10-14 settembre 2003 >>>>> Cancun >>>>> Messico
V conferenza Ministeriale del WTO

QUESTO MONDO NON E' IN VENDITA!



 

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23.9.2003 Sul fallimento di Cancun
di Marco Magni

10-14/09 Tutte le corrispondenze da Cancun


SI'
a regole trasparenti e democratiche
per il commercio globale

NO all'espansione dell'accordo GATS e del WTO a Cancun




Leggi il dossier WTO 2001 di altremappe



 


GATSOPOLI,
una guida al WTO e alle privatizzazioni


Lunaria, assieme ad Attac, Roba dell'Altro Mondo, Altreconomia e Carta, ha prodotto e diffonde una guida di 64 pagine su una serie di temi che si discuteranno al vertice WTO di Cancun in settembre. GATS, WTO e i negoziati futuri, privatizzazioni in Italia ed Europa, acqua, treni, scuola sono tra gli argomenti trattati. Per fermare il WTO occorre conoscerlo. Per richiedere copie del libro potete telefonare a Lunaria (068841880) o scriverci (lunaria@lunaria.org). Clicca qui


Associazione Ya Basta per la dignità dei popoli
Un ritorno al futuro,
dal Chiapas diretti a Cancun


da www.campagnawto.org
Il ruolo ed i poteri del WTO

Le minacce del WTO

Le nostre richieste


5-6 luglio 2003
Da Palermo verso Cancun,
le richieste della campagna ai ministri dell'UE

Le iniziative di Palermo

...la posizione europea...

... e la situazione dei negoziati

 






Cancun: accordo sull'Agricoltura?!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Associazione Ya Basta per la dignità dei popoli

Un ritorno al futuro, dal Chiapas diretti a Cancun

In sostegno ai Municipi Autonomi l'Associazione Ya Basta promuove per questa estate e in seguito diverse attività e presenze in Chiapas, Messico. L'invio di osservatori civili nelle comunità in resistenza, brigate di lavoro nei progetti di auto-sviluppo delle comunità, una carovana per il monitoraggio sulle violazioni dei diritti umani e la militarizzazione nella Riserva Integrale dei Montes Azules. Tutte queste attività vedranno il loro punto di incontro nel viaggio che ci porterà a Cancun per partecipare alle mobilitazioni contro la riunione dell'OMC.

A Settembre, dall'10 al 14 si terrà a Cancun la riunione dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. In questo "round" di negoziazioni si discuteranno in particolare i GATTS cioè le direttive commerciali e politiche sulla privatizzazione dei servizi. In questo termine volutamente generico sono in realtà contenuti tutti i beni e i servizi essenziali, dalla sanità all'acqua ed alle fonti energetiche. Il ruolo di questa tavola di negoziazione dell'OMC è quello di "centro di comando" delle politiche di privatizzazione e sfruttamento a fini profitto delle principali ricchezze e risorse collettive del pianeta. Particolare importanza in questo contesto riveste il concetto di brevettabilità dei saperi, di proprietà privata dei prodotti della intellettualità collettiva che già pesantemente controllati dal copyright sono una delle merci più ricche di valore nell'attuale modo di produzione capitalistico chiamato neoliberismo.

La mobilitazione di Cancun coinvolgerà molte reti di resistenza messicane e naturalmente anche quelle dell'intero continente, dal Canada, a Cuba, fino all'Argentina.
Dall'insurrezione zapatista del 1994 in risposta tra l'altro all'entrata in vigore del trattato di libero scambio NAFTA, passando per le proteste di Seattle nel 1999 che riuscirono a boicottare il vertice dell'OMC, è cresciuta la consapevolezza che il neoliberismo va rifiutato radicalmente e che le imposizioni in campo politico ed economico di organismi antidemocratici e autoritari come l'OMC, la Banca Mondiale o il Fondo Monetario Internazionale vanno boicottate e combattute per creare lo spazio per le alternative, per quei mondi possibili, senza sfruttamento, senza discriminazioni e senza violenza, che in ogni parte del mondo gli esseri umani hanno il diritto di costruire.

