LINCIAGGIO VERSO IL GSF: AGNOLETTO ESPULSO DALLA COMMISSIONE TOSSICODIPENDENZE 24.7.2001 - Roma. Dopo gli attacchi politici, i tentativi di isolamento e criminalizzazione del Genoa Social Forum da parte del governo, ora sono passati spudoratamente alla ritorsione personale, al linciaggio. Vittorio Agnoletto è stato espulso dalla Commissione sulle tossicodipendenze. È Roberto Maroni, ministro del Welfare, a predere l'iniziativa, cacciando il portavoce del Genova Social Forum dalla commissione composta da circa 70 esperti che ha compiti di consulenza per il suo ministero. Agnoletto fa parte del gruppo di lavoro in quanto presidente della Lila, associazione che si occupa dei malati di Aids. Incredulo Agnoletto che, appena saputo della decisione del ministro, commenta: "Mi auguro che Maroni non abbia intenzione di selezionare le competenze scientifiche sulla base di una identità di vedute politiche". Secondo Maroni, Agnoletto sconta le conseguenze delle "incredibili" dichiarazioni fatte a Genova, quando il portavoce del Gsf aveva dichiarato che il governo aveva commesso "gravi illegalità". Troppo per mantenere la collaborazione con il ministero. "Agnoletto doveva avere il buongusto di dimettersi. Ma, visto che non lo ha fatto, sarò costretto a privarmi di cotanto personaggio per sostituirlo con chi opera quotidianamente nel settore". E che è fedele al governo, vorrebbe aggiungere probabilmente Maroni. La scelta di Maroni provoca immediate reazioni nel centrosinistra. "E' vera e propria ritorsione - dice l'ex ministro della sanità Rosy Bindi - Non si può selezionare la società civile in base al fatto se si è o no d'accordo con la politica di governo. Il ministro non può disconoscere Agnoletto come interlocutore per i problemi delle tossicodipendenze perchè è il presidente della Lila, associazione che da sempre lavora tra i tossicodipendenti". Parole condivise dal popolare Giuseppe Fiorini che attacca la scelta di Marioni e la spiega così: "Non sembra una scelta fatta su basi professionali, ma appare piuttosto come una ritorsione o un tentativo di criminalizzare l'intero movimento".