DISOBBEDIAMO ALLA GUERRA GENERALIZZIAMO LO SCIOPERO DEL 18 OTTOBRE
Disobbedienti - Cosenza

Lo sciopero unilaterale proclamato dalla Cgil per difendere i diritti dei lavoratori vedrà in piazza
accanto agli operai di ieri anche gli operai di oggi.
Giovani senza contratto, in nero, part time, co.co.co, flessibili, intermittenti, in affitto, operai sociali
senza reddito, bianchi, neri, gialli, privati della cittadinanza e dei diritti fondamentali (casa,
trasporti, salute, istruzione) perché senza lavoro salariato.
Gli effetti nefasti della globalizzazione neoliberista li abbiamo sotto casa: la Legnochimica a livello
locale, la Fiat a livello nazionale, chiudono gli stabilimenti, mandano a casa migliaia di operai, per
poi riaprire da un’altra parte ­ sud del mondo -sfruttando un minore costo del lavoro. La politica
latita: l’intervento pubblico finora, è stato solo buono a riempire le tasche dei padroni, senza
vincolare le scelte aziendali e illudendo gli operai.
I sindacati devono fare un salto decisivo: basta! svendere i diritti dei lavoratori, basta! difendere
lavori maledetti, che producono inquinamento e morte. Bisogna scrivere un nuovo statuto dei lavori, che
comprenda lavoro minimo necessario e diritto al reddito per tutti. Questo è l’unico modo per tutelare
i nuovi lavoratori e i vecchi. Un reddito consentirebbe di vivere dignitosamente quando si
rimane senza lavoro.

VOGLIAMO LAVORO DIGNITOSO, VOGLIAMO REDDITO!
Il 18 ottobre ci appropriamo di un diritto, anche se siamo disoccupati o precari o studenti o immigrati:
quello di scioperare, di dire no, di inceppare gli ingranaggi, di bloccare l’Italia. Invitiamo tutti a
scendere in piazza: le casalinghe lascino sporche le proprie case, i genitori non mandino a scuola i propri
figli, i consumatori non facciano la spesa.
Generalizziamo lo sciopero, generalizziamo la disobbedienza!
Disobbediamo a tutte le leggi ingiuste dello stato, che creano solo disuguaglianze e morte.
Accogliamo gli immigrati nelle nostre città, disertiamo il conflitto armato in Iraq, togliamo i
nostri soldi alla guerra, chiudiamo i conti con le banche che finanziano l’industria di morte.

DIRITTO ALLA PACE, ALLA GIUSTIZIA, ALLA LIBERTA’!
Ma i diritti si conquistano con la lotta. E noi saremo in piazza ancora una volta per esercitare la democrazia, la partecipazione, per riprendere in mano il nostro futuro. Per contrastare i progetti del governo sul nostro martoriato sud: cacciamo dalla nostra terra le sanguisughe, che succhiano ricchezza e restituiscono povertà. Opponiamoci alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina: brutto, pericoloso, specchietto per le allodole. Vogliamo un
reddito garantito per le donne e gli uomini di questa terra, che hanno resistito a privazioni e stenti, e
oggi camminano a testa alta.
Ci siamo rimessi in cammino. Dalla punta dello stivale.
Unisciti a noi.


VENERDI 18 OTTOBRE ORE 9:00 - PIAZZA ZUMBINI