Chi sono i magistrati che gestiscono l'operazione per conto dei Ros?
La regia dell'operazione del 15 novembre non va ricercata nelle stanze del
tribunale di Cosenza. Come ha capito persino "La Repubblica", a gestire
l'operazione sono stati i Ros ed i settori di Polizia e Carabinieri che hanno
perso a Firenze. Quelli di Genova, della formazione lei campi paramilitari delle
"missioni di pace", cui partecipano i Carabinieri, in Somalia, ex
Jugoislavia, Libano.Questo settore eversivo e paramilitare ha appoggi politici
nella maggioranza di governo. Filippo Ascierto, padovano, maresciallo dei carabinieri
ed oggi deputato e responsabile di An per la sicurezza ha rivendicato l'operazione,
auspicando che si allarghi atutta l'Italia: «Il reato contestato agli
arrestati dovrebbe far pensare chi continua a considerare i no global come un
pacifico e democratico gruppo di innocui dissidenti. Mi auguro che la magistratura
estenda le indagini ai gruppi del Nord». Ma passiamo ai giudici. Sono
le pedine di questo scontro tra poteri.
Cosenza è la citta di Jole Santelli, giovane avvocato che oggi fa il
sottosegretario alla Giustizia, legata (alcuni sostengono anche sentimentalmente)
al presidente del Senato, Marcello Pera, e all'ex ministro Cesare Previti. Il
giudice per le indagini preliminari che ha firmato le ordinanze di custodia
cautelare invece si chiama Nadia Plastina. I suoi amici la descrivono come un
«magistrato molto bravo e soprattutto garantista», ma risponde a
Forza Italia. La Plastina è molto vicina a Mario Caligiuri, sindaco forzista
di Soveria Mannelli (un paesino in provincia di Catanzaro) e cugino del coordinatore
azzurro della regione, Giovan Battista Caligiuri. Il pubblico ministero, invece,
è Domenico Fiordalisi. Nel 1988 indagò su un omicidio che fece
scalpore: una giovane ragazza, Roberta Lanzino, violentata e poi uccisa. Il
colpevole non è mai stato trovato. E', questo, un caso molto complesso.
Ma quello che ci interessa in questa sede è che la massoneria (molto
potente in città) ha avuto più di un motivo per insabbiare la
vicenda. E Fiordalisi ci ha messo dal suo, probabilmente.
Prima di Cosenza Domenico Fiordalisi ha lavorato a Rossano e Paola. Fiordalisi
presenziava alla cerimonia di assegnazione della cittadinanza onoraria di Fuscaldo
- un piccolo paese a pochi chilometri di Cosenza - di tale Lorenzo Abrunedo,
patriarca della chiesa cattolica ortodossa americana e reggente della federazione
dei priorati autonomi dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme cavalieri di
Malta. In Calabria l'ordine di Malta conta un importante esponente internazionale,
l'ex parroco di Brancaleone Franco Mondellini, intemediario per contro del clan
Morabito dei traffici di droga con la Colombia. Un ordine come questo - grazie
all'extraterritorialità ed alla facilità di creare rapporti internazionali
- funziona come una potente massoneria ed è noto che ad esso erano iscritti
numerosi appartenenti ai servizi segreti e alla P2.
A Paola Fiordalisi si è distinto per avere, scrive l' Eurispes, "omesso
indagini su asserite irregolarità nelle concessioni edilizie del Comune
di Fuscaldo e aver permesso di utilizzare un manufatto abusivo già sequestrato
da un altro collega dello stesso ufficio".Un episodio assai grave, in una
zona dove la 'ndrangheta è quanto mai interessata all'edilizia.
Una vicenda da non trascurare. Francesco Cirillo, uno degli arrestati ( inspiegabilmente
definito dalle carte processuali, come "leader dei no global cosentini")
proviene dalla costa tirrenica e da sempre si batte contro l'abusivismo re lo
scempio aziendale. Chi frequenta il tribunale definisce Fiordalisi come un magistrato
"senza arte nè parte". Una figura perfetta per accogliere a
bracciu aperte gli input dei paramilitari golpisti che gestiscono l'operazione.