G8: la verità di Canterini smentisce La Barbera

5.9.2001 - Roma. Ancora contraddizioni, smentite, notizie dette a mezza bocca. Questo il bilancio dell'audizione del capo del Reparto sperimentale antisommossa di Roma Vincenzo Canterini davanti alla Commissione parlamentare sul G8, dove il poliziotto ha raccontato la sua verità sull'irruzione alla scuola Diaz nella notte fra il 21 ed il 22 luglio scorso. Un'audizione che non ha portato elementi nuovi rispetto a quelli acquisiti finora, se non l'ennesimo scaricabarile di responsabilità e la smentita della dichiarazione fatta alcuni giorni fa dall'ex responsabile dell'Ucigos La Barbera che aveva detto di aver provato a convincere Canterini (davanti alla scuola, con i poliziotti già pronti e schierati per irrompere nell'edificio) a desistere dalla 'perquisizione' programmata in una riunione di alcune ore prima. Incredibilmente Canterini dichiara:"Ancora oggi non so chi comandasse quell'operazione", mentre ripete quello che fin da subito ha affermato quando tutte le attenzioni erano puntate su di lui e sul suo reparto, cioè che non furono loro ad entrare per primi nella Diaz. Quello che cerca di far filtrare la deposizione di Canterini è un quadro in cui la disorganizzazione sembra essere la principale responsabile non tanto di quanto accaduto (in termini di aggressione ai manifestanti e alle persone presenti nella scuola, visto che su questo fa capire che i suoi uomini vengono chiamati proprio 'quando ci sono da menare le mani'), ma nella gestione confusionaria del tutto e quindi anche della scarsa capacità di giustificare puntualmente l'operato delle forze dell'ordine. Ed è evidente la contraddizione quando mentre da un lato si sforza di descrivere un clima non particolarmente teso fra le forze di polizia (cosa che sembrerebbe falsa, almeno a giudicare dalla foga con la quale sono state aggredite le persone e le cose all'interno dell'edificio), inciampa subito dopo quando, affermando che i suoi uomini non entrarono per primi nella scuola, racconta di una sorta di gara fra i presenti a chi assaliva per primo il portone ed entrava nei locali nella maniera più irruenta. "Al momento dell'apertura degli ingressi della scuola Diaz - scrive Canterini - vi è stata una fortissima pressione causata da tutto il personale presente, in particolar modo da quello in borghese i quali, nella foga di entrare hanno scalzato gran parte degli uomini del reparto mobile". Canterini dice di essere entrato nella Diaz solo qualche minuto dopo che l'operazione era iniziata. Quello che dice di aver visto conferma che l'operazione non è stata leggera. "Nel salone sulla destra - è scritto nel documento riservato - ho notato diversi giovani rannicchiati contro il muro, alcuni dei quali feriti alla testa e con numerose tracce di sangue". In particolare nota "una ragazza con i capelli rasati che giaceva supina sul fianco e con una importante ferita alla testa da cui era uscito molto sangue". A sentire lui la mattanza era già stata fatta, chissà da chi e sotto quale comando: quello che resta è l'ennesimo gioco di smentite e voci che invece di chiarire vogliono aumentare il velo di confusione e gli stessi funzionari di polizia (oltre a tutti i poliziotti, naturalmente) dovrebbero apparire essi stessi delle vittime, non si sa più bene di chi o di che cosa. Domani mattina saranno ascoltati dalla Commissione alcuni rappresentanti del GSF. .