L’Inquinamento Elettromagnetico

 

Che cos’è l’inquinamento elettromagnetico?

Quali sono gli effetti nocivi dell'inquinamento elettromagnetico ?

La legislazione in materia

Cosa fare

Tralicci e telefonini

I cellulari

Il corpo è una pila

Bibliografia

Leggi e decreti

Recenti provvedimenti delle amministrazioni

La mappa dell’elettrosmog
Dicembre 2002. Ancora dubbi sulla sicurezza dei cellulari, New Scientist

Gennaio 2000. Uno studio svedese su elettrosmog e tumori

Links e indirizzi utili

 

 

Le lotte

 

 

 

 

Che cos'è l'inquinamento elettromagnetico? 

 

I campi elettromagnetici naturali sono le ultime vittime delle alterazioni avvenute nell’ambiente biologico con l’avvento dell’era elettrica fino all’attuale fase tecnologica, in cui l’uso dell’energia nella sua forma elettromagnetica è aumentato notevolmente per via dello sviluppo e della diffusione degli impianti per le telecomunicazioni e delle apparecchiature elettriche; così l’inquinamento elettromagnetico cresce inarrestabilmente sul nostro pianeta, pericoloso ed “invisibile”, celandosi dietro l’ignoranza che circonda il problema e costituendo una seria minaccia per la salute pubblica. I campi elettromagnetici inquinanti sono generati sia in Bassa frequenza che in Alta frequenza, due milioni di volte superiori a quelli del fondo naturale. I campi a Bassa frequenza sono generati dagli elettrodotti, dai trasformatori e dagli elettrodomestici, i campi ad Alta frequenza dalle onde impiegate per le trasmissioni radiotelevisive e per la telefonia mobile. Quest’ultimo settore merita un discorso a parte per i danni causati dall’utilizzo, ormai estremamente diffuso, dei telefoni cellulari e per la presenza nell’ambiente urbano dei ripetitori, i quali determinano l’impatto più dannoso sulla popolazione esposta alle sue onde In quest’ambito gli interessi in gioco sono forti, quindi i gestori degli impianti per le telecomunicazioni, in accordo con amministratori e proprietari d’immobili, non hanno scrupoli nell’istallare impianti ed antenne in prossimità di condomini, approfittando della disinformazione che avvolge la questione, di una legislazione insufficiente e “corrompendo” i condomini con offerte vantaggiose (contratti gratuiti di rete fissa, telefonini in omaggio, sostanziose somme di denaro).

 

 

Gli effetti nocivi dell' inquinamento elettromagnetico

Gli effetti nocivi che i campi elettromagnetici determinano sull’organismo umano possono essere suddivisi in due categorie: a breve e a lungo termine. Gli effetti a breve termine maggiormente riscontrati negli individui esposti alle radiazioni sono: micro-scosse, vibrazione dei capelli   e della peluria, fino ad arrivare a variazioni del metabolismo, delle funzioni ghiandolari, del sistema immunitario, del sistema nervoso centrale e del comportamento. Gli effetti a lungo termine possono essere suddivisi, a loro volta, in tumorali e non tumorali. Svariati sono gli effetti non tumorali, evidenziati da attendibili studi scientifici: disturbi neurologici, circolatori e del sonno; alterazioni ematologiche, vertigini, depressione, cefalee; limitazione della capacità di apprendimento, perdita di memoria, caduta di capelli, diminuzione della libido.
Per quanto riguarda gli effetti tumorali, l’esposizione a campi elettromagnetici viene associata all'incremento di tumori del sistema nervoso centrale e del sangue (è stato riscontrato un grave rischio per la popolazione infantile, maggiormente soggetta a forme leucemiche a causa della ridotta massa fisica).

 

 

 

La legislazione in materia
 
La legislazione in materia è ancora incompleta e non affiancata da piani regolatori, come invece è stato disposto in altri paesi. A livello nazionale esiste una legge (Dslg 381/98) che fissa il tetto massimo di esposizione dei campi elettromagnetici ad Alta frequenza: 6 V/m per le zone residenziali, scuole e ospedali, per cui le antenne radio base non possono essere istallate ad una distanza inferiore ai 50 metri dagli edifici. Il decreto demanda alle Regioni una più accurata regolamentazione che è tuttora inadeguata. Le normative vigenti per l’esposizione a campi elettromagnetici a Bassa frequenza sono stabilite da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM 23/04/92) , che stabilisce i limiti d’esposizione a 100 microTesla, 500 volte superiori ai limiti indicati dalle recenti ricerche scientifiche: 0,2 microTesla.
Inoltre la maggior parte degli impianti che propagano onde a bassa frequenza, sono fuori norma per le distanze e l’alto limite del campo elettromagnetico!
In preparazione la Legge Quadro che sancisce il principio di cautela, consigliato anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Sono indicative le sentenze di Rimini (maggio 1999 - elettrodotto da 380 kV), di Arese (ottobre 1999 - due elettrodotti alta tensione), di Roma (novembre 1999 - cabina elettrica), che obbligano le compagnie elettriche a risanare situazioni nocive per la salute, e la sentenza della Corte Costituzionale che riconosce alla Regione Veneto di stabilire il limite di esposizione a 0,2 microTesla.
 

 

 

Cosa fare?

 
Quando si acquista una casa è necessario accertarsi dell’eventuale presenza di linee, cavi o cabine elettriche; antenne fisse per la telefonia cellulare, radar, ripetitori radio / TV. In casa è consigliabile: tenere apparecchi elettrici (segreteria telefonica, radiosveglia, ecc.), ad almeno un metro di distanza dal letto (nella camera in cui si dorme, i fili elettrici non dovrebbero passare dietro la testa); mantenere un metro di distanza dallo schermo di un qualsiasi monitor; utilizzare il phon tenendolo il più possibile distante dai capelli; non posizionare il letto a ridosso di una parete che confina con un quadro elettrico (dove c'è l'interruttore principale); mantenere una distanza di almeno un metro e mezzo dai termosifoni elettrici portatili; cercare di ridurre al minimo i tempi di funzionamento di elettrodomestici come tritatutto, tostapane, frullatori, ecc. Se al condominio è stata fatta richiesta di istallare un’antenna, ricordate che la decisione spetta all’assemblea dei proprietari con una maggioranza di almeno 2/3. Gli inquilini non proprietari possono, in ogni caso, richiedere delle garanzie. Se l’antenna c’è già, è possibile richiedere, a mezzo raccomandata inviata al Sindaco, i certificati di compatibilità sanitaria rilasciati dalla ASL e dalla ISPESL. Ovviamente l’unica possibilità per disinstallare l’antenna, è che le disposizioni di legge non siano state rispettate alla lettera
 
 

 

Tralicci e telefonini: perché fanno male?