Parallelamente in Italia, dal 4 al 6 settembre 2003, a Riva del Garda, nell'ambito del semestre di presidenza italiana, si terrà il vertice dei ministri degli esteri dell'Unione Europea. In quell'occasione si discuterà della posizione dell'Europa in seno al nuovo round di trattative del WTO, l'Organizzazione Mondiale del Commercio, che si aprirà pochi giorni dopo. Pensiamo che sia importante essere anche li dove avrà senso fare riferimento alla costruzione di una dimensione politica europea dei movimenti, delle associazioni e delle ONG non arruolate dai governi di guerra, per aprire spazi di conflitto, di parola e di incontro. L'Europa è per noi uno spazio politico in costruzione ed una costituzione materiale dell'Europa, ancora prima di quella formale preparata a porte chiuse, può esistere solo continuando a tenere aperto il conflitto per la conquista di nuovi diritti sociali, l'apertura delle frontiere, la fine del razzismo e delle detenzioni e deportazioni di migranti, la liberazione insomma dei corpi e dei saperi dalla dittatura del denaro.

 

 

Il ruolo ed i poteri del WTO

Dalla sua nascita nel 1995, l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha ampliato la sua sfera di influenza dal solo commercio di beni (GATT) ai servizi (GATS), ai diritti di proprietà intellettuale (TRIPS), agli investimenti nel settore del commercio (TRIMS), all'agricoltura (AoA) fino agli standard sanitari e fitosanitari (SPS).
Alla vigilia della V conferenza Ministeriale del WTO prevista a Cancun, in Messico, dal 10 al 14 Settembre del 2003, un nuovo round di negoziati rischia di obbligare il pianeta a vivere soltanto secondo le regole del profitto e del commercio internazionale
Il WTO deciderà, ad esempio, sulla supremazia delle regole del commercio su tutti gli accordi internazionali
sull'ambiente, quali le Convenzioni sui cambiamenti climatici e la biodiversità, in nome del diritto alla libera
concorrenza globale. A Cancun il WTO intende fare un ulteriore passo avanti nella totale liberalizzazione della produzione agricola ed alimentare, sostenendo l'equazione cibo uguale merce, con la pretesa di organizzare la produzione agricola del pianeta come se ogni contadino lavorasse per un mercato mondiale. Il WTO si appresta a concentrare nelle sue mani un potere che nessun'altra istituzione internazionale ha mai avuto; un potere che non è soltanto formale, vista la possibilità di comminare ingenti sanzioni economiche agli stati che non ne rispettano gli accordi.

Oggi sono a rischio i risultati delle battaglie democratiche degli ultimi decenni per avere regole locali, nazionali ed internazionali che tutelino i diritti dei cittadini e dei popoli.
Ma è ancora possibile fermare il WTO a Cancun ed invertire la rotta. La resistenza dei paesi del sud del mondo e dei movimenti sociali globali contro un ulteriore allargamento del mandato del WTO si fa sempre più forte. Spetta a noi cittadini europei riprendere questa lotta anche contro le proposte dell'Unione Europea, che è la principale sostenitrice di un ampliamento dei negoziati sull'accordo GATS ad una serie di servizi essenziali che vanno dall'istruzione alla sanità, dai trasporti alla gestione dei rifiuti, dalla fornitura d'acqua alle telecomunicazioni. L'UE sta inoltre esercitando forti pressioni per avviare a Cancun un negoziato su una serie di questioni che sono fuori dell'ambito del commercio, quali la proposta di un accordo sugli investimenti che ricalca in massima parte il famigerato MAI (Multilateral Agreement on Investment), respinto con forza dalla società civile e da alcuni parlamenti europei nel 1998.
Poco importa al potente Commissario europeo al commercio Pascal Lamy della mancanza di trasparenza delle
modalità con cui sono condotti i cosiddetti "negoziati" al WTO, e poco o nulla si sa delle decisioni prese dalla
Commissione Europea su questi temi fondamentali. Lo stesso Parlamento Europeo, ed in misura ancora maggiore i Parlamenti dei singoli stati, è tenuto all'oscuro dei negoziati e delle decisioni prese. E' emblematico che nell'agenda della Commissione sia previsto che i Governi dei singoli paesi abbiano un solo mese di tempo per prendere posizione sulle proposte in merito alla liberalizzazione di tutti i servizi. L'Italia, in particolare, avrà un ruolo centrale nella conduzione della riunione ministeriale di Cancun poiché, come presidente di turno, sarà il portavoce dell'Unione Europea e avrà quindi un ruolo di indirizzo delle scelte europee.

