L.A.S.E.R. interviene sul "caso Agnoletto"
30.8.2001 -Ci dispiace la rimozione di Vittorio Agnoletto dalla consulta sull'Aids del Ministero della Sanità. Abbiamo partecipato con lui al Genoa Social Forum, e da portavoce di un movimento per sua natura acefalo, gli sono toccati assai più oneri che onori. Ma ci dispiace soprattutto per i malati che, dal suo contributo, avrebbero tutto da guadagnare. Agnoletto, ovvio, è stato rimosso per la sua attività militante, che precede di molto il G8. Da fondatore e presidente della Lega Italiana per la Lotta all'Aids (LILA) si è battuto per il diritto universale alla cura, una battaglia internazionale che si sta allargando a tutto il sud del mondo. La sovraesposizione del G8 ne ha fatto, per il governo, un fiancheggiatore dei violenti, e persona non grata tra i consiglieri del ministero. Non è stato l'unico scienziato "licenziato" per la sua cattiva condotta, in tempi recenti. Anche Jeff Schmidt, fisico e redattore dell'importante rivista Physics Today, è stato rimosso dal suo posto di lavoro. È reo di aver scritto, in orario di ufficio, un libro dal titolo "Disciplined Minds", che racconta il disagio nel lavoro immateriale, sottoposto a pressioni che ne cancellano ogni libertà intellettuale. Ora, molti suoi colleghi si sono associati per chiederne il reintegro. Chi voglia unirsi vada sul sito http://disciplined-minds.com. Entrambi i licenziamenti rendono un servizio, paradossalmente, ai licenziati. Schmidt denuncia che i lavoratori della conoscenza sono costretti a rinunciare ad una vita privata soddisfacente e a diventare schiavi della loro professione. La giornata lavorativa si estende gradualmente anche al tempo libero. Egli stesso, d'altronde, ammette la sua colpa nell'introduzione del libro: "È un libro rubato, scritto in un tempo rubato. (…) Non avevo scelta." A conferma delle sue tesi, Schmidt è stato licenziato. Il disagio e le pressioni di cui parla il suo libro non sono dunque leggende, ed il libro avrà successo anche per questa aggiunta di "vita vissuta". Qualche difensore di Schmidt si è ironicamente congratulato con la redazione di Physics Today per aver così bene dimostrato la pertinenza di "Disciplined Minds". Anche Agnoletto dovrebbe riconoscere un simile merito al governo Berlusconi, se non ci andassero di mezzo i malati. Agnoletto, nel Manifesto del 29 luglio, sostiene, schematicamente, che la lotta all'Aids non abbia colore politico e che la sua estromissione sia dunque ingiustificata. Ci dispiace deludere tanta fratellanza da parte di Agnoletto, ma nel fronte della lotta all'Aids molti gli sono nemici, come le case farmaceutiche che denunciano chi viola i copyright per salvare esseri umani. Agnoletto e la Lila ci hanno infatti insegnato come l'Aids sia un grande business per chi commercializza i farmaci necessari alla sopravvivenza dei malati. Che ci sono "cure" più redditizie di altre. Che la ricerca è soggetta a interessi economici e politici. Fortunatamente, ci sono scienziati come Agnoletto, che sanno riconoscere il potere nelle dinamiche scientifiche e vi oppongono altre priorità, come il diritto alla cura degli indifesi. Lo scontro tra il ministero e lo scienziato prova che persino l'esperto non è una figura neutrale. L'esonero di Agnoletto è una brutta notizia, dunque, ma per mostrarci la stretta relazione tra sapere e potere, il ministro Sirchia ci ha dato un'ottima lezione. L.A.S.E.R. Laboratorio Autonomo Scienza Epistemologia Ricerca Laser@imageinaction.net