G8 : indagati La Barbera e Gratteri
10.9.2001 - Genova. La procura di Genova sta spedendo nuovi avvisi di garanzia a proposito delle inchieste sui fatti di Genova. Nomi eccellenti come l'ex capo dell'antiterrorismo, Arnaldo La Barbera e l'ex dirigente dello Sco, il servizio centrale operativo, Francesco Gratteri. Nelle prossime ore sembra che siano in arrivo, sempre da parte della procura del capoluogo ligure, altri avvisi nei confronti di dirigenti che hanno partecipato al blitz nelle scuole Diaz-Pertini, conclusosi con 63 feriti e 97 arresti. Tra i destinatari degli avvisi di garanzia anche il vice dell'antiterrorismo, Gianni Luperi, e il vice dello Sco, Gilberto Calderossi, l'ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola (lo stesso che ha firmato il rapporto su Luca Casarini che avrebbe portato all'avviso di garanzia anche nei suoi confronti), Filippo Ferri della squadra mobile di La Spezia e Lorenzo Murgolo, dirigente Digos di Bologna. Nei giorni scorsi i primi avvisi di garanzia erano stati notificati al comandante del primo reparto mobile di Roma, Vincenzo Canterini, al suo vice Michelangelo Fournier e a sette capisquadra. La conferma dell'invio degli avvisi di garanzia è venuta oggi dalla stessa procura. Le comunicazioni vengono notificate in base ai programmi concordati prima delle ferie con il procuratore capo Francesco Meloni. Per quanto riguarda la supposta iscrizione di Luca Casarini nel registro degli indagati, la cosa sembra ancora non avere avuto conferme ufficiali. La 'provvidenziale' notizia, trapelata sulla stampa con un tempismo perfetto a soli due giorni dalla deposizione di Luca alla Commissione parlamentare di indagine sui fatti di Genova, non è stata né confermata né smentita da nessuno. Se fosse vera, come ha dichiarato lo stesso Casarini, assumerebbe un significato gravissimo, sia per il fatto di giungere come una implicita risposta al memoriale e alle affermazioni fatte da tutti i portavoce del Genoa Social Forum davanti alla Commissione, (evidentemente in difficoltà soprattutto nei rappresentanti della destra che 'per protesta' non hanno voluto far domande a Casarini, mostrando piuttosto imbarazzo e rabbia, altro che protesta), sia per la sostanza delle accuse che palesano di perseguire apertamente un reato di opinione. Questa mattina alcuni legali del Genoa Social Forum hanno chiesto ai pm che si occupano di questo filone di inchiesta conferma della notizia pubblicata da alcuni giornali. "Dovete fare una richiesta formale - è stata la risposta dei pm - e noi risponderemo nel giro di cinque giorni". La legge infatti consente a un cittadino di sapere se il suo nome è iscritto nel registro degli indagati.