Le minacce del WTO

Siamo preoccupati per il potere che il WTO va assumendo, anche in ragione dei processi decisionali che tendono ad emarginare i membri più deboli o scomodi. Anche se formalmente questa organizzazione si presenta come una struttura democratica, che funziona secondo il principio un paese un voto, nella pratica si osserva una grave mancanza di democrazia e di trasparenza. Le decisioni fondamentali vengono spesso prese nel corso di riunioni ristrette, come nel caso dell'incontro di Sydney del novembre 2002, al quale furono ammessi solo 25 dei 144 paesi membri, e dell'ultima conferenza ministeriale di Doha del novembre 2001, dove numerosi rappresentanti dei paesi del sud del mondo furono letteralmente tenuti fuori dalle stanze dove queste decisioni venivano prese.
Questa concentrazione di potere si dimostra poi essere funzionale agli interessi delle imprese multinazionali, ovvero delle élite economiche e finanziarie globali, senza che venga fatta una congrua valutazione d'impatto ambientale, sociale e di sviluppo nei singoli paesi.

Siamo preoccupati per l'impatto che potrebbe avere sull'Italia, dove la ricchezza è prodotta per l'80% da piccole e medie imprese, un regime di completa liberalizzazione del mercato nel quale una piccola azienda, un artigiano, un contadino o una cooperativa si dovessero confrontare direttamente con una impresa multinazionale. Quale effettiva autonomia politica e decisionale avrebbero le istituzioni, dal Governo agli enti locali, nel momento in cui ogni decisione che avesse delle ricadute ambientali, sociali o di sviluppo potrebbe essere vista come un ostacolo al libero commercio? L'Unione Europea e gli Stati Uniti intendono privarsi, legandosi a accordi internazionali sempre più vincolanti, di tutta una serie di strumenti di politica economica, e non solo, necessari per regolamentare i mercati e rispondere alle situazioni di crisi. Nell'ottica del WTO, servizi essenziali quali scuola o ospedali dovrebbero, infatti, essere posti in un regime di libera concorrenza a livello mondiale, favorendo di fatto una ulteriore privatizzazione di enti pubblici e la creazione di monopoli privati che controllerebbero dei beni essenziali per la vita di ciascuno di noi. Abbiamo già esempi di privatizzazioni di aziende pubbliche e delle conseguenze in termini di perdita di posti di lavoro, di peggioramento dei servizi ed aumento delle tariffe a svantaggio delle fasce più deboli.
Siamo preoccupati per l'aggravamento che le regole del WTO imporrebbero alla difficile condizione delle donne, che sono già oggi maggiormente colpite dalle conseguenze della povertà e delle minori possibilità di accesso alle risorse, nel nord come nel sud del mondo. Sono sempre più evidenti le responsabilità che le grandi potenze agricole del pianeta, in particolare USA e Unione Europea, hanno nell'aggravare la crisi delle agricolture locali ed in particolare di quella familiare, che contribuisce in misura decisiva a soddisfare le più elementari esigenze alimentari.

