15 febbraio: giornata mondiale contro la guerra5.2.2003 - La giornata europea contro la guerra del 15 febbraio diventa mondiale. Sono gia' 42 i paesi che hanno risposto all'appello del Forum Sociale Europeo per fermare la guerra all'Iraq:
Australia, Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Cipro, Corea del Sud, Danimarca, Egitto, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Israele, Islanda, Grecia, Italia, Macedonia, Messico, Norvegia, Olanda, Palestina, Pakistan, Polonia Portogallo, Portorico, Russia, Scozia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Tailandia, Turchia, Ucraina, Ungheria, USA, ed anche Iraq.Le iniziative in preparazione del 15 febbraio - informa il Comitato contro la guerra - si stanno moltiplicando in tutto il mondo con preoccupanti notizie su divieti in Inghilterra, Ungheria e negli Usa.
A New York non e' stata concessa l'autorizzazione per una marcia di protesta oggi, 5 febbraio, giorno in cui la coalizione statunitense contro la guerra A.n.s.w.e.r. lancia l'allarme di una possibile dichiarazione di guerra di Bush all'Iraq.Il 18 gennaio scorso piu' di mezzo milione di manifestanti a Washington e quasi trecentomila a San Francisco avevano manifestato il proprio no alla guerra all'Iraq. Altre 100 manifestazioni si sono tenute il 29 gennaio in tutte le citta' Usa dopo il discorso alla nazione del presidente Bush.
Dal 13 al 21 febbraio e' indetta una settimana di azione nazionale che avra' il suo apice nelle manifestazioni del 15 febbraio. A Baghdad la manifestazione e' organizzata da ''Un ponte per Baghdad'' e dalla associazione statunitense ''Voices in the wilderness'', vi parteciperanno gruppi di volontari internazionali e una delegazione italiana e si svolgera' di fronte agli uffici del'Onu per chiedere che il Consiglio di Sicurezza rispetti la Carta dell'Onu e che gli ispettori dell'Unmovic non si prestino a coprire le volonta' di guerra degli Usa.