Si
apre con le ambulanze che sfrecciano e il rumoreggiare dei manifestanti
di Seattle, il nuovo album del quartetto californiano, provocatoriamente
intitolato "Land of the free" ("terra dei liberi/ liberi di controllare
le vostre menti", recita il testo). Luogo comune vuole che l'hardcore
californiano degli anni '90 sia votato al disimpegno, al surf, tutt'al
pił al disagio giovanilistico. I Pennywise dimostrano il contrario:
fedeli alla regola dei migliori Bad Religion (e Brett Guerewitz, chitarrista
dei Bad Religion e padre-padrone della Epitaph, compare come coautore
di un brano) ci regalano un disco esplicitamente politico, scritto
d'istinto assitendo alle battaglie antiliberiste degli ultimi anni.
E basta scorrere i titoli delle canzoni per rendersene conto: oltre
alla citata title track, "WTO", "It's up to tou","Who's on your side"...
Non poteva mancare l'anthem "Fuck Authorithy", un topos, il cuore/amore
del punk. Riffs a velocitą supersonica, potenza, compattezza, precisione
e testi stimolanti. Insomma, cosa chiedere di pił ad un disco hardcore/punk?
Chi
volesse inviarci contributi per questa sezione può farlo inviandoci
una e-mail all'indirizzo
rubriche@altremappe.org