Siamo preoccupati per le conseguenze della privatizzazione dell'accesso e della fornitura d'acqua nei paesi del sud del mondo. Come potrebbero inoltre le economie dei paesi in via di sviluppo sostenere l'aggressione delle multinazionali dei trasporti, delle telecomunicazioni, dei servizi postali, della chimica e dell'agricoltura se i governi nazionali non potessero più applicare norme a tutela dello sviluppo locale? Già oggi assistiamo ad un "corsa al ribasso" dei governi dei paesi del sud in materia ambientale e di diritti dei lavoratori pur di attrarre i capitali e gli investimenti delle multinazionali private. L'Europa, che ha goduto per quasi cent'anni di mercati protetti che hanno permesso lo sviluppo della sua economia, vuole oggi negare questa possibilità ai paesi in via di sviluppo, dimostrando la sua più profonda incoerenza ed ipocrisia. L'esempio più inaccettabile è quello dell'agricoltura, dove Europa e Stati Uniti non solo impongono l'abolizione della protezione e del sostegno alle agricolture dei paesi del sud, ma prefigurano accordi mondiali sull'agricoltura che consentono di continuare a concedere sussidi ingiustamente ripartititi a vantaggio dei grandi produttori - in Italia lo 0,8% dei produttori incassa un quinto di tutti gli aiuti della politica agricola comunitaria, mentre negli ultimi dieci anni è sparita una azienda agricola ogni dieci minuti! - falsando il mercato agricolo mondiale e strangolando le produzioni locali mediante pratiche di "dumping".

Le nostre richieste

Occorre invertire questa rotta. Dobbiamo adoperarci tutti, singoli, organizzazioni della società civile e dei
consumatori, enti locali, sindacati, istituzioni, associazioni di categoria e formazioni politiche, per fermare il disegno del WTO a Cancun e le proposte sostenute dall'Unione Europea. Per questo, come primi passi necessari, noi chiediamo al Governo italiano ed all'Unione Europea di:

* escludere dalle richieste e dalle offerte in ambito di negoziato GATS la liberalizzazione di tutti i servizi
essenziali e di adoperarsi per ridurre l'invasività del GATS ristabilendo la sovranità nazionale e locale
nella definizione dei regolamenti sulla fornitura dei servizi;
* arrestare il tentativo di allargamento del mandato e dei poteri del WTO in vista della V conferenza
Ministeriale di Cancun e di opporsi all'apertura di nuovi negoziati;
* interrompere la concessione dei sussidi - comunque camuffati - alle esportazioni di prodotti agricoli,
ponendo così fine alle pratiche di dumping che danneggiano irrimediabilmente i piccoli produttori europei
e dei paesi in via di sviluppo; assicurare la massima trasparenza delle forme di sostegno alla produzione,
come nel caso degli aiuti diretti; creare meccanismi per la protezione delle produzioni locali favorendo il
raggiungimento della sovranità alimentare nel nord come nel sud del mondo;
* proibire all'interno dei negoziati TRIPS il riconoscimento della brevettazione sotto qualunque forma delle
risorse genetiche affermando il diritto di ogni paese a tutelare nelle forme più appropriate le sementi e più
in generale la biodiversità, i saperi e le conoscenze tradizionali dal controllo monopolistico di un ristretto
numero di grandi aziende private;
* impegnarsi per la piena ed effettiva attuazione delle eccezioni sanitarie previste dagli accordi TRIPS,
affinché i paesi del sud del mondo possano produrre ed importare i farmaci generici, necessari a garantire
il diritto alla salute delle popolazioni.

Crediamo anche che sia giunto il tempo di istituire un sistema di regole chiare e vincolanti che definiscano per le imprese multinazionali garanzie ma soprattutto trasparenza e doveri al pari di quelle richieste agli Stati, e di impegnarsi affinché le tematiche ambientali, sociali e di sviluppo locale siano considerate come le priorità e gli obiettivi delle politiche commerciali. Dovrà risultare chiaro che la commercializzazione del cibo deve necessariamente seguire criteri e regole che gli sono propri e specifici e che debbono essere negoziati in luoghi appropriati tenendo conto prima di tutto della salvaguardia del diritto fondamentale di ogni persona e di tutti i popoli a veder garantita la propria sicurezza alimentare.

Il successo di questa lotta comune ci darebbe la possibilità di lanciare con forza le nostre proposte di regole democratiche e trasparenti per un commercio internazionale basato su una giustizia sociale ed economica per tutti, e per la protezione dell'unico pianeta che abbiamo e che non possiamo mettere in vendita.