 

Esistono due tipi di campi magnetici:
· quelli a bassa frequenza (tipici degli elettrodotti e degli elettrodomestici),
· quelli ad alta frequenza (legati alle radiotrasmissioni, e dunque ai telefonini, e in genere alle microonde).
In entrambi i casi il meccanismo sostanziale, di base, che provoca i danni all'organismo, è lo stesso: la trasformazione dell'energia elettromagnetica in calore, soprattutto a causa della elevata presenza di acqua nel nostro corpo. Dunque si ha un riscaldamento, o addirittura un surriscaldamento, dei tessuti e dunque delle cellule che li compongono. E' stato calcolato che l'uso di un cellulare per cinque minuti di seguito, è in grado di provocare un aumento di temperatura di un grado, nell'area circostante. In questo modo il meccanismo di termoregolazione dell'organismo viene attivato in maniera artificiale, entra in funzione (per esempio con la vasodilatazione), ma quando il carico termico è eccessivo la cellula soffre, o addirittura muore. Ma in che modo? Ecco alcuni esempi:
1. La permeabilità al calcio della membrana cellulare viene modificata: in questo modo si modifica la sintesi delle proteine all'interno di ogni cellula.
2. All'interno della cellula si possono verificare rotture dei cromosomi, o modificazioni del loro ciclo di duplicazione. E siccome i cromosomi portano il corredo genetico della cellula, cromosomi alterati possono innescare malattie genetiche (per esempio la leucemia).
3. Può diminuire l'attività e l'efficacia dei linfociti T, quelli che attaccano gli antigeni e le cellule cancerose.
4. La concentrazione dell'enzima ornitina decarbossilasi, fondamentale per la crescita cellulare, aumenta in modo imprevedibile. In questo caso, in presenza di cellule già cancerose, il campo magnetico ne accelera lo sviluppo.
5. La epifisi, o ghiandola pineale, nel cervello, (che durante la notte produce l'ormone melatonina) viene stimolata dal campo magnetico proprio come dalla luce solare: blocca cioè la propria attività. Si altera così il ciclo del sonno, e ci sono disturbi dell'umore.

 
Cellulari: radiazioni bizzarre

 

La ricerca sui telefoni cellulari, per accertarne la pericolosità, è iniziata a metà degli anni Novanta. Impossibile, dunque, avere dati epidemiologici accurati o risultanze definitive. La migliore sintesi su quanto a tutt'oggi è stato accertato è un rapporto del programma WTR, uno studio di durata settennale, i primi risultati del quale sono stati resi noti nell'agosto scorso.
Tuttavia ricerche sono in corso in tutto il mondo. "Quello che si può dire, in ogni caso, è che gli effetti delle radiazioni emesse dai telefonini sono, se non dannose, quanto meno bizzarre", ha scritto l'anno scorso la rivista inglese New Scientist.
1. Presso l'università di Bristol un gruppo di volontari è stato soggetto a radiazioni identiche a quelle emesse dai cellulari, e contemporaneamente sottoposto a test di attenzione e di memoria. Ebbene, non solo non c'è stato alcun peggioramento a breve termine, ma in alcuni casi i tempi di reazione agli stimoli si sono accorciati. Come se le radiazioni avessero eccitato i collegamenti fra le cellule cerebrali.
2. All'università di Nottingham alle stesse radiazioni sono stati sottoposte larve in fase di crescita di nematodi (particolari vermi dei quali si conosce perfettamente la biologia cellulare): si è notato che la divisione cellulare risultava accelerata. In questo caso, dunque, una crescita abnorme di cellule potrebbe davvero giustificare il timore di sviluppi cancerogeni.
3. All'università di Seattle, dove opera Henry Lai (uno dei pionieri in questo tipo di studi), i cervelli di cavie "trattate" con le microonde hanno prodotto le stesse endorfine che sintetizzavano quando erano sottoposte a situazioni di stress violento. E alla fine degli esperimenti i topi si trovavano nella stessa situazione delle cavie esposte a radiazioni ionizzanti o a sostanze chimiche cancerogene.
4. Alla clinica ortorinolaringoiatrica di Verona, sede di studi avanzati (nel febbraio 2000 è stato impiantato un "orecchio bionico" su un bambino di 4 anni privo del nervo uditivo), l'équipe del professor Vittorio Colletti sta compiendo ricerche sull'effetto del cellulare sul nervo uditivo. Con pazienti (consenzienti) operati a cranio aperto, è stata simulata una telefonata, appoggiando il cellulare sull'orecchio. Si è riscontrato che dopo due minuti di telefonata il nervo uditivo entrava in condizioni critiche, a causa delle variazioni dei suoi potenziali bioelettrici. Condizioni che se si verificano, per esempio, durante un intervento chirurgico, portano alla sua sospensione. La situazione di sofferenza perdurava fino a 7-8 minuti dopo il termine della telefonata. Il professor Colletti sta continuando le sue ricerche: sulla base dell'esperienza, però, raccomanda telefonate brevissime e uso dell'auricolare, "che non annulla, ma almeno riduce, gli effetti delle radiofrequenze".

 

 

Il corpo è una pila

 

Una lampadina da 20 watt. Se fosse possibile collegarla in qualche modo a un atleta che corre, o che gioca al calcio per almeno un'ora, si illuminerebbe grazie all'energia elettrica prodotta dall'organismo. Ma non c'è bisogno di essere atleti: se, ugualmente, fosse possibile "raccogliere" l'energia elettrica generata ogni giorno dal corpo di una persona qualsiasi, si potrebbe tenere acceso ventiquattr'ore su ventiquattro un lumino da 2 watt.

L'elettricità naturale nasce in ogni singola cellula, o meglio, dipende dal potenziale della membrana, cioè dal passaggio di corrente elettrica dall'interno all'esterno di ogni cellula. A dar vita al passaggio sono due liquidi che si trovano nei tessuti:
· il liquido intracellulare, cioè all'interno delle cellule. Rappresenta il 45 per cento del peso corporeo, ed è ricco di ioni, cioè molecole dotate di una carica (negativa o positiva): potassio, magnesio, solfati e fosfati.
· il liquido interstiziale, cioè fra una cellula e l'altra. Rappresenta il 20 per cento del peso corporeo ed è ricco di altri ioni (cloro, sodio e calcio) con carica elettrica diversa da quella del liquido intracellulare.

Le continue reazioni chimiche che avvengono nell'organismo fanno sì che, continuamente, si aprano varchi nelle membrane cellulari, e che le cariche negative e positive dei liquidi entrino in contatto, generando corrente elettrica. Proprio come si il corpo fosse una pila.
Così tutti i tessuti sono percorsi da corrente elettrica, anche le ossa. Solo il tessuto muscolare e quello nervoso sono però eccitabili, o meglio funzionano proprio perché sono sollecitati dalle onde elettriche stesse. I fisiologi hanno anche misurato questa "corrente umana". Nel cervello è di qualche milionesimo di volt per ogni cellula, ma la corrente è ininterrotta, anche durante il sonno. Se non c'è significa che le cellule sono morte, e che "l'elettroencefalogramma è privo di attività elettrica".
Nei muscoli il voltaggio è più alto (100 millesimi di volt per cellula), ma il passaggio di corrente avviene solo quando il muscolo è in azione: ed è proprio l'impulso elettrico a provocare la contrazione del muscolo. Una tipica applicazione diagnostica del potenziale elettrico delle cellule muscolari è rappresentata dall'elettrocardiogramma, un'altra, dalla rilevazione delle contrazioni uterine durante la fase dilatativi ed espulsiva del parto.
 

