"Q" - La storia dei vinti

L'evidente passione per la storia e la sapienza letteraria si coniugano mirabilmente in un grande racconto quanto mai attuale; il confronto tra il potere e coloro che lo combattono, nella cornice di un Europa devastata dalle guerre di religione, richiama inevitabilmente l'attenzione del lettore verso la drammaticità di tanti eventi a cui oggi assistiamo, che ripropongono,seppur a distanza di cinque secoli (il racconto è ambientato nel '500), il medesimo rapporto conflittuale tra i potenti di sempre e i diseredati del mondo, finalmente in una chiave di lettura che privilegia il punto di vista degli sconfitti. Un personaggio misterioso, dai tanti nomi che non gli appartengono, percorre le drammatiche vicende di quegli anni bui, in cui il potere secolare della chiesa veniva messo in discussione da un potere altrettanto bieco e servile, quello dei riformatori, che tradivano così le aspettative di milioni di esseri umani,i quali passavano dunque da un tribunale ad un altro. Una storia lunga trent'anni, piena di battaglie (tutte rovinosamente perse), di intrighi, di tradimenti, nell'eterna ricerca di un equilibrio tra dio e uomo, ma soprattutto nella ricerca di giustizia per gli oppressi; e nelle lotte che insanguinano l'Europa e la sorte del nostro personaggio, emerge un'altra figura chiave: Q, l'emissario del nemico, la spia, il grande antagonista dei ribelli, che tuttavia sarà anch'egli vittima del potere a cui apparteneva, dopo però essersi parzialmente riscattato. Nomi, luoghi, circostanze; tutti figli di un passato realmente esistito, i cui grandi protagonisti come l'imperatore, i cardinali del sant'uffizio, il papa, il re di Francia, modellarono il corso degli eventi, anche quelli narrati dall'autore. Una volta tanto, anche coloro che rimasero nell'ombra dei vincitori trovano il loro spazio, il loro riconoscimento; una profonda lezione storica, quella degli anabattisti, e più in generale di coloro che si schierarono contro il potere, ovunque esso albergasse, che ci insegna a non accettare mai passivamente né la memoria degli eventi, così come essa ci viene sottoposta, né tantomeno la realtà dei fatti.

Luther Blissett-"Q",Einaudi Stile libero 1999, £ 28.000