Per informazioni: http://www.campagnawto.org/ - mailto:info@campagnawto.org

 

5-6 luglio 2003
Da Palermo verso Cancun, le richieste della campagna ai ministri dell'UE

Le iniziative di Palermo...

Durante il fine settimana del 5 e 6 luglio a Palermo c'era anche il famoso Corporate Giant, l'enorme pupazzo che rappresenta un banchiere della City protagonista della protesta nelle strade di Seattle nel 1999 in occasione della terza ministeriale del WTO.
Ma c'erano anche tanti membri della società civile internazionale ed italiana. Tutti arrivati a ricordare ai ministri del commercio dell'Unione europea e al commissario Pascal Lamy, convenuti a Palermo per una riunione informale che doveva fissare la linea dell'Unione per la prossima ministeriale del WTO a Cancun, dal 10 al 14 settembre, che l'espansione dell'agenda dell'Organizzazione mondiale del commercio e i possibili accordi sull'agricoltura in sintonia con la posizione americana non farebbero che favorire gli interessi delle grosse multinazionali occidentali, a scapito dei paesi in via di sviluppo, in buona parte infatti contrari.

La Campagna italiana "Questo mondo non è in vendita", insieme alla rete europea Seattle to Brussels, hanno movimentato il caldo fine settimana palermitano con seminari, incontri di strategia, eventi di piazza, biciclettate e la consegna ai ministri delle richieste delle Ong e delle associazioni su quello che l'Ue dovrebbe fare al vertice di Cancun.
Quindi non solo posizioni di contrasto, ma anche contenuti, approfonditi durante il seminario del 5 mattina, che ha visto l'intervento di esponenti di importanti Ong internazionali, come Friends of the Earth, World Development Movement e Arab Ngo Network, ed italiane, tra le altre Greenpeace e Legambiente. E proprio nel seminario si è discusso di due degli argomenti più caldi che attualmente monopolizzano l'agenda del WTO: i "nuovi temi", ovvero i cosiddetti Singapore Issues, e l'agricoltura.
Ma anche momenti festosi, con i circa cento i bici-attivisti che la domenica mattina hanno colorato le vie di Palermo con le bandiere della pace. Ad attendere in Piazza Indipendenza i ciclisti anti-Wto della Campagna Questo mondo non e' in vendita pane e panelle a volontà grazie alle botteghe del Commercio Equo e solidale di Palermo Le Rosa di Atacama e Fata Zucchina. ...le nostre richieste... Prima dell'ingresso a Palazzo dei Normanni della delegazione ufficiale, foto ricordo per la delegazione della campagna davanti a una tavola apparecchiata con prodotti tipici da salvare contro le nuove regole del Wto, ai piedi del Corporate Giant.

Sicuramente il passaggio più importante però è stato la consegna a Palazzo dei Normanni, sede del vertice, delle richieste ai ministri.
Il documento, di poco più di 2 pagine, sottoscritto da oltre 100 tra organizzazioni ed associazioni europee, può essere sintetizzato in questi quattro punti fondamentali:

- I ministri del commercio dell´Unione europea devono ritirare il loro sostegno allinizio dei negoziati sui nuovi temi Singapore Issues (liberalizzazione degli investimenti allestero, politiche sulla competizione, trasparenza sugli appalti pubblici internazionali e facilitazione delle pratiche commerciali). Questo vuol dire una revisione del mandato negoziale conferito dal Consiglio al Commissario Lamy nel 1999, prima della terza ministeriale del WTO a Seattle.

- I ministri devono smettere di impegnarsi in strategie per "accordi ingannevoli". I ministri sono invitati a rispettare gli impegni precedentemente presi per ridurre il dumping sui sussidi e per muoversi nella direzione di un´agricoltura più sostenibile senza richiedere come contropartita delle ulteriori concessioni da parte dei paesi in via di sviluppo.

- I ministri devono sostenere l´agenda per rivedere e riformare radicalmente le esistenti regole sul commercio piuttosto che forzare l´avvio di un nuovo insieme di negoziati che la maggior parte dei paesi in via di sviluppo non vuole.