 

 

Riferimenti bibliografici sulla questione elettrosmog


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· Paul Brodeur "Currents of death", Simon & Schuster, New York, 1989.
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· Aldo Iacomelli, Luca Ramacci, Fabio Macchia, Sara Fioravanti, Guido Santonocito "Il problema corre sull'onda", GREENPEACE Italia, Roma, marzo 1998.
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· D. Andreucetti, P. Bevitori, S.R. de Donato, B. De Marchi, A. Ignesti, A. Mantuano, A. Ravaioli "Inquinamento elettromagnetico ad alta frequenza - Aspetti tecnici, sanitari e normativi", Maggioli Editore, febbraio 2000.
· M. Soffritti "I rischi per la salute indotti da campi elettromagnetici a bassa frequenza: un problema emergente", Convegno di Riese Pio X, 25 Ottobre 1991.
· C. Maltoni, M, Soffritti "Considerazioni sugli effetti per la salute, ed in particolare sugli effetti cancerogeni, dei campi elettromagnetici (CEM)", lettera al presidente del Circondario di Rimini, ing. G. Zoffoli, del 12 / 11 / '91.
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· Coordinamento nazionale dei comitati per la tutela dai campi elettromagnetici (CONACEM) "Radiazioni elettromagnetiche: un pericolo sulle nostre teste", Italia, Novembre 1992.
· Katalyse "Elettrosmog: rischi per la salute, limiti di sicurezza, precauzioni per l'utente".
· M. Vignati "L'alta velocità e l'inquinamento elettromagnetico".
· Om P. Gandhi "Biological effects in medical applications of EM energy", Prentice Hall, N J, 1990, p.248.
· M. Grandolfo "Rischio sanitario della radiazione a radiofrequenza...", Istituto Superiore di Sanità, Roma, 1990, p.8.
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· Giulio Brautti "Le radiazioni non ionizzanti", Nuovo Saggiatore, Luglio 1993.
 

 

 

Leggi e decreti relativi all'inquinamento elettromagnetico
e alla sicurezza sul lavoro

 

Disposizioni generali
DECRETO LEGISLATIVO 19 dicembre 1994, n. 758 (Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro)

DECRETO LEGISLATIVO 25 novembre 1996, n.645 (Recepimento della direttiva 92/85/CEE concernente il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento)
DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 13 aprile 1994, n. 336 (Regolamento recante le nuove tabelle delle malattie professionali nell'industria e nell'agricoltura)
DECRETO PRESIDENTE REPUBBLICA 19 marzo 1956, n. 303, artt. 22 e 34 (Norme generali per l'igiene del lavoro)
DECRETO MINISTRO SANITA' 29 novembre 1985 (Disciplina dell'autorizzazione e uso delle apparecchiature diagnostiche a risonanza magnetica nucleare (R.M.N.) sul territorio nazionale)
DECRETO PRESIDENTE CONSIGLIO MINISTRI 23 aprile 1992, art. 5 (Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno)
DECRETO LEGISLATIVO 19 settembre 1994, n. 626, art. 33 (Attuazione delle direttive nn. 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro)
DECRETO LEGISLATIVO 19 marzo 1996, n. 242, art. 16 (Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro)
DECRETO LEGISLATIVO 4 dicembre 1992, n. 476 (Attuazione della direttiva 89/336/CEE del consiglio del 3 maggio 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri relative alla compatibilità' elettromagnetica, modificata dalla direttiva 92/31/CEE del consiglio del 28 aprile 1992)
DECRETO MINISTERIALE 30 dicembre 1993 (Elenco delle norme armonizzate sulla compatibilità elettromagnetica)
DECRETO LEGISLATIVO 19 settembre 1994, n. 626 (Attuazione delle direttive nn. 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro)
DECRETO LEGISLATIVO 19 marzo 1996, n. 242 (Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro)
CEE direttiva Consiglio 22 luglio1993, n. 93/68 (Modifica delle direttive del Consiglio 87/404/CEE (recipienti semplici a pressione), 88/378/CEE (sicurezza dei giocattoli), 89/106/CEE (prodotti da costruzione), 89/336/CEE (compatibilità elettromagnetica), 89/392/CEE (macchine), 89/686/CEE (dispositivi di protezione individuale), 90/384/CEE (strumenti per pesare a funzionamento non automatico), 91/263/CEE (apparecchiature terminali di telecomunicazioni), 94/42/CEE (nuove caldaie ad acqua calda alimentate con combustibili liquidi o gassosi) e 73/23/CEE (materiale elettrico destinato ad essere adoperato entro taluni limiti di tensione)
MINISTERO DELLA SANITA' circolare 12 novembre 1982, n. 69 (Radiazioni non ionizzanti. Protezione da esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde. Informativa generale in vista di una prossima normativa settoriale)
Legge ordinaria del Parlamento n. 339 del 28 giugno 1986 -Nuove norme per la disciplina della costruzione e dell'esercizio di linee elettriche aeree esterne. (pubblicata sulla G.U. n. 158 del 10 luglio 1986)
D. M. n. 449 del 21 marzo 1988 - Approvazione delle norme tecniche per la progettazione, l'esecuzione e l'esercizio delle linee aeree esterne. (pubblicato sulla G.U. S.O. n. 79 del 5 aprile 1998)
D. M. del 16 gennaio 1991 - Aggiornamento delle norme tecniche per la disciplina della costruzione e dell'esercizio di linee elettriche aeree esterne. (pubblicato sulla G.U. n. 40 del 16 febbraio 1991)
D.P.C.M. del 23 aprile 1992 - Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno. (pubblicato sulla G.U. n. 104 del 6 maggio 1992)
D.P.C.M. del 28 settembre 1995 - Norme tecniche procedurali di attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1992 relativamente agli elettrodotti. (pubblicato sulla G.U. n. 232 del 4 ottobre 1995)
Ministero dei Lavori Pubblici - D. M. del 5 agosto 1998 - Aggiornamento delle norme tecniche per la progettazione, esecuzione ed esercizio delle linee elettriche aeree esterne. (pubblicato sulla G.U. n. 209 del 8 settembre 1998)
DECRETO Ministero dell'Ambiente n. 381 del 10 settembre 1998 - Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana. (pubblicato sulla G.U. n. 257 del 3 novembre 1998)
Decreto 18 maggio 1999 - Norme armonizzate in materia di compatibilità elettromagnetica (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 129 del 4 giugno 1999)
Norma tecnica
CEI ENV 50166-1 - maggio 1995 - Norma Europea Sperimentale (Esposizione umana ai campi elettromagnetici - Bassa frequenza (0 -10 kHz)).

