23.03.02 Racconti dalla manifestazione nazionale contro l'abolizione dell'art.18 dello statuto dei lavoratori

Sono una studentessa universitaria di Bari.
Perché sei qui oggi? Penso che siamo qui tutti per lo stesso motivo, cioè per protestare contro le modifiche dell'art.18.
Da studente perché ti sei mobilitata contro questi provvedimenti? Io oggi sono studente, ma un domani mi auguro di essere una lavoratrice per cui difesa oggi significa difesa domani.
Pensi che questa manifestazione abbia cambiato di senso dopo i fatti degli ultimi giorni? No, anzi sono felice che non ci siano state grosse modifiche, perché la protesta era legittima e il timore era che si modificassero le motivazioni -antiterrorismo e così via- che sono lecite, ma il motivo di questa manifestazione era un altro. Nonostante alcune dichiarazioni sono contenta che la motivazione di fondo sia rimasta intatta. Perché hai questa maschera bianca? E' un simbolo antiglobal!!Significa far parte del movimento noglobal.

 

Noi siamo delle imprese di pulimento di Roma della Filcams Cgil.
Siamo fieri di essere qui in tantissime e tantissimi, come vedi siamo una grande massa rossa, a lottare contro una cosa che ci vogliono togliere, un diritto acquisito, un diritto che aveva mio padre, mio nonno che ha faticato per me, che ha lottato per me e per i miei figli. L'art.18 non si tocca!

Che contratto di lavoro hai?
Noi siamo ancora fortunati, siamo a tempo indeterminato. Il problema del nostro settore è che ad ogni gara d'appalto, gare che vengono fatte purtroppo al massimo ribasso, continuano a diminuirci le ore, quindi i nostri salari non sono mai fissi.
Per chi lavorate?
Noi lavoriamo in tutti i settori, quelli che reggono questo striscione per i ministeri e per la Telecom.
Cosa c'è scritto su questo striscione enorme?
C'è scritto DIRITTI, sono sacrosanti e non vanno toccati. La proposta del governo di togliere l'art.18 per i giovani e al sud è intollerabile: l'art.18 non va toccato per nessuno, non ci sono distinzioni.

 

Noi veniamo dal Veneto, perché lavoriamo lì, ma siamo napoletani.
Che lavoro fate?

Lavoriamo nel settore aeronavale, all'Alenia, siamo operai metalmeccanici
Perché siete qui?
Per evitare che Berlusconi divida l'Italia come vuole fare.
L'art. 18 è uno dei pochi diritti importanti che ancora abbiamo fino ad oggi, dopo la scala mobile che ci hanno già tolto, visto che la concertazione va male, almeno l'art.18 non si deve toccare.
Siete a tempo indeterminato? Sì.
Nella vostra fabbrica ci sono lavoratori con contratti di tipo diverso?
Si, ci sono operai a tempo determinato e che dovrebbero essere rinnovati e non sanno ancora che fine faranno, ci sono contratti interinali e quindi anche stipendi diversi.
Che pensate delle agenzie interinali?
È un'altra camorra organizzata. È uno sfruttamento delle persone che cercano un lavoro, perché non è possibile fare dei contratti a termine di un mese o due e non dare nessuna sicurezza.
Da quanto tempo siete andati via da Napoli?
4 anni. All'inizio è stata dura, poi abbiamo iniziato ad ambientarci e ad apprezzare anche i veneti.
Pensate che la manifestazione abbia mantenuto i contenuti per i quali era stata convocata inizialmente, nonostante i fatti degli ultimi giorni?
Secondo me li ha mantenuti, perché il principio era quello di manifestare non soltanto contro la modifica dell'art.18, ma anche contro la riforma della previdenza, della sanità. Per parte mia io sto qui per protestare contro questo governo che non mi piace, non l'ho votato e non mi sta bene.
Quello che è successo il 19 è un fatto non bello: personalmente mi dispiace per la persona e la famiglia, però mi dispiace anche per tutti i figli degli operai che rimpiangeranno lo stipendio del papà, grazie alle modifiche delle regole sul lavoro che ha fatto anche Biagi. Lui non stava operando per il bene di tutti, ma per il bene di una sola parte. Mi sento solidale perché è una morte, ma per il resto…