- I ministri devono assumersi le loro responsabilità per quel che riguarda le proprie decisioni nel periodo di avvicinamento alla ministeriale di Cancun. Si incoraggiano quindi i paesi membri dell´Ue a far sentire le loro preoccupazioni in merito allattuale posizione della Commissione europea sui nuovi temi ed a sostenere unagenda negoziale europea che risponda maggiormente alle preoccupazioni dei cittadini dellUnione ed alle richieste di riduzione della povertà e di sviluppo sostenibile.


...la posizione europea...

Purtroppo l'Unione non sembra essere sulla stessa lunghezza donda della società civile dei suoi stati membri anche se alcuni parlamenti e governi europei iniziano a mettere in dubbio la linea negoziale che verrà tenuta a Cancun. E' di questi giorni la notizia che il nuovo Governo belga intende proporre la revisione del mandato di Lamy, in particolare per quanto riguarda il negoziato sui servizi (GATS), mentre il ministro dell'ambiente inglese, la baronessa Amos, ha per la prima volta riconosciuto che il negoziato sui nuovi temi potrebbe non essere una priorità nell'agenda negoziale dell'UE ed il parlamento inglese ha impegnato il Governo nella stessa direzione.
Durante la conferenza stampa di fine vertice il vice-ministro Urso ed il commissario Lamy hanno confermato l'intenzione di voler raggiungere un accordo sull'agricoltura che parte da posizioni comuni con gli Usa, soprattutto dopo l'approvazione della politica agricola europea (PAC) duramente criticata dalle Ong del settore. Oltre alla PAC anche la nuova normativa sull'etichettatura dei prodotti ogm sembra far cadere un altro elemento di frizione tra Ue e Usa. Ricordiamo che gli Usa hanno intentato una procedura formale al WTO contro l'Ue proprio a causa della moratoria europea dei prodotti contenenti ogm.


... e la situazione dei negoziati

Le due superpotenze mondiali sembrano inoltre marciare in sintonia anche sulla delicata questione dei nuovi temi. L'effetto dell'espansione dell'agenda del WTO, e quindi di un' accentuata apertura dei mercati dei paesi in via di sviluppo agli interessi delle grosse multinazionali occidentali, sembra infatti convincere sia Lamy che Zoellick, il suo collega d'oltre oceano.
Molto meno daccordo la maggioranza dei paesi in via di sviluppo a partire da Cina, India ed il gruppo dei paesi più poveri. Proprio questi ultimi, durante il loro meeting tenutosi a Dhaka, Bangladesh, nello scorso giugno, hanno preso una posizione fortemente contraria ai nuovi temi.

Il loro timore, condiviso dalle reti internazionali di Ong ed associazioni che fanno campagna sul WTO, è che i vantaggi per le loro economie derivanti dalla liberalizzazione degli investimenti siano pressoché nulli, anzi che le conseguenze potrebbero essere decisamente negative. Daltronde i loro timori sembrano essere suffragati dai fatti. Oltre a numerosi studi autorevoli che confermano questi pericoli, basta guardare al ruolo che importanti gruppi di lobby che fanno capo alle multinazionali, come l'International Chamber of Commerce, hanno giocato nel plasmare la linea dell'UE sui nuovi temi. Parliamo comunque di consulenze del tutto interessate e fortemente incoraggiate dalla Commissione, ben felice di potersi basare sugli studi dei centri ricerca di questi gruppi di lobby. Nullo invece in proposito il ruolo delle Ong, che tanto avevano da dire, purtroppo rimanendo quasi inascoltate.