CEI ENV 50166-2 - maggio 1995 - Norma Europea Sperimentale (Esposizione umana ai campi elettromagnetici - Alta frequenza (10 kHz - 300 GHz))
Le due norme precedenti sono state abrogate. Sono allo studio due progetti presso CEI: C 764 e C 735 che diventeranno norme in sostituzione di quelle abrogate.

 

 

Recenti provvedimenti delle Amministrazioni

Il 12 dicembre il Consiglio Comunale di Roma ha approvato le nuove norme che dovrebbero regolamentare l'installazione dei ripetitori.
Nella delibera è previsto il raddoppio (oltre 100 metri) della distanza a cui devono essere collocati gli impianti da asili nido, scuole, parchi ed edifici abitati: è prevista inoltre la possibilità da parte degli inquilini degli stabili dove si stanno per installate nuove antenne di esprimere il proprio dissenso vincolante, anche se limitato alle parti comuni del condominio.
I numerosi Comitati presenti nella città, che ormai da anni lottano contro questa pericolosa fonte di inquinamento elettromagnetico, pur esprimendo soddisfazione per la delibera (giunta dopo numerose mobilitazioni dei cittadini), sottolineano come questo provvedimento giunga in un momento in cui gran parte dei ripetitori è stata già installata e non prevedendo alcuna retroattività, non modifica la situazione di grave pericolo a cui sono sottoposti tutti quelli che un ripetitore lo hanno già nelle vicinanze dell'abitazione o della scuola.
Questo provvedimento, insomma, avrà effetto probabilmente solo per quello che riguarda le installazioni UMTS che faranno domanda successivamente alla data del 12 dicembre, visto che anche molte di queste nuove fonti di elettrosmog una richiesta l'avevano già inoltrata prima di questa data.
Quindi il Comune, mentre ammette implicitamente la pericolosità di queste installazioni per la salute pubblica, sembra non voler intaccare gli interessi delle grandi imprese interessate alla diffusione capillare nella città dei propri apparecchi. Chi ce li ha se li tenga: la facciata è salva, ma la sostanza non cambia quasi di una virgola.
Intanto alcuni Comitati contro l'elettrosmog di Roma Nord, Cittadinanza attiva, Tribunale per i diritti del malato di Roma nord, Coordinamento dei comitati Roma nord, Associazione Paspartout di Anguillara e Comitato L'aquilone di Campagnano, hanno presentato un appello ai consiglieri regionali, per dire no alla delibera della Giunta Regionale che prevede la localizzazione di 34 emittenti radiotelevisive a Sorti Lunghi.
I consiglieri sono invitati a respingere la delibera della giunta, e' spiegato nell' appello, perche' questa "e' in profondo contrasto con l'attuale stato epidemiologico del territorio", e ad adoperarsi per un'indagine sulla mortalita' infantile e degli adulti in quella zona.
Inoltre viene chiesta una moratoria di tutti gli altri impianti radiotrasmittenti intorno a Radio Vaticana e che la Regione Lazio si costituisca parte civile nel procedimento giudiziario a carico dei responsabili dell'emittente vaticana.

 

LA LEGGE APPROVATA IL 14 FEBBRAIO 2001

Il 14 febbraio 2001 la camera ha approvato definitivamente la legge quadro sull'inquinamento elettromagnetico. A partire dalla pubblicazione della nuova legge sulla Gazzetta ufficiale il governo avrà due mesi di tempo per tabilire i limiti di esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, nonché i limiti di attenzione, quelli cioè che non possono essere superati nei pressi di luoghi pubblici. I gestori di impianti radioelettrici avranno invece due anni di tempo per mettersi in regola. Intanto si sa che le tv, le radio, i telefonini e i computer dovranno essere muniti di una scheda o di un'etichetta in cui saranno riportati tutti i criteri di sicurezza. Le multe previsto sono salatissime, e vanno dai 2 ai 600 milioni di lire. Nella legge si dà particolare risalto anche ai criteri di qualità. Per esempio il ministero dell'ambiente dovrà stilare una mappatura degli impianti di apparecchiature elettriche e dei tralicci "antiestetici". Un ruolo importante nell'azione di contrasto all'elettrosmog è affidata a Regioni e Comuni: nei prossimi 60 giorni, infatti, dovrebbero essere approvati i decreti attutivi che fisseranno i limiti per le basse frequenze (gli elettrodotti), mentre per le alte frequenze la partita si è già aperta con il decreto ministeriale n. 381/98, di definizione dei limiti di esposizione ai campi generati dagli impianti delle telecomunicazioni e radiotelevisione. La legge, quindi, dovrebbe essere un definitivo modo di contrastare antenne ripetitrici televisive e per telefonia mobile fuori norma. Solo tra le prime, ne sono state censite un migliaio raggruppate in 160 siti vicini ad abitazioni. Tre i criteri di tutela introdotti: i limiti di esposizione, che non devono mai essere superati per evitare effetti acuti e immediati; il livello di attenzione, ossia la soglia di attenzione che deve essere rispettata nei luoghi 'adibiti a permanenze prolungate' (case, uffici, scuole); l'obiettivo di qualità, cioè il valore da mantenere affinchè si possa applicare il principio precauzionale. Sembra che siano già allo studio le bozze di decreto che dovranno passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni. Alle Regioni spetterà: l'individuazione dei siti di trasmissione (antenne, telefonia mobile, radiodiffusione, ecc.); la definizione dei tracciati degli elettrodotti e delle modalità per il rilascio delle autorizzazioni all'installazione degli impianti; la realizzazione di un catasto delle sorgenti fisse dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici; l'individuazione degli strumenti per il raggiungimento degli obiettivi di qualità e infine la realizzazione, sentiti i Comuni interessati, di piani di risanamento al fine di adeguare, entro due anni, gli impianti radioelettrici ai nuovi limiti di esposizione fissati dai decreti attuativi. Forti i poteri attribuiti anche ai Comuni, che potranno adottare regolamenti per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e 'minimizzare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici'. Adesso, quindi, i sindaci e i nuovi regolamenti anti-inquinamento che dovranno essere varati dagli enti locali, potranno agire soprattutto sulla leva delle concessioni edilizie per limitare le installazioni di nuove centrali elettriche, tralicci e antenne radiotelevisive e per la telefonia, anche in contrasto con i limiti fissate a livello nazionale. Ora insomma che la legge c'è inizia forse una fase ancora difficile per la garanzia del diritto alla salute dei cittadini, in contrasto con i grandissimi interessi economici che hanno fatto proliferare la giungla di antenne e tralicci di cui sono invasi i nostri territori. I problemi più grandi sono proprio la fissazione dei limiti di emissione e quindi l'onere del risanamento (già preventivato in circa 41mila-57mila miliardi) che c'è il rischio graverà sugli utenti Enel. Cauto il giudizio di quanti fino ad oggi hanno condotto una estenuante battaglia per una messa in sicurezza delle fonti di inquinamento elettromagnetico. Comitati di cittadini ed esponenti di Legambiente, Verdi, WWF sottolineano che se l'impianto legislativo complessivamente sembra buono -ma comunque migliorabile soprattutto a proposito dei limiti di esposizione indicati-, molta dell'incertezza resta sui decreti attuativi che rischiano di rallentarne l'applicazione se portati per le lunghe e di modificarne l'impostazione generale. 'Staremo a vedere', dichiarano, ma non certo abbassando la guardia, quanto al contrario rafforzando le battaglie per sollecitare un messa in opera rapida e soddisfacente per i diritti dei cittadini.

