Risoluzione finale di Castres
13° Congresso della Conféderation paysanne 27 e 28 giugno 2001
Le rappresentanti e i rappresentanti della Conféderation paysanne, riuniti nel Congresso di Castres il 27 e 28 giugno 2001 denunciano con forza le politiche agricole liberali, condotte dall'Unione Europea e gli stati membri, che hanno organizzato l'erosione del reddito dei contadini, l'aggravameno delle diseguaglianze, la regressione del mondo agricolo e la scomparsa dei contadini.
Essi denunciano un modello industriale produttivista divenuto dominante su una parte sempre crescente di territorio. Questa evoluzione è stata possibile a prezzo di un degrado continuo e talvolta definitivo delle risorse naturali, della biodiversità, così come della qualità e della diversità delle produzioni agricole. La corsa al più basso costo di produzione ha generato degli scandali alimentari, alimentando le paure e la sfiducia crescente e netta dei consumatori di fronte ai prodotti agricoli. Davanti a tale constatazione, la Conféderation paysanne riafferma solennemente l'urgenza di salvare i contadini, e porre in atto le condizioni per la generalizzazione dell'agricoltura contadina!
Tali obiettivi esigono una profonda rottura politica. Una riforma radicale della Politica Agricola s'impone, e passa per:
· L'abbandono della vocazione esportatrice dell'Unione europe, attraverso il ricentramento della produzione sui bisogni interni per i prodotti di base, e il rafforzamento della protezione delle frontiere dell'Unione Europea.
Una tale evoluzione passa per il mantenimento dei dispositivi di governo esistenti, specialmente quelli che inquadrano le produzioni lattiere e zuccheriere, oggi minacciate.
La Conféderation paysanne si batterà con tutte le sue forze per preservare quei dispositivi e impegnare il governo su tutte le produzioni.
· Un reddito contadino basato su dei prezzi che coprano la remunerazione del lavoro e i costi di produzione. Rimettere la speranza nella testa dei contadini, significa permettere loro di vivere della vendita dei loro prodotti e di uscire dall'alienazione degli aiuti pubblici. ·
Dei dispositivi che incitano alla disintensificazione dei modi di produzione agricola. Solo la generalizzazione di una agricoltura contadina e durevole consentirà ai contadini di essere fieri del loro mestiere senza temere la riprovazione della gente.
· Aiuti pubblici mirati a compensare gli handicap strutturali e agroclimatici, alfine di mantenere una attività agricola nei settori difficili.
Parallelamente, nell'attesa attiva di queste riforme a fini di giustizia sociale, i responsabili politici devono impegnarsi a organizzare immediatamente una vera redistribuzione dei crediti pubblici all'agricoltura, a profitto delle aziende agricole più fragili e delle zone sfavorite.
Ciò passa per:
· L'instaurazione urgente, nell'insieme dei paesi membri dell'Unione Europea, di un aiuto mirato sulle aziende di piccole dimensioni economiche per addetto, per garantire la perennità e riconoscerne il ruolo sociale, economico e ambientale.
Questa misura dovrà essere integrata al Regolamento di Sviluppo Rurale e dovrà accompagnarsi a misure di ripartizione dei diritti a produrre del credito necessario a favorirne l'installazione.
· Il perseguimento della riforma del piano di regionalizzazione degli aiuti SCOP (Superfici in Cereali ed Oleo-Proteiginose), iniziato in Francia nel 1998, affinché cessi lo scandalo dell'attribuzione degli aiuti pubblici più importanti agli agricoltori delle zone più produttive;
· La definizione, a livello europeo, dell'insieme degli aiuti PAC, perché la politica agricola non favorisca più l'ingrandimento delle aziende e la ristrutturazione dell'agricoltura.
Per pervenire a questi obiettivi, la Conféderation paysanne s'impegna a:
· Promuovere e partecipare a mobilitazioni d'ampiezza nazionale, europea e internazionale, in coordinamento con la CPE e Via Campesina.
Bisogna creare il rapporto di forza necessario alla modificazione delle regole degli scambi internazionali, in vista del riconoscimento della sovranità dei popoli in materia alimentare e la rimessa in causa di ogni forma di dumping.
· Poiché l'agricoltura concerne l'insieme della società ed è integrata nelle negoziazioni globali, la Confédération paysanne s'impegna ad agire con le forze sociali che appoggiano le nostre aspirazioni, alfine di creare senza ulteriori indugi il rapporto di forza necessario al cambiamento della politica agricola e delle politiche economiche e sociali.
· Rinforzare e moltiplicare le nostre azioni di difesa e di accompagnamento dei contadini "precari" e in via di espulsione dalla terra. Questo scopo dovrà realizzarsi in stretta collaborazione con Solidarité paysan e le sue associazioni dipartimentali.
Questo sostegno passerà attraverso una moltiplicazione delle lotte fondiarie per l'installazione e il mantenimento dei piccoli e medi contadini, delle lotte contro l'industria agroalimentare e gli integratori per difendere il reddito e lo statuto dei contadini contro i creditori.
I rappresentanti e le rappresentanti della Confédération paysanne s'impegnano a portare questa risoluzione sul terreno, a difenderla di fronte ai contadini, la società e gli eletti politici, e ad agire secondo questi orientamenti per andare verso una agricoltura contadina, forte di milioni di contadini ripartiti sull'insieme del territorio.
Castres, 28 giugno 2001