Che pensi delle dichiarazioni di Maroni che ha detto che a questa manifestazione non sarebbero dovuti venire i centri sociali, il movimento noglobal?
Penso che ognuno ha diritto di manifestare. Questa non è solo una manifestazione di lavoratori, è anche una protesta politica. Anche quelle persone lavorano e hanno diritto a manifestare le loro idee ed è giusto che si associano a noi.
Una cosa che vorrei dire è che io non sono più iscritto alla Cgil, ma alla Uilm e credo che anche loro avrebbero dovuto appoggiare questa manifestazione. Io oggi sono contento di stare qui insieme ai compagni della Fiom e penso che siamo in molti di altri sindacati: credo che stiamo dando anche un messaggio a queste organizzazioni sindacali dicendo che non possono fare quello che vogliono, ma devono ascoltare la base.
Pensi che si farà lo sciopero generale?
Io spero di sì. Anche se oggi è già importante perché dimostriamo di essere uniti.
Se lo sciopero generale si deve fare deve essere il 5 aprile, come aveva detto all'inizio la Cgil, sennò sono solo convenienze politiche.
Oggi una cosa che mi rende felice è vedere tutta questa gente qui, soprattutto i giovani che sono veramente tanti.
Solo che io vorrei trovare lavoro al sud, perché non è giusto che noi siamo costretti a lasciare tutto per andare a lavorare al nord.

 


Vengo da Monterotondo, vicino Roma.
Perché avete questi cartelli, tu hai scritto 'padre' e vicino a te c'è un bambino con scritto 'figlio'?
Perché il capo del governo ci ha detto che io e mio figlio saremmo in competizione e non credo proprio che sia così, anzi.
Siamo qui perché lui deve acquisire un diritto e io per conservarlo.
Che lavoro fai?
Sono un tecnico dell'Alitalia, lavoro a Fiumicino.
Sul tuo posto di lavoro ci sono contratti di tipo diverso anche per persone che magari svolgono le stesse mansioni?
Sì. Anche se io sono a tempo indeterminato, sto lottando insieme ai miei colleghi per cercare di non far saltare 2500 posti di contratti di formazione. Stiamo facendo un contratto di solidarietà che porterà a perdere 10 giornate di lavoro per noi per far sì che questi contratti di formazione diventino a tempo indeterminato.
Dove lavoro io ci sono molti miei colleghi assunti adesso che già oggi non hanno gli stessi miei diritti: perché la flessibilità, il blocco degli scatti e altre cose ci hanno portato ad una decurtazione del salario e tra me e loro, anche se facciamo lo stesso lavoro, c'è differenza.
Perché è così importante difendere l'art. 18?
Perché non è solo l'art. 18 che si sta attaccando. Questo è solo l'inizio: poi si passerà all'art. 10 e poi alla legge 626 (quella sulla sicurezza nei posti di lavoro, ndr), fino a che il lavoratore non avrà alcun diritto.
E tu quanti anni hai?
13
E che cosa hai capito di questa manifestazione, perché ci sei?
Perché io sono contro il governo Berlusconi e poi voglio avere gli stessi diritti di mio padre.


Io sono un dipendente pubblico di Roma.
Perché hai questo adesivo con scritto 'tanti ma invisibili, lavoratori atipici'?
Perché io sono stato per tanto tempo un lavoratore atipico, nel senso che prima lavoravo a giornata, poi con contratto a tempo determinato, poi a tempo indeterminato ma a part time, poi finalmente fisso e a tempo pieno, e così penso a quelli che oggi stanno in quelle condizioni.
Perché difendere l'art. 18?
Perché sull'art. 18 si può discutere, ma all'interno di un sistema di garanzie come in altri paesi. Il problema che sia stato messo al primo posto dell'agenda politica, in realtà nasconde un altro obiettivo che è quello di sfasciare il sindacato, è un passaggio inevitabile per un governo che vuole fare come la signora Tatcher in Inghilterra. Non può altrimenti il governo se non andare di petto contro il sindacato, tentando lo scontro frontale.
Non pensi che si sia tentato anche di dividere un movimento molto più grande affermando che alcuni qui non ci sarebbero dovuti essere?
Certo, penso che hanno tentato in tutti i modi di isolare la parte più coerente della sinistra, ma non mi sembra che ci siano riusciti.