 

STOP ALL'INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO: LE BATTAGLIE

 

Moltissimi sono i comitati e le associazioni che a Roma, ormai da molti anni, conducono battaglie su diversi fronti contro l'inquinamento elettromagnetico nelle varie forme in cui questo si manifesta.
Nella maggior parte dei casi si è trattato di aggregazioni nate spontaneamente nei quartieri, nei condomini, fra i genitori che di fronte all'aggressione di antenne, cavi e linee elettriche sempre più numerose e potenti hanno deciso di organizzarsi e provare a dare una risposta collettiva all'invadenza delle tecnologie (e soprattutto di chi le possiede!).
Iniziative legali, blocchi dei cantieri, manifestazioni di piazza, incatenamenti ai tralicci sono azioni che quasi quotidianamente si ripetono in varie zone della città, anche se pochissimo rilievo e poco spazio trovano sui mezzi di comunicazione (che spesso sono proprio i destinatari delle proteste - vedi RAI, Mediaset, ecc. - ).

 

LE ANTENNE DI MONTE MARIO

Forse la vicenda che ha catalizzato su di sé le maggiori attenzioni in questi anni, e dunque ha evidenziato un problema diffusissimo in tutta la città, è quella della scuola materna ed elementare 'Leopardi' a Monte Mario, scuola letteralmente bombardata dalle radiazioni prodotte dalla enorme concentrazione di ripetitori delle emittenti televisive, radiofoniche, radio, cellulari e impianti ENEL.
I genitori dei bambini della 'Leopardi' hanno costituito già da diversi anni l'associazione 'Bambini senza radiazioni' ed hanno iniziato una lunga battaglia che è ancora lungi dal vedere una fine.
Dopo anni di incontri con gli amministratori, di consigli comunali straordinari, di promesse di sgombero degli impianti e, nel caso di inadempienza da parte dei proprietari, addirittura di abbattimento delle antenne, di successivi rinvii delle ordinanze, il Comune di Roma, confortato anche da un'ordinanza del T.A.R. Lazio, aveva finalmente disposto per il 15 settembre 2000 lo smantellamento delle fonti di inquinamento elettromagnetico situate a Monte Mario, vicino ai bambini e agli insegnanti della scuola "Leopardi".
Ma, nuovamente, l'Assessore Montino - che pure si era impegnato personalmente per l'esecuzione delle demolizioni - ha fatto marcia indietro e, per motivi di "pubblica utilità", ha concesso ai proprietari delle antenne micidiali (fra cui Mediaset, altre emittenti private e alcune compagnie di telefonia mobile) di continuare ad irradiare bambini e insegnanti per altri due anni.
Le prime reazioni dei diretti interessati e delle associazioni sono state durissime e non sono da escludere iniziative clamorose, come il ritiro dei bambini dalla scuola.
La vicenda degli impianti di Monte Mario, riportata in prima pagina dalla proroga accordata dall'Assessore Montino per lo smantellamento, è un segnale inequivocabile dell'atteggiamento reticente e complice della giunta Rutelli, le cui componenti, per la verità, non hanno mai avuto un
comportamento omogeneo nei confronti del problema: Rifondazione Comunista e - più tiepidamente - i Verdi sono schierati a fianco dei comitati e delle associazioni ambientaliste; DS e Popolari vedono le rispettive "basi" quasi sempre orientate contro le antenne, mentre i vertici si barcamenano in modo piuttosto ondivago; Democratici e diniani sono di fatto sponsor delle compagnie.
Sul versante dell'opposizione, A.N. lavora sull'insoddisfazione dei cittadini, sostenendone quasi sempre le ragioni: sarà interessante osservarne la conseguenza nelle decisioni della giunta regionale presieduta da Storace; con meno visibilità, i rappresentanti territoriali di Forza Italia e del C.C.D. fanno la stessa cosa, con qualche difficoltà ad essere presi sul serio, visti gli interessi imprenditoriali di Mediaset, che oltre a possedere potenti ripetitori a Monte Mario, è partecipe della cordata Blu.
Quella che si prospetta, insomma, è una vera e propria"ritirata" del Comune di Roma rispetto al proprio duplice ruolo di garante della sicurezza e della salute dei cittadini: la pericolosità e la nocività degli impianti di Monte Mario (emittenti televisive, radiofoniche, radio, cellulari) sono certificate e fuori discussione; concedergli altri due anni di tempo significa consentire l'avvelenamento dei bambini e del personale della scuola "Leopardi" oltre a rinvigorire ulteriormente l'arroganza delle compagnie.

 

E A ROMA SUD?

Dalla parte opposta della città, nel territorio della X circoscrizione, un'altra annosa vicenda ha visto dal 1997 scendere in campo cittadini e associazioni contro l'altissima concentrazione di radiazioni prodotte dai tralicci ACEA e dai cavi aerei delle Ferrovie dello Stato.
Si tratta del Comitato di difesa ambientale Capannelle-Statuario che nasce appunto per protestare contro 2 linee delle FS a 132 KV, una megalinea dell'ACEA a 150 KV e un centro di trasformazione (sempre ACEA) che si trovano a ridosso di un asilo nido, oltre alla incombente 'fioritura' di ripetitori della telefonia mobile (OMINTEL, TELECOM, ecc.).

Nel quartiere si è sviluppata una crescente coscienza collettiva dei pericoli di queste emissioni, che ha portato a frequenti assemblee pubbliche, a cortei nella zona, a blocchi dei cantieri dell'ACEA e delle installazioni di antenne, tutti passi che hanno condotto ad ottenere lo stanziamento da parte del Comune di Roma di ben 9 miliardi e 600 milioni per procedere all'interramento dei cavi dell'ACEA, operazione che sarebbe dovuta avvenire entro il 31.12.2000.
La vittoria ottenuta dal Comitato è indubbia, ma questo non ha certo abbassato la guardia visto che a tutt'oggi non sono ancora stati avviati i lavori.

