Destre a Roma: cultura, aggregazione, egemonia.
Fra i quartieri di Roma:
Approfondimenti:
"Dagli stadi ai quartieri e dai quartieri agli stadi". Intervista a Guido Caldiron,
autore del libro 'LA DESTRA PLURALE'
SCHEDA: Movimenti di estrema destra in Europa
Perchè una inchiesta?
Qual è l'immaginario del 'nuovo' fascismo urbano? Come diventa linguaggio, cultura diffusa, senso comune? Quali sono i luoghi di aggregazione su cui esercita egