Radio Vaticana: si apre la questione del monitoraggio
01.9.2001 -ROMA. Da mezzanotte del 31 agosto è entrato in vigore il piano stabilito dall'accordo bilaterale firmato il 18 maggio, che prevede l'abbassamento delle emissioni elettromagnetiche per gli impianti a onde medie di Radio Vaticana situate a Santa Maria di Galeria e il trasferimento di parte dei programmi su un traliccio di Telemontecarlo e sul satellite. In questo modo l'emittente dovrebbe rispettare i limiti di emissione elettromagnetica fissati dalla legge italiana: quei 6 volt/metro stabiliti dal decreto legeslativo 381 del '98, che fin'ora erano stati ignorati. La questione, però, non finisce qui: si apre il problema delle verifiche chieste a gran voce dai vari comitati anti-elettrosmog di Cesano; i rappresentanti delle delegazioni di Italia e Santa Sede hanno ribadito ieri "l'esigenza di continuare a procedere al monitoraggio dei campi elettromagnetici effettivamente prodotti, mediante misurazioni congiunte", ma i cittadini di Cesano richiedono che le rilevazioni vengano effettuate in piena autonaomia da Anpa, Arpa, Enea e Cnr, poichè la presenza dei tecnici della Santa Sede potrebbe risultare condizionante. D'altronde, come ha sottolineato Paolo Aquilanti del Comitato Bambini Senza Radiazioni, le onde emesse da Radio Vaticana ricadono sul territorio italiano, perciò le misurazioni delle onde e la valutazione dei danni non sono affare della Santa Sede. In ogni caso l'inquinamento elettromagnetico nella zona non è ancora risolto del tutto: una parte delle trasmissioni a onde medie continuerà a essere emessa da Santa Maria di Galeria, concentrando la potenza lungo un asse direzionale, con la conseguenza che le abitazioni che si trovano su quella traiettoria, potrebbero essere investite dalle radiazioni elettromagnetiche in maniera più consistente di prima.