Più spinosa è la questione aperta con le FS: anche se è palese in molti casi la violazione delle norme di legge (che prevedono il passaggio di cavi elettrici almeno a 10 metri di distanza dalle abitazioni e a Capannelle ci sono cavi a 3 metri dagli appartamenti!), l'azienda si trincera da un lato dietro la dubbia carenza di risorse economiche (dubbia perché solo un mese fa le FS hanno avviato nella zona la sostituzione dei cavi per aumentarne la potenza) e dall'altro dietro il consueto balletto di responsabilità con le amministrazioni cittadine che hanno autorizzato la costruzione di abitazioni nelle immediate vicinanze delle linee.
Il Comitato non ha permesso la sostituzione dei cavi impedendo ai tecnici FS di accedere nei cortili dei condomini (dove sono posizionati i tralicci) ed ha tuttora aperto un tavolo di trattativa con l'azienda, il Comune, la Provincia e la Regione.
Una proposta molto interessante del Comitato ed estendibile anche alle altre situazioni simili in tutta la città è quella di costituire una CONSULTA CIRCOSCRIZIONALE PERMANENTE DEI COMITATI DI QUARTIERE SULL'ELETTROSMOG che deve costituire l'organismo vincolante di supervisione delle richieste di installazione di nuovi impianti e su tutte le decisioni che riguardano la salute e la tutela ambientale.
La CONSULTA, inoltre, si doterà di una mappatura circoscrizionale di tutte le fonti inquinanti attualmente esistenti.
Il primo incontro della costituenda CONSULTA CIRCOSCRIZIONALE si è svolto il 21 novembre nella sala consiliare della X circoscrizione
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MALESSERE DIFFUSO

Da quando l'opposizione dei cittadini ad "antenna selvaggia" è diventata più determinata, si è aperta in tutta la città una fase di scontro che ha portato anche a seri problemi di ordine pubblico, perché ai cittadini non rimane altro mezzo che l'opposizione fisica all'installazione: da un anno a questa parte, gli incidenti più violenti sono quelli avvenuti fra le forze dell'ordine che scortavano i mezzi delle aziende e i cittadini di Via S. Gimignano a Fidene, di Via Filippo Meda e Via Donati al Tiburtino, a Via della Rustica, al Trullo, a Morena, ad Acilia-Axa, al Portuense, a S.Lorenzo.
In quasi tutte queste situazioni, oltre ai rischi per la salute derivanti dall'elettrosmog, i cittadini denunciano le condizioni degli edifici su cui, con una buona dose di irresponsabilità, vengono installati impianti che pesano diverse tonnellate e sono sottoposti a forti sollecitazioni atmosferiche che non possono non avere conseguenze sull'edificio.
Sono state proprio le condizioni degli stabili, denunciate dai cittadini, ad indurre il Comune a far sospendere i lavori per le installazioni a Fidene, a Via Meda, alla Rustica e a Morena, dove è stata già ordinata la demolizione dell'impianto, mentre alla Rustica è stato messo sotto sequestro l'intero edificio, risultato gravato da numerosi e gravi abusi edilizi, che ne compromettono irrimediabilmente la sicurezza.Date le peculiarità della situazione edilizia di Roma - dove la speculazione e l'abusivismo l'hanno sempre fatta da padroni - non vi è da sorprendersi se anche l'aspetto edilizio-urbanistico della questione ha assunto una certa rilevanza, ormai riconosciuta tanto in sede tecnica che giudiziaria; anche se i provvedimenti adottati dall'Ufficio Abusivismo Edilizio del Comune sono una percentuale irrilevante rispetto alle installazioni esistenti (meno dell'1%), c'è da dire che hanno talmente messo in allarme le aziende concessionarie da spingerle a reazioni decisamente fuori misura. Wind e Omnitel, in particolare, costrette a sospendere i lavori per le installazioni di Via S. Gimignano e di Via Filippo Meda, si sono spinte fino alla denuncia penale - con evidenti intenti intimidatori - nei confronti dei responsabili dell'Ufficio Abusivismo Edilizio, nei confronti dei quali hanno ipotizzato non solo presunti abusi di potere, ma addirittura una sorta di "corruzione"… da parte dei comitati spontanei dei cittadini!
Allo stato attuale, la situazione di Roma è entrata in una fase di transizione, resa ancora più incerta dalla prospettiva dell'ulteriore proliferazione di impianti conseguente all'attivazione delle nuove reti UMTS; poiché il livello di consapevolezza dei rischi connessi all'inquinamento elettromagnetico è molto cresciuto negli ultimissimi anni, le resistenze alle installazioni si fanno sempre più forti, diffuse e determinate; parallelamente, cresce la gamma degli stratagemmi adottati dalle compagnie per tentare di mettere i cittadini di fronte al fatto compiuto. Ne risulta una sorta di guerriglia permanente, che si manifesta a macchie di leopardo nella città; una guerriglia fatta di appostamenti, veglie notturne, incursioni, denunce, ricorsi, scontri di piazza, manifestazioni… insomma, una situazione incandescente, che vede contrapposti le compagnie e i comitati spontanei, spesso sostenuti da associazioni ambientaliste.
Per fronteggiare un'aggressione costante e molto spesso subdola alcuni comitati presenti nella zona sud-est della città hanno dato vita al Comitato cittadino contro le antenne a cui al momento aderiscono:
il Laboratorio Sociale Autogestito Centocelle (Casale Falchetti), il Comitato della Rustica, il Comitato di via dei Frassini (Centocelle)
il Comitato di via F. Meda (Tiburtino)
il Comitato di Fidene
il Comitato di via Belon (Torre Maura)
il Comitato di difesa ambientale Capannelle Statuario
il Comitato del Trullo
l'Associazione radici.
Mentre una proposta di Delibera per regolamentare le installazioni, avanzata dallo stesso Montino, giace nei cassetti, nelle prossime settimane il Consiglio Comunale dovrà pronunciarsi su una Delibera di Iniziativa Popolare, elaborata dall'associazione RADICI e sottoscritta da più di 8.000 cittadini, molti più dei 5.000 previsti dallo Statuto del Comune di Roma. Il testo - su cui il Consiglio è obbligato a pronunciarsi entro sei mesi dal deposito delle firme (dunque, in questo caso, entro il 2000) - prevede la moratoria di ogni nuovo impianto; l'esclusione tassativa di ogni installazione a meno di 500 metri da ospedali, scuole, asili nido, case di cura e di riposo, aree verdi, parchi, giardini e aree archeologiche; il parere preventivo e vincolante dei cittadini residenti nel raggio di 500 metri; la rimozione degli impianti già installati in difformità da quanto previsto dalla Mozione, approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale, n. 1 del 22 marzo 1999.


ROMA NORD E RADIO VATICANA

La situazione che si trovano a fronteggiare gli abitanti di Roma Nord e di molti comuni della zona è legata soprattutto alle potentissime emissioni prodotte dai ripetitori di Radio Vaticana. C'è poi l'installazione del Ministero della Marina a via della Storta, un gran numero di stazioni radio base sparse nel territorio, ponti radio, la sorveglianza radar situata in vari punti e tutte le varie antenne ripetitrici per la telefonia mobile.
Radio Vaticana dall'attuale stazione riesce a coprire il globo 24 ore su 24 in onde corte e medie. Le potenze in gioco dei trasmettitori sono superiori ai 100 Kw e sono presenti anche ripetitori di 600 kw, quindi l'ordine di grandezza delle potenze irradiate dalle antenne è dell'ordine dei megawatt. E' una potenza per loro necessaria per svolgere quel tipo di servizio, riducendo la potenza, infatti, non potrebbero assolutamente coprire lo stesso territorio con la stessa qualità.
Il Coordinamento dei comitati di Roma Nord, che raggruppa un certo numero di comitati di zona, che vanno da 'Bambini senza onde' (Cesano, Olgiata e Osteria Nuova), a La Cerquetta, Boccea, Casalotti, La Storta, Palmarola, Primavalle, Campo Marinaro e Campo delle Rose, Selva Candida, sta conducendo, insieme ad altre associazioni (Cittadinanza attiva, Tribunale per i diritti del Malato Roma Nord), una battaglia difficilissima con l'obiettivo primario, a breve termine, del trasferimento di tutti gli impianti in una zona non abitata, oltre alla riduzione della potenza dei trasmettitori.
La Regione Lazio, a seguito delle segnalazioni dei comitati, al fine di verificare eventuali superamenti dei tetti massimi di esposizione nell'intorno di Radio Vaticana ( stabiliti con D.M.A. 30 settembre 1998 n. 381), ha predisposto una campagna di monitoraggio dei campi elettromagnetici nelle località Cesano Stazione, Olgiata, Cerquette, La Storta, Osteria Nuova. La campagna di misure è stata condotta dalle istituzioni locali con il supporto dei massimi organismi nazionali competenti in materia e la partecipazione di rappresentanti tecnici dei comitati cittadini.
Il monitoraggio ha condotto all'accertamento di elevati superamenti dei valori previsti dal citato DMA : un'invasione di "onde" di 44 v/m, ben oltre i 6 v/m previsti dalla legge!!!
Radio Vaticana, insomma, è notoriamente FUORI LEGGE.
Ne sanno qualcosa gli abitanti della zona, che la messa la sentono dai citofoni di casa e i ricercatori dell'Enea, vicini di casa dell'emittente vaticana, che per colpa dei fortissimi campi elettromagnetici- racconta il direttore generale di Legambiente - hanno i computer che si accendono da soli e sentono la radio nei telefoni".
Ma nulla viene fatto per risolvere la situazione.
Anzi, al danno recentemente si è unita anche la beffa visto che nel dicembre 1999 la stessa Regione Lazio ha predisposto di spostare le antenne dalla collina di Monte Mario a Sorti Lunghi, nel territorio di Roma nord al confine con il Comune di Anguillara ed in prossimità degli impianti di Radio Vaticana di S. Maria di Galeria. E pensare che nello stesso momento L'Asl RomaE negava il nulla osta sanitario a una stazione radio base per la telefonia mobile in via Costetti ( in XX Circoscrizione) a causa dell'elevato fondo elettromagnetico presente e determinato essenzialmente dagli impianti della Radio Vaticana.
Ebbene, nello stesso territorio che si tutela (Via Costetti) e che si chiede di bonificare (S. Maria di Galeria), la Regione Lazio sceglie addirittura di installare un' ulteriore sorgente di campi elettromagnetici a radiofrequenza le cui potenze tipiche di trasmissione (diffusione radiotelevisiva) possono essere anche migliaia di volte a superiori a quelle tipiche di un impianto per la telefonia mobile.
La battaglia contro Radio Vaticana è un nodo davvero spinoso, dal momento che superamento dei limiti di legge generati dalla questa stazione impone, infatti, un intervento di carattere internazionale in quanto, come è noto, la stazione stessa gode del privilegio della extraterritorialità in base ai rapporti tra Stato Italiano e Santa Sede.
Il 18 aprile 2000 le emissioni elettromagnetiche al di sopra della norma a Cesano e dintorni hanno spinto lo stesso pm Amendola, ad iscrivere nel registro degli indagati tre esponenti di Radio Vaticana. A tutti il pubblico ministero contesta la violazione dell'articolo 674 del codice penale: "getto di cose pericolose". L'imputazione può apparire curiosa, ma una norma specifica che punisce l'emissione di onde elettromagnetiche in Italia non c'é.
I tre però hanno rifiutano la notifica inviata dal pm, appellandosi, appunto, al principio dell'extraterritorialità della zona.
In altre parole, si nasconde la realtà del problema e ci si appella a dei patti stipulati nel lontano 1951. Patti che interessano ben poco ai quasi cinquemila cittadini di Cesano, Anguillara, La Storta, La Cerquetta, Olgiata, Osteria Nuova e di molte altre zone di Roma Nord che hanno firmato una petizione popolare per chiedere la delocalizzazione della struttura di S. Maria Galeria e l'annullamento di ogni iniziativa volta all'installazione di antenne a Sorti Lunghi, presso Anguillara.
Nel maggio scorso, inoltre, più di 5mila contribuenti di Cesano, Osteria Nuova, La Cerquetta, La Storta, Anguillara e l'Olgiata hanno deciso il boicottaggio dell'8 per mille nella dichiarazione dei redditi quest'anno.
D'altra parte che la salute degli abitanti di queste zone sia seriamente a rischio lo ha evidenziato anche un rapporto dell'Osservatorio Epidemiologico della Regione Lazio relativo a un'indagine svoltasi a Cesano nel 1999. Dice il rapporto che "è stato riscontrato un eccesso di mortalità per leucemia nella popolazione adulta residente fino a 4 km dalla stazione radio".
Capita anche di sentirsi dire che, se si abita per esempio a Cesano, è normale che si abbia una disfunzione delle ghiandole tiroidee. Lo studio dell'Ossevatorio, inoltre, ha messo a confronto l'incidenza di malattie ematiche in queste zone, dove il verde è più frequente, ci sono poche industrie ed un relativo traffico automobilistico, con il centro della città, al contrario altamente inquinato, e si è evidenziato ugualmente un alto tasso di malattie ematiche.
Ma, anche a fronte di tanti segnali allarmanti finora ben poco è stato fatto. Anzi, a Roma si stanno concedendo centinaia di altre autorizzazioni e non vengono rimossi gli impianti installati a meno di 50 metri, o sopra asili, scuole, ospedali, case di cura e di riposo.

PETIZIONE DEI CITTADINI DI ROMA NORD - APRILE 2000

RAI E RADIO VATICANA A S.PALOMBA - POMEZIA -

Dopo numerose proteste degli abitanti della zona, il 14 aprile 2000 alle ore 14: l'impianto Rai di Santa Palomba a Pomezia, viene chiuso a seguito di un ordinanza del sindaco della cittadina, Maurizio Aureli e del pubblico ministero del Tribunale di Roma, Gianfranco Amendola. La struttura dell'emittente di Stato, una delle più importanti in onde medie in Europa (ha un bacino di circa quindici milioni di ascoltatori), viene così oscurata perché secondo una relazione del Dipartimento della prevenzione della Asl Rm-H le sue emissioni superano i valori stabiliti dalla legge.
Una verifica compiuta dalla Asl a Santa Palomba ha fatto rilevare in diverse abitazioni un valore di 25 volts/metro, nettamente superiore al limite di 20 (che scende a 6 per gli edifici per i quali è prevista una presenza umana superiore alle quattro ore giornaliere) fissato dal decreto 381/98 che regola la materia. Una violazione che ha indotto prima il sindaco di Pomezia e poi il Tribunale di Roma a bloccare il funzionamento dell'impianto: da allora le trasmissioni in onda media di RadioUno e RadioDue sono di fatto irricevibili in tutta l'Italia centro-meridionale.


