contadini comunisti il primo maggio del '47. Una cornice che pian piano tratteggia i contorni di quella lunga storia dei segreti di stato in Italia, una storia che affonda le sue radici proprio fra le pieghe di un disegno lucido e ben determinato, organizzato nei minimi particolari, attento a non trascurare nessuna sbavatura.

Chi ha voluto davvero la strage di Portella della Ginestra? 11 morti e più di 50 feriti fra i contadini in festa nelle campagne palermitane? Chi ha fatto in modo che venisse affibbiata senza dubbio alcuno alla responsabilità della banda 'Giuliano' , fatto tacere come molti altri vicini a lui a breve tempo dagli avvenimenti e in circostanze misteriose?
E' la domanda che sembra ossessionare l'avvocato difensore di quel Pisciotta braccio destro proprio di Giuliano, che è la voce del racconto, che scandisce tempi e luoghi snocciolando lentamente i tasselli che ricostruiscono e colorano una scena fatta di intrighi e trame tutte tese ad un unico obiettivo.
Qualcuno, anzi molti avevano voluto fortemente quella strage, la volevano e la costruirono nel dettaglio: mafia, partiti di governo, chiesa e servizi segreti americani, in una regia complessa che spingeva nella direzione di uno scontro frontale con i comunisti in Italia, un'Italia che si andava legando mani e piedi alle sorti di quegli Stati Uniti d'America trionfatori sulle ceneri e gli orrori della guerra appena finita.
E' una ricostruzione asciutta, che non indugia apertamente sui sentimenti per lasciare spazio all'inchiesta, ma restituisce pienamente le emozioni in un crescendo di stupore e incredulità che aumenta con lo sgretolarsi delle facciate, con la scoperta di quelle mani invisibili che segretamente muovono le fila.
Questo disegno cinico è reso perfettamente anche da una recitazione quasi teatrale, da una ricostruzione essenziale, rigorosa, che affida ad alcuni schizzi ed un plastico il compito di spiegare le meccaniche di un fatto gravissimo e primo di una lunga e drammatica serie, una strage di stato fatalmente coperta da un segreto di stato.

”Quello che è raccontato nel mio film è basato su prove documentali precise; dietro al film ci sono sei anni di ricerche storiche e migliaia di documenti inediti: quelli desecretati nel '98 dalla commissione antimafia italiana, gli atti del processo di Viterbo contro la banda di Giuliano e anche i documenti desecretati negli Stati Uniti sull'attività dell'OSS, l'ex Cia, tra il '43 e il '53. Da questi documenti escono le prove incontrovertibili del disegno stragista dietro il massacro di Portella."
(P. Benvenuti)