SI MOLTIPLICANO LE INCHIESTE SULLE VIOLENZE POLIZIESCHE


27.7.2001 - Genova. Complessivamente sono sei le inchieste avviate sui disordini durante il G8 e sulle accuse di violenza a carico delle forze dell'ordine. Una delle indagini riguarda le violenze denunciate dai fermati e verificherà ogni eventuale abuso subito prima dell'arrivo in carcere. Un'altra riguarda eventuali abusi delle forze dell'ordine durante la perquisizione nelle scuole Pertini e Diaz di Genova, nella notte tra sabato e domenica. Una terza riguarda gli scontri in piazza, poi ci sono l'inchiesta sull'omiciudio di Carlo Giuliani, quella sui Black blockers e quella sulle buste esplosive.
Intanto si è appreso che il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa sta acquisendo le segnalazioni sul comportamento della polizia durante il G8 e che la procura di Genova ha aperto un fascicolo contro ignoti su tutti gli episodi di violenza nei confronti di fermati nei giorni del vertice. Episodi che si sono verificati in carcere o nelle strutture di prima detenzione o su automezzi per il trasporto dei fermati.
Le segnalazioni sulle perquisizioni e sui fermi eseguiti dalla polizia a Genova sono state consegnate al Comitato europeo per la prevenzione della tortura, che è un comitato del Consiglio d'Europa (l'organismo sovranazionale con sede a Strasburgo che si occupa di diritti umani, sviluppo culturale e garanzie democratiche) dal componente italiano del Comitato, Mauro Palma.
"Ho comunicato questa mattina alla presidente del Comitato - ha spiegato Palma - le molte segnalazioni ricevute circa le perquisizioni eseguite dalle forze di polizia a Genova nella notte di sabato 21 luglio, circa i successivi trasferimenti in carcere, l'accesso alle cure dei fermati e l'accesso alla possibilità di difesa nonché alla comunicazione dell'avvenuto fermo alle proprie famiglie".
Le segnalazioni ricevute evidenziano episodi sui quali "è bene che intervenga un organismo sovranazionale" che ha tra i suoi compiti la "prevenzione di maltrattamenti e violazioni dei diritti fondamentali" ma anche "l'accertamento di quanto posto alla sua attenzione", scrive ancora Mauro Palma. Questo per garantire che sugli episodi stessi vengano fatti accertamenti e indagini esaurienti in ambito giudiziario e amministrativo e che le violazioni accertate siano perseguite in forma adeguata.
Il Comitato è composto da 41 membri indipendenti, uno per ciascuno Stato firmatario della Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene e dei trattamenti inumani e degradanti del 1987. L'organismo, qualora venga meno la cooperazione con uno degli Stati, procede alla pubblicazione di una "dichiarazione pubblica" di condanna del Paese-membro, come quella approvata 15 giorni fa contro la Russia sulla Cecenia.
Anche la Camera penale di Roma si rivolgerà ad autorità "anche sovranazionali deputate alla tutela dei diritti inalienabili dei cittadini" riguardo "agli episodi avvenuti a Genova dettagliatamente riferiti da numerosi testimoni non coinvolti politicamente".
Riguardo all'indagine sull'irruzione di sabato notte alla scuola Diaz e al Media Center, il procuratore aggiunto Francesco Lalla ha richiesto l'elenco dei nominativi di tutti gli agenti di polizia e tutti i carabinieri che hanno partecipato all'operazione, incluso il dirigente inviato da Roma presente sul posto.
"Per ora - ha detto Lalla - non me li hanno ancora inviati, ma li attendo". Il fascicolo delle violenze contro i detenuti è intestato a "modello 44". Riguarda reati a carico di ignoti su episodi di violenza con lesioni riportate da detenuti ad opera di appartenenti a forze dell'ordine.
Le ipotesi di reato sono lesioni, violenza privata e abuso d'ufficio. Il fascicolo è stato affidato ai sostituti procuratori che si occupano dei reati nell'ambito della pubblica amministrazione.