Terza corrispondenza da Porto Alegre (29 gennaio) dalla nostra inviata Giornata piuttosto movimentata quella di domenica al Forum Sociale Globale di Porto Alegre. Il confronto in videoconferenza con Davos ha catalizzato l'attenzione dei presenti e dei mezzi di informazione locali e internazionali. Molti avevano guardato a questo "confronto" con un certo scetticismo, domandandosi se poi avesse un senso lo scambio con chi sta guidando una globalizzazione dei potenti a danno della maggioranza. Certo e' che se in Europa non sappiamo quanto risalto e' stato dato a questo evento dalle televisioni, qui la trasmissione e' andata sulle tv brasiliane e non solo e forse ha contribuito a chiarire le idee e a spiegare il senso di questo appuntamento a Porto Alegre e le prospettive delle battaglie contro i disastri di questa globalizzazione. Lo scontro si e' animato soprattutto con l'intervento di una nota rappresentante delle madri di Plaza de Majo argentine che ha decisamente caricato il clima del placido confronto salottiero puntando al nodo delle responsabilita' precise nella morte per fame di milioni di persone nel mondo, nella concentrazione esasperata della ricchezza nelle mani di pochi, nella esistenza di regimi militari e dittatoriali nel mondo di coloro che a Davos erano a pianificare il futuro della rapina globale. "Assassini!" ha gridato senza remore ai tranquilli interlocutori che dopo qualche minuto tanto tranquilli non lo erano piu', tradendo a piu' riprese un certo nervosismo. Quello che e' stato chiaramente sottolineato dai rappresentanti della societa' civile globale e' stata innanzitutto la realta' di repressione e impedimento di ogni forma di contestazione nella citta' di Davos, emblematico segnale della "democrazia" intrinseca nei processi economici in atto, ma e' anche stata decisamente contestata la presenza a Davos di rappresentanti dell'ONU che hanno balbettato di essere daccordo con molte delle tematiche affrontate e dibattute qui a Porto Alegre, ma dichiarando che le cose si cambiano piano piano e che la loro presenza li' ha un senso, a molti per la verita' oscuro, nell'ambito di una politica dei piccoli passi. Risibile dichirazione se pensiamo che l'ONU si fregia di garantire i diritti dei popoli nel mondo!!! La giornata di oggi vedra' la presentazione di alcuni documenti conclusivi di sottogruppi di lavoro, dal momento che il Forum ha ufficialmente dichiarato che non produrra' un documento finale, vista l'impossibilita' di sintetizzare tanta ricchezza in poche pagine, ma lasciando tutta aperta la sfida di "un altro mondo e' possibile" a tutti quelli che torneranno a casa con un patrimonio arrichito da tanta complessita' e stimoli di riflessione e azione. Fra questi documenti sara' presentato ufficialmente anche quello frutto del dibattito fra i movimenti di vario genere che in questi ultimi anni hanno rappresentato una opposizione alla globalizzazione imperante. Il documento, risultato di una complessa mediazione fra anime molto diverse in quanto a cultura, estrazione e riferimenti politici, rilancia diversi appuntamenti per i prossimi mesi e il vertice del G8 a Genova di fine luglio e' fra i piu' significativi su cui da subito la rete antiglobalizzazione ormai estesa anche da questa parte del pianeta sta cominciando a lavorare.