 

Io vengo dal Bangladesh.
Qui in Italia lavori?

Si, lavoro in un bar. Faccio un po' di tutto.
Hai un contratto di lavoro?
No, il padrone preferisce farmi lavorare al nero.
E quanto guadagni?
Un milione e mezzo.
Per lavorare quante ore?
10 ore al giorno
Come mai oggi siete qui?
Perché siamo contro la legge Bossi-Fini e lottiamo per avere un permesso di soggiorno.
Tu ce l'hai il permesso di soggiorno?
Sì, io ce l'ho ma molti non ce l'hanno e senza permesso non si riesce ad avere un lavoro con contratto, si lavora solo al nero.


Io vengo dall'Egitto.
Che lavoro fai?

Sono cuoco in un ristorante.
Come mai oggi sei qui?
Perché ho sentito di questa manifestazione e penso che sia molto importante anche per noi per la questione dei documenti.
Sono qui anche per fermare questa guerra, che loro dicono è contro il terrorismo ma noi sappiamo che questa guerra non è contro il terrorismo perché loro ammazzano gente innocente senza una ragione.
Tu ce l'hai il permesso di soggiorno?
No.
E al lavoro hai un contratto?
Il problema è che non ho il permesso di soggiorno. Adesso sono al nero.
Quanto vieni pagato?
Un milione e ottocento al mese.
Per lavorare?
In due turni. Dalle 10 di mattina fino alle 3 e dopo dalle 5 e mezza all'una di notte.
Da quanto tempo sei in Italia?
Tre anni.
E come ti trovi?
Io mi trovo bene, il problema sono i documenti.



Sono un'operaia tessile, vengo dalla Brianza.
Perché è stato importante essere qui oggi?
Io penso che questo governo sta cercando di dividere i sindacati e il paese.
Difendere l'art. 18 è una questione di dignità, che non può essere monetizzata. Credo che se sarà necessario scenderemo ancora in piazza per questa cosa.
Nella fabbrica dove lavori tutti sono assunti con lo stesso tipo di contratto?
No, non ci sono lavoratori a tempo determinato ma quelli con contratto di formazione sì.
E quali sono le differenze?
Per ora da noi, che siamo un'azienda dove il sindacato c'è e si sente, l'unica differenza è sul superminimo, nel senso che i vecchi assunti hanno un superminimo collettivo di un contratto aziendale, mentre i nuovi assunti non hanno questo beneficio. Hanno la paga base e quello che prevede la normativa nazionale, quindi figurati gli attacchi ai contratti anche al livello nazionale che cosa significano!


Sono impiegato in un' impresa metalmeccanica di Milano.
Che pensi delle proposte del governo sull'art. 18?
Penso che sono una stronzata. È un sistema per cominciare ad intaccare un diritto per poi allargare il buco.
Pensi che questa manifestazione abbia conservato le motivazioni per le quali era stata convocata, nonostante i fatti di questa settimana?
Sì, sicuramente. Gli slogan riguardano tutti l'art. 18, i diritti dei lavoratori: non è stata invalidata da quello che è successo.
Nella tua fabbrica ci sono contratti di tipo diverso per persone che svolgono le stesse mansioni?
Certo, ci sono lavoratori atipici, ci sono persone con contratto di formazione che non sono stati riconfermati, ci sono lavoratori in appalto che sono stati licenziati: quindi i diritti e l'art. 18 sono già stati intaccati.
Questo è stato fatto già durante i governi di centro-sinistra e con i sindacati che in qualche modo sono stati meno combattivi in quelle occasioni.
È vero che abolire l'art. 18 può facilitare la creazione di nuovi posti di lavoro?
Assolutamente no, crea solo posti di lavoro più ricattabili, ma non di più.
Crea semplicemente una diminuzione dei diritti e probabilmente in prospettiva una diminuzione degli stipendi e della sicurezza.