Il movimento torna in piazza. Sempre più teso il clima politico.
23.8.2001 -Il movimento è tornato in piazza oggi a Napoli. Circa 1000 persone, in maggioranza appartenenti alla Rete No Global e ai Disoccupati Organizzati, hanno sfilato fin sotto la Prefettura dove era in corso il vertice per la sicurezza e l'ordine pubblico. Atmosfera tesa per la decisione di ieri del sindaco Jervolino di annullare l'incontro con i portavoce del movimento campano e per l'atteggiamento sempre più ostile delle istituzioni verso chiunque osi "disturbare il manovratore". In realtà la maggioranza vacilla sempre più vistosamente in previsione dell'organizzazione dei prossimi vertici NATO e FAO, sottoposta alle pressioni fortissime dell'opinione pubblica internazionale e di settori apertamenti fascisti presenti nelle caserme di PS e carabinieri, infuriati per l'ondata di avvisi di garanzia che la Procura di Genova è in procinto di emettere per le violenze gravissime compiute durante il blitz alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto. Uno scontro sarebbe in atto tra Berlusconi e Ruggiero - oltre che Martino - sull'opportunità di spostare il vertice FAO di Roma (con il premier deciso ad organizzarlo in un paese africano nonostante il parere contrario del ministro degli esteri e i costi economici altissimi che ciò comporterebbe), tensione già alle stelle con il sindaco di Pozzuoli (che rifiuta la scelta di dirottare il summit NATO nella cittadina campana), conflitto aperto tra magistratura e Castelli e Fratini, che vorrebbero "addomesticare" le indagini sui fatti di Genova. L'ultima spiaggia per il Governo è quella di coinvolgere l'opposizione nella gestione della piazza qualora i vertici si tenessero in Italia: il sottosegretario Letta starebbe trattando con l'Ulivo una pubblica e incondizionata condanna di qualunque manifestazione si tenga nei giorni dei summit, incontrando però le resistenze di vasti settori di DS e della Margherita che, per ragioni di mera opportunità politica, vorrebbero che entrambi i vertici si tenessero in Italia. Il clima, insomma, si fa sempre più pesante, segnato dalle incapacità organizzative del governo, dalle minacciose levate di scudi della polizia, dalle dichiarazioni bellicose di fascisti e leghisti. Intanto Francesco Caruso non nasconde tutte le sue preoccupazioni: "Il vertice Nato di Napoli rischia di trasformarsi in una seconda Genova, e non certo per colpa nostra.Dovunque si tenga il vertice, a Napoli oppure a Pozzuoli - dice Caruso - noi organizzeremo una mobilitazione popolare di migliaia di persone, per far sentire tutta la pressione e il malcontento del" mondo civile verso questi governanti. Se ci dovessero essere nuovi incidenti sarà inutile chiedersi quali siano le responsabilità. Basta leggere le dichiarazioni fatte da esponenti della polizia, come il segretario del Siulp di Napoli, per capire che questi uomini in divisa, al cui interno ci sono veri e propri nazistelli, si preparano a dare di nuovo battaglia a chi non possiede armi ma solo la forza delle proprie idee. Ad inasprire il clima sono le dichiarazioni di guerra del governo italiano".