MANZIANA

I cittadini e le cittadine riuniti nel Comitato per il diritto alla salute e la difesa dell'ambiente di Manziana, il Coordinamento Territoriale M.AG.M.A. tramite la propria Associazione Senza Frontiere hanno denunciato all'autorità giudiziaria il sindaco di Manziana Generoso Mancini per non aver sospeso le attività dell'installazione di telefonia cellulare GSM della OMNITEL Spa, che ha iniziato le proprie attività all'inizio del 2000 anche senza aver ottenuto le certificazioni preventivamente richieste dal Comune di Manziana, proprietario del Campo Sportivo su cui insistono le antenne.
Non solo la OMNITEL continua a non presentare la documentazione richiesta, ma arrogantemente ignora le minacce di interruzione delle attività fatte - evidentemente in maniera ben poco convincente - da parte del Comune e prosegue indisturbata mantenedo attivo il ripetitore.
Intanto, l'ISPELS e l'ASL fanno orecchie da mercante non effettuando i rilievi richiesti e gli approfondimenti sui rischi sulla salute paventati dai cittadini.

La mappa dell'elettrosmog

 

Ricerca del ministero dell'Ambiente sulle antenne radio tv. Articolo apparso sul Corriere della Sera del 09-99

Ecco la mappa dell'elettrosmog "Lazio regione più inquinata"
ROMA - Il ministero dell'Ambiente ha reso noto, regione per regione, l'elenco delle "antenne fuorilegge". La "bandiera nera" per l'inquinamento elettromagnetico spetta al Lazio, con 25 aree attraversate da onde "proibite", seguito dal Piemonte (22 zone), Emilia Romagna (21), Liguria (14) e Veneto (10). La bandiera azzurra va alla Lombardia: un solo caso di inquinamento. In Italia sono 151 i luoghi dove l'elettrosmog, provocato dalla concentrazione di antenne radio-tv e di telefonia mobile, supera i limiti fissati dalla legge italiana, la più severa in Europa. La "mappa" insieme alle linee guida che il gruppo di lavoro interministeriale Ambiente Sanità Comunicazioni ha indicato alle regioni e ai comuni per risanare le aree compromesse dall'elettrosmog dovrebbe indurre gli enti locali ad accelerare i piani per lo spostamento delle antenne ritenute potenzialmente pericolose per la salute dei cittadini. Secondo Valerio Calzolaio, sottosegretario all'Ambiente, "l'elettrosmog è sotto controllo". In almeno 1500 luoghi le "foreste" di apparati di trasmissione non costituirebbero un problema. Ma l'elenco viene considerato dalle associazioni ambientaliste incompleto e poco attendibile. Non tutte le amministrazioni locali infatti avrebbero censito le fonti di elettrosmog con la stessa attenzione. Il Wwf ritiene che il numero degli impianti fuorilegge sia destinato ad aumentare: "Mentre in alcune regioni i controlli sono stati più efficienti (Lazio ed Emilia Romagna), in altre, in cui la copertura radio-tv e da telefonia è analoga, sono stati identificati solo 1 o 2 siti non a norma (Lombardia, Trentino, Calabria, Molise, Basilicata e altre)". Secondo il ministero delle Comunicazioni sono oltre 33 mila 500 i singoli apparati radio e tv (su un solo traliccio ve ne possono essere più di uno) che emettono onde elettromagnetiche. Diffusione sonora privati: 9.900. Diffusione Rai: 2.600. Diffusione tv private: 15.800 Diffusione tv Rai: 5.200. Degli impianti censiti, sono 16 quelli "a rischio elettrosmog" di cui è già stata decisa la delocalizzazione. L'elenco provvisorio dei casi di "antenna selvaggia" comprende quasi tutte le regioni con l'eccezione dell'Umbria, i cui dati non sono pervenuti. Fra le località dove sono stati superati i limiti per la tutela della salute ve ne sono alcune diventate famose per la protesta degli abitanti: le antenne di Santa Palomba (Pomezia) oscurate dal sindaco, quelle della Radio Vaticana indagate dalla magistratura così come gli impianti del Colle della Maddalena a Torino, e quelle di San Silvestro in Abruzzo al centro di un clamoroso sciopero della fame. I luoghi sono stati definiti "a rischio" quando è stato riscontrato il superamento dei limiti fissati dal decreto ministeriale 381 del '98 che fissa a 6 volt per metro la soglia di pericolo nelle aree abitate e a 20 volt per metro in tutte le altre. I check up , richiesti spesso dalla popolazione con denunce, sono stati eseguiti dall'Anpa, l'Agenzia nazionale per l'ambiente, anche attraverso le sedi regionali (Arpa), e dall'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (Ispesl) che hanno realizzato oltre 1597 controlli.
Giulio Benedetti

 

Elettrosmog e tumori. Uno studio del Karolinska Institutet


Gennaio 2000 - Uno studio epidemiologico compiuto dai medici del prestigioso Karolinska Institutet di Stoccolma indica che i campi elettromagnetici (CEM) possono incrementare il rischio di cancro attraverso un'interazione con gli estrogeni e gli altri ormoni.
Lo studio è stato coordinato dalla dottoressa Birgitta Floderus ed i risultati completi sono stati pubblicati sulla autorevole rivista scientifica "Cancer Causes and Control" (10, pp.323-332, 1999).
I ricercatori hanno esaminato l'incidenza di ogni tipo di tumore e le esposizioni professionali ai campi elettromagnetici in 2 milioni e 400mila persone.
Hanno trovato un piccolo, ma significativo, rischio per diversi tipi di cancro, la maggior parte dei quali notoriamente correlati ad alterazioni ormonali.
Lo studio, sottolineano gli autori, suggerisce la necessità di ulteriori approfondimenti perchè indica una strada biologica possibile per comprendere il meccanismo CEM-cancro.

Fonti: Karolinska Institutet Stoccolma, Microwaves News N.Y.

 

 

 

INDIRIZZI UTILI


Comitato di difesa ambientale Capannelle-Statuario
Via Bova,1 00173 - Roma
tel. 06/7185905
fax. 06/7185351

Coordinamento dei Comitati di Roma Nord contro l'inquinamento elettromagnetico
c/o Tribunale dei Diritti del Malato
v. Borgo S. Spirito, 2 00193 - Roma

Comitato contro l'elettrosmog La Rustica
Via della Rustica, 324 00155 - Roma

Centro di documentazione salute e ambiente del Laboratorio Sociale Autogestito Centocelle
Via Guarcino, 1 00172 - Roma
tel. 06/2428063

ALCE - Associazione Nazionale Comitati in lotta contro l'elettromagnetismo
"La Finanziera" Villa Ada
Via Salaria, 275 00199 - Roma
tel/fax 06/8603540