UN FILMATO SULL'ASSALTO ALLA DIAZ CONFERMA L'AGGRESSIONE A FREDDO

6.8.2001 - Genova. Il filmato è uno di quelli sequestrati durante la perquisizione al Media Center e smentisce le versioni fornite dalle forze dell'ordine sul lancio di oggetti e su una improbabile reazione 'violenta' dall'interno della scuola. Anche il capo dell'Ucigos La Barbera ha mentito quando ha fornito la sua versione dei fatti. "Quando sono arrivato ho trovato i reparti già disposti davanti alla scuola. Gli uomini erano ancora fuori dai cancelli e dall'interno sono piovute pietre e oggetti di ogni genere...". Aveva maldestramente tentato di giustificare il massacro affermando che il comportamento delle forze dell'ordine era stata 'una risposta' (cosa in ogni caso assolutamente eccessiva e ingiustificabile), anche se tutte le testimonianze (sia di chi era dentro la scuola che di chi era nell'edificio di fronte - il Media Center appunto-) avevano parlato di una aggressione a freddo, violenta e realizzata dopo lo sfondamento del cancello e del portone di legno durate pochissimi minuti. In procura hanno acquisito le cassette che, se non aggiungono nulla rispetto a chi effettivamente guidò l'operazione, possono contribuire a ricostruire il "clima". Ieri mattina, intanto, i magistrati hanno chiesto alla polizia un elenco dei responsabili dei vari reparti e dei turni di tutti i poliziotti che si sono avvicendati nella caserma di Bolzaneto, dove sono state portate le persone fermate durante le innumerevoli cariche. Ormai sembra chiaro che in quella caserma ci furono torture e soprusi, come confermano le testimonianze dei ragazzi "passati" loro malgrado in quella caserma in momenti diversi: le loro versioni - sulle canzoni fasciste cantate, le "punizioni" a cui erano sottoposti, le botte - coincidono. Come se ci fosse stata una sola regia a guidare la gestione dei detenuti. Come se chi agiva contro i manifestanti inermi, fosse tranquillo della propria impunità. La stessa sensazione che ha avuto chi quella notte del blitz alla Diaz era là fuori, e sentiva le urla di quelli che lì dentro venivano malmenati. Le cassette in questione sono state consegnate alla procura dai dirigenti della Digos di Genova, Spartaco Mortola e il suo vice, Alessandro Perugini (quello che sabato 21 ha preso ripetutamente a calci una persona già ferita e accovacciata a terra). Si sono affrettati a consegnarle in procura nella corsa allo scaricabarile seguita al clamore suscitato dalla vicenda. Ciò che si vede è una scena inquadrata dall'alto, dall'edificio di fronte il Media Center. Ci sono i poliziotti, ripresi di spalle, schierati - manganelli in mano - davanti al cancello chiuso della Diaz. In prima fila ci sono uomini in borghese, con il volto coperto dai fazzoletti, il giubbotto con su scritto Polizia. Subito dopo gli agenti in divisa. Un furgone, un Ducato, sfonda il cancello. Gli agenti si accalcano e si fermano davanti al portone, che viene sfondato in pochi istanti. Le luci dentro la Diaz sono accese, tanto che quando si apre il portone si distingue una panca messa di traverso. C'è qualche ragazzo. Ma dall'alto, dalle finestre, non si vede volare nessuno oggetto. Ci sono dei vetri che vanno i frantumi. Sono gli stessi poliziotti a sfondare i vetri del pian terreno per entrare. La telecamera rimanda l'immagine di decine e decine di poliziotti in borghese e in divisa, che entrano anche da un portone laterale. Cadono altri vetri, sotto i colpi dei manganelli. Non c'è traccia di alcuna resistenza nel giardino della scuola. Quale era "il forte contrasto" incontrato dagli agenti durante la perquisizione? Vincenzo Canterini, capo del Reparto mobile di Roma, indicato come uno dei massimi responsabili di quanto avvenuto quella notte - tanto che Micalizio ne ha proposta la destituzione - ha ribadito che gli agenti incontrarono una forte opposizione da parte di chi era dentro, ricevendo anche una fantomatica coltellata (magari con uno dei tanti coltellini tascabili sequestrati all'interno), tanto che lo sfondamento, ha riferito, è durato due o tre minuti (il filmato testimonia che al contrario è durato molto meno). Ed ha aggiunto che quando entrarono c'erano già feriti a terra: e chi li avrebbe colpiti? Versioni diverse, smentite fra funzionari di diverse forze: qualcuno, pochi giorni fa aveva addirittura parlato di una entrata di uomini, non si capisce di quale corpo di polizia, entrati di una porta laterale per permettere l'uscita di infiltrati presenti all'interno dell'edificio. Tutto è possibile.