PIU' DI 800 DOCENTI HANNO GIA' FIRMATO L'APPELLO A CIAMPI 31.7.2001 - Questo il testo dell'appello a Carlo Azeglio Ciampi firmato da 530 docenti universitari e a cui hanno già aderito altri 372 docenti.
"Signor Presidente, Noi, docenti universitari e rappresentanti delle Istituzioni di fronte alle giovani generazioni, ci rivolgiamo a Lei, quale supremo garante delle libertà costituzionali nel nostro Paese. I gravi fatti accaduti a Genova hanno fatto sorgere in noi i seguenti drammatici interrogativi.
1) Perché, nonostante le imponenti misure di sicurezza adottate, le minoritarie bande di violenti sono state lasciate libere di agire e di compiere le loro efferatezze?
2) Perché le forze dell'ordine - invece di isolare i violenti e proteggere i manifestanti come era loro dovere - hanno ripetutamente ed ingiustificatamente caricato interi spezzoni del corteo e picchiato a sangue manifestanti pacifici?
3) Perché un carabiniere, inesperto ed impaurito, ha ritenuto lecito uccidere come unica forma di difesa? Non può che lasciare sconcertati il ricorso, in compiti così delicati, a personale di leva privo della necessaria esperienza.
4) Perché le forze dell'ordine, invece di agire in maniera preventiva e selettiva, hanno deciso di procedere ad un improvviso assalto notturno, picchiando a sangue giovani - italiani e stranieri - del tutto estranei ai fatti di violenza?
5)Perché alle persone fermate è stata negata l'assistenza legale e sono state inferte ulteriori vessazioni?
È sconcertante l'assenza di informazioni su decine di manifestanti di cui non è dato sapere la sorte. Questi fatti, che hanno provocato la profonda indignazione della stampa estera e l'avvio di un'indagine da parte di Amnesty International, fanno purtroppo nascere il sospetto che sia in atto una strategia di intimidazione e di criminalizzazione del dissenso. Noi riteniamo che la possibilità di manifestare civilmente e pacificamente, come era nelle intenzioni della stragrande maggioranza degli italiani e degli stranieri presenti a Genova, sia un diritto essenziale ed incoercibile in una società democratica.
Noi confidiamo in Lei, Presidente, affinché vengano interamente chiarite tutte le circostanze citate sotto il profilo disciplinare, giuridico e delle responsabilità politiche."