Ma nonostante ciò il pericolo che Cancun sia una nuova Seattle e che, come negli Usa, i nuovi temi non entrino nell'agenda del WTO c'è ed è molto concreto. Le concessioni che Usa e Ue intendono fare ai paesi in via di sviluppo, ed a cui ha vagamente accennato Lamy a Palermo, potrebbero non bastare. Nel frattempo tutte le scadenze negoziali previste prima della ministeriale in Messico non sono state rispettate e lo stesso Supachai Panitchpakdi, direttore generale del WTO, inizia a ventilare l'ipotesi fallimento. Questo è quello che si augura la società civile internazionale, per far sì che Cancun sia il punto di partenza per aprire una nuova fase di consultazione e dibattito che rilanci con forza la proposta di regole democratiche e trasparenti che tutelino gli interessi ed i diritti delle economie più fragili del globo, mettendo al primo posto lo sviluppo sostenibile, i diritti ambientali e sociali dei popoli e non i profitti delle multinazionali.

http://www.cipsi.it/

 

Cancun : accordo sull'Agricoltura?!
Il riassunto sulla situazione del negoziato, con il contributo del Centro Internazionale Crocevia (http://www.croceviaterra.it/ )

Il povero presidente del Consiglio Agricolo Stuart Harbinson, quello che al WTO conduce il negoziato sulla liberalizzazione del commercio dei prodotti agricoli, il 7 di luglio conferma quello che aveva già annunciato il 26 di giugno: le posizioni tra le parti restano lontane ed è difficile metterle d'accordo. Comunque un nuovo appuntamento è fissato per il 16 e 17 di luglio per vedere di fare qualche passo avanti su sussidi all'esportazione, sostegno interno all'agricoltura, accesso ai mercati. L'Unione Europea con la sua mini-riforma della PAC, introducendo il disaccoppiamento dei premi comunitari e lasciando essenzialmente inalterati i sostegni all'esportazione ed altre misure collaterali, mantiene intatta la strategia di conquista aggressiva dei mercati degli altri.
Gli USA attaccano l'UE sulla moratoria sugli OGM ma tacciono sul resto poiché sanno che non si possono permettere di togliere il sostegno pubblico alle loro esportazioni agricole: sono assolutamente non concorrenziali ne verso l'Europa ne verso altri paesi esportatori detti in Via di Sviluppo.

Le elite locali dei PVS, quelle che adorano produrre per esportare usando il dumping sociale ed ambientale per essere concorrenziali, non hanno avuto soddisfazione alle loro mire ultra liberiste in termini di accesso ai mercati ricchi, in particolare dell'Europa; gli altri PVS in generale ancora debbono capire che cosa ci guadagnano ad accettare le "proposte" avanzate dall'Europa (perché gli USA sono mesi che non propongono niente) e quindi resistono a sottoscrivere impegni fosse anche solo sulle modalità con cui deve procedere il negoziato a Cancun sull'agricoltura.
Niente però può impedire un accordo esclusivamente politico, all'ultimo momento, dove l'UE scambia con gli USA concessioni sull'agricoltura con contropartite nel settore dei servizi o degli investimenti.

 

QUESTO MONDO NON E' IN VENDITA
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Con l'adesione e il sostegno di: Associazione delle Botteghe del Mondo, Ctm-Altromercato, Wwf, Medici Senza Frontiere, Campagna Sdebitarsi, Acea onlus, Sinistra Ecologista, Un altro mondo Onlus, Peacelink, Traduttori per la pace, Ass. Un mondo senza guerre, Forum per la democrazia costituzionale europea, Territorio scuola, Ass. Tatavasco, Coord. Milanese la pace in comune, ACLI Milano, Civiltà Contadina, Ass. Il seme, Ass. Kokopelli, Ass. Verdelitorale, Servizio Civile Internazionale, Brusciano sinistra giovanile, Ass. Marco Mascagna onlus, Coop il Ponte, Rete controg8 - per la globalizzazione dei diritti, MIR - Movimento Internazionale della Riconciliazione, Ass. Soleterre - strategie di pace, Sud Pontino Social Forum, Coop. sociale San Paolo, SULTA, Economica internazionale (ICEI) Istituto cooperazione, Gruppo No-Wto Aquila, Peoples' Law Programme, Commissione "Globalizzazione e ambiente" (Glam) della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, ASVI (Agenzia per lo Sviluppo del No Profit), Ass. Le Formiche - Omegna, IPSIA - Milano, La Bottega della Solidarietà Calumet -Catania, Le Rose di Atacama - Palermo, Gruppo d'acquisto la fata Zucchina - Palermo