IL RAPPORTO DEGLI ISPETTORI DA SCAJOLA

31.7.2001 - Roma. Ci sono stati "errori, omissioni e violenze gratuite". Questo un piccolo estratto del rapporto che stamattina è stato consegnato al capo della polizia De Gennaro ed al ministro degli interni Scajola. Sembra insomma che sia innegabile anche da parte di fonti vicine al governo la realtà delle giornate di Genova. Il dossier è in tre parti: la gestione della piazza e le botte gratuite da parte degli agenti in divisa anti-sommossa contro manifestanti a mani alzate o già in terra per via dei lacrimogeni; la sanguinosa perquisizione nelle scuole Diaz e Pertini, sede del Media Center del Genoa social forum; le violenze al centro di Bolzaneto, la caserma del reparto mobile, il luogo da incubo dove sono stati portati i fermati e gli arrestati prima di andare in carcere. I tre superispettori non fanno nomi di colpevoli. Indicano quali sono stati gli errori e gli uffici da cui sono poi derivate omissioni e violenze. Starebbe poi al capo della polizia decidere i provvedimenti nei confronti dei titolari e degli uomini degli uffici indicati. Per quanto riguarda l'irruzione nella Diaz, il dossier sostiene che "la perquisizione era legittima" - ai sensi dell'articolo 41 del Testo unico di ps che prevede la segnalazione all'autorità giudiziaria ma non la presenza di avvocati - visto che vi erano segnalazioni (fatte da chi? Ci domandiamo noi) di presenza negli edifici di soggetti estranei e di armi. Ma un problema è rilevato nel tipo di personale utilizzato per compierla. Essendo la perquisizione un atto di polizia giudiziaria e non di ordine pubblico, è stata decisa degli uffici Digos della questura di Genova e, a livello centrale, dall'Ucigos (poche ore prima a Genova era arrivato il direttore del servizio di prevenzione Arnaldo La Barbera). Il questore Francesco Colucci e il suo ufficio di gabinetto hanno indicato la disponibilità delle forze in campo e, quindi, anche l'utilizzo di un contingente del Reparto mobile di Roma. Impiego "discutibile" considerato che erano "uomini in servizio già da dodici ore" e soprattutto addestrati per fare cariche in piazza, all'aperto, e non in ambienti chiusi. Gli incidenti e le violenze, infatti, si sono verificati durante la carica-irruzione. Una ventina di uomini del reparto mobile sono stati allontanati dal posto subito dopo l'irruzione. Responsabile del reparto mobile di Roma è il dottor Canterini già sentito da Micalizio. Non emergerebbero responsabilità a carico dello Sco, il servizio della polizia criminale, e presente sul luogo con il direttore Francesco Gratteri e alcuni suoi più stretti collaboratori. Lo Sco infatti, nei giorni del G8, aveva in carico la sicurezza della zona rossa ed è stato coinvolto nella perquisizione ma non nell'irruzione alla sede del Gsf. A proposito della gestione della piazza sono state riscontrate "violenze gratuite" da parte di alcuni reparti impegnati in ordine pubblico che hanno picchiato non durante la carica - un momento in cui chi sta dall'altra parte deve in qualche modo aspettarsi di tutto - ma "a freddo, dopo la carica". Le immagini viste in tv, al di là delle ricostruzioni, sono state fin troppo eloquenti. Saranno dunque individuati i funzionari responsabili dei singoli reparti colpevoli di non aver saputo guidare i propri uomini nonostante le raccomandazioni alla tolleranza che il prefetto Ansoino Andreassi aveva dato prima del vertice. Il dossier sottolinea che la tecnica del mordi e fuggi, dalla guerriglia urbana messa in atto da piccoli gruppi ben organizzati sul territorio che comparivano e sparivano in pochi minuti, ha spiazzato la gestione e anche il controllo della piazza. (E questo punto suscita molte perplessità visto che la sbandierata professionalità delle forze di polizia e carabinieri senza un deliberato lasciar correre, se non una premeditata regia, è difficile pensare che venga sbaragliata da gruppi di assalitori di banche e di cortei). Infine, per quel che riguarda la caserma di Bolzaneto sono state riscontrate "violenze ed abusi" prima e dopo l'arrivo alla caserma che era gestita dalla squadra mobile e dalla Digos di Genova. Intanto a Genova sono iniziati questa mattina i primi interrogatori dei tredici poliziotti che hanno coordinato il blitz alla scuola Diaz. Nessuno, come ha riferito il procuratore Lalla, al momento è indagato. Tutti, però, saranno ascoltati come teste. A questo proposito, gli avvocati del Genoa Social Forum hanno deciso di chiedere l'incidente probatorio, cioè la ricostruzione dei fatti alla presenza dei testimoni prima che vengano cancellate tutti segni lasciati nella scuola durante quelle terribili ore.