Il governo sceglie la rissa: a testa bassa contro i movimenti
20.8.2001 - A un mese dai tragici fatti di Genova, Governo e polizia rilasciano dichiarazioni di fuoco che surriscaldano ulteriormente il clima in vista dei vertici di Napoli e Roma. Nella mattinata di ieri il Siulp (uno dei sindacati di polizia) aveva diffuso un comunicato stampa in cui si arrivava a dettare le condizioni per la "difesa della piazza": “Occorre assicurare unicità di comando - intimava il segretario generale campano del Siulp Antonio Ascione - garantire un adeguato dispiegamento di uomini, l' indispensabile logistica, ma soprattutto interrompere immediatamente la campagna di odio, delegittimazione e criminalizzazione delle forze dell'ordine che ben determinate forze politiche stanno portando avanti”. E tanto per dimostrare quanto il SIULP tenga a non fomentare odio aggiungeva:" Il lanciatore di idranti di Genova , gli Agnoletto, i Casarini, il nostrano Caruso, non sono agnellini pacifici, ma fomentatori di disordini, professionisti autori o favoreggiatori di tentato linciaggio”. E il SAP (altro sindacato di polizia, marcatamente di destra) scendeva direttamente sul piano degli insulti affermando provocatoriamente:" In Italia di deviato c'è solo il cervello di Casarini". Alle minacce della polizia rispondeva preoccupato Francesco Caruso, della Rete No Global:" Il clima è ancora troppo teso ed è assolutamente necessario annullare il vertice. Temiamo che ci siano pezzi della polizia che non hanno digerito quanto avvenuto al G8 e lo smascheramento delle loro responsabilità e che per questo vogliono rivalersi di questa situazione a Napoli. Anche alla luce delle minacce e delle intimidazioni del Siulp si rafforza ancor di più la richiesta di rinviare o annullare questo vertice''. In effetti il livore espresso dai poliziotti sindacalisti è senza precedenti, così come inedita è l'arroganza irresponsabile con cui esso viene manifestato, probabilmente dettata dalla sicurezza di essere coperti dall'esecutivo più a destra d'Europa. Il quale non si è fatto attendere nel coprire politicamente le sfuriate della polizia. Prima Castelli e poi Pisanu, intervendo al meeting di CL, aggravavano ulteriormente, se possibile, i toni, inasprendo gli insulti personali; il neoministro della giustizia leghista proclamava che nessuna indulgenza ci sarebbe stata nei confronti della piazza poichè "Se cediamo ai ricatti ricordiamoci che i ricattatori non si accontentano mai. Quindi si tratterebbe di procastinare il ricatto ad un'altra occasione" mentre il forzista Pisanu si esibiva in un vero e proprio show nel corso del quale bollava come pericolo pubblico chiunque osi contestare il Governo: " Nessuna trattativa è possibile con gaglioffi in tuta bianca - come Casarini -e di altri colori che oscillano fra commedie rivoluzionarie e tragedie insensate". "Nessuna credibilità a personaggi come Agnoletto" e più in generale guerra a "i demagoghi, i violenti, gli esibizionisti che arbitrariamente si sono messi a capo di un movimento che sono incapaci di governare e che sembrano utilizzare per far crescere un'opposizione sociale al governo Berlusconi." Colpa gravissima, quest'ultima, di cui sono rei - secondo Pisanu - praticamente tutti: centri sociali, Bertinotti, verdi, sindacalisti "estremisti" etc.!
Le cariche scomposte del Governo testimoniano tutto il nervosismo da cui esso è attraversato per l'incapacità di legittimarsi come "esecutivo forte" e per i timori che l'opposizione sociale cresca e si rafforzi già nel prossimo autunno. L'immagine "decisionista" è già svanita, la maggioranza appare incapace di governare questioni nodali (immigrazione, lavoro, diritti civili) senza il ricorso ottuso alla forza e alla repressione, concedendo sempre più spazio alla componente fascista e ai vari apparati. Tutto lascia presagire, insomma, che d'ora in poi il conflitto sarà a tutto campo.