I RESPONSABILI DEI MASSACRI SECONDO I RAPPORTI DEI TRE ISPETTORI 01.08.01 -Roma. I tre dossier affidati agli ispettori Micalizio, Montanari e Cernetig sui fatti di Genova sono arrivati sul tavolo del ministro Scajola, ieri rimasto a colloquio per più di 4 ore con il capo della polizia De Gennaro.
Il rapporto del questore Pippo Micalizio (ex capo della squadra mobile di Milano, ex vicecapo della Dia e dell'Antidroga e oggi sovrintendente nell'Italia meridionale con base a Catania, incaricato di indagare sul massacro alla scuola Diaz nella notte tra il 21 ed il 22 luglio) si "sbilancia" fino a proporre procedimenti disciplinari per i dirigenti delle forze dell'ordine responsabili dei fatti di Genova.
Al prefetto Arnaldo La Barbera (capo dell'Ucigos) e al questore Gianni Superi, uno dei suoi vice, viene rivolta l'accusa di non avere impedito agli agenti di usare tanta violenza. Stessa accusa per Francesco Gratteri, anche lui questore e capo del Servizio Centrale Operativo della Polizia. Per il questore di Genova Francesco Colucci c'è un giudizio di "assoluta inadeguatezza" e la proposta di "immediato trasferimento ad altro incarico": tra i fatti contestatigli c'è quello di "non avere nominato un responsabile dell'operazione" alla Diaz (e quella di non avere nessun referente con cui interloquire è una circostanza denunciata fin dal 20 dal GSF e d parlamentari). Gli altri colpevoli sono tutti i massimi dirigenti della questura ligure: provvedimenti disciplinari e trasferimenti per il capo della Digos Spartaco Mortola, per il suo vice Alessandro Perugini, per il responsabile della Mobile Nando Dominici e, naturalmente, per Vincenzo Canterini, il capo del reparto mobile di Roma che, con i suoi uomini (circa 70, la cui posizione verrà chiarita dalla magistratura penale) ha compiuto la perquisizione e il pestaggio.
Gli altri dossier riguardavano la torture nella caserma di Bolzaneto e le violenze di piazza da parte della polizia. Sulla caserma di Bolzaneto il relatore Salvatore Montanaro, sovrintendente per l'Italia centrale, si è limitato a ricostruire la mappa dei funzionari presenti, degli agenti impegnati, dei turni di servizio.
Lorenzo Cernetig, commissario a Trieste per il Triveneto, ha infine descritto "errori, inadeguatezze e inefficienze" nell'organizzazione complessiva della gestione della piazza. La relazione si chiede, fra l'altro, perché, nelle strade in cui passavano i cortei, la questura non abbia ordinato di togliere i cassonetti, soprattutto quelli con le bottiglie.