Due infermieri confermano inaudite violenze nella caserma di Bolzaneto
24.8.2001 -E' a una svolta l'indagine sulle violenze poliziesche nella caserma di Bolzaneto. Due infermieri hanno confermato ai magistrati che quella notte vi furono inaudite violenze a carico dei manifestanti fermati. In particolare, la deposizione dei due paramedici ha permesso di identificare un medico autore di vere e proprie sevizie su molti ragazzi. L' identikit di questo losco figuro, in servizio presso il carcere di Marassi, è tutto un programma: cultore di arti marziali, preferiva in genere indossare una tuta mimetica al posto del camice d'ordinanza (come a Bolzaneto). A suo carico vi sarebbero accuse molto pesanti: invece di prestare soccorso ai manifestanti feriti li percuoteva con violenza, fino a compiere vere e proprie sevizie come lo strappare a mani nude i piercing dalle pelle di alcuni ragazzi o costringere i feriti a denudarsi e a compiere flessioni sulle gambe. Inoltre il "medico" avrebbe stilato falsi verbali sulle ferite riportate dai poliziotti durante la manifestazione mentre avrebbe omesso di compilare quelli dei manifestanti (si capisce bene perchè...). Ovviamente a commettere violenze sono stati in molti altri. I due infermieri raccontano a "Il Nuovo": “Abbiamo visto un detenuto portato in bagno da tre agenti. L’hanno messo in un angolo e l’hanno massacrato di botte: pugni ai reni, calci ovunque. Un altro ragazzo č stato pestato contro il muro del corridoio. Ad un certo punto – raccontano ancora i due testimoni – gli agenti hanno preso una ragazza da una cella. Aveva i denti davanti rotti e sanguinava. L’avevano presa a manganellate sulla faccia. In infermeria č stata medicata. Ma il medico non ha scritto le cause del referto”. I due infermieri raccontano che era il bagno il luogo dove avveniva la maggior parte dei pestaggi. Tanto che “gli uomini preferivano non andarci”. “Ho visto – continua uno dei due dipendenti dell’amministrazione penitenziaria – un poliziotto picchiare un detenuto contro un lavandino del bagno e dirgli: Pezzo di merda ti apro la testa e ti ci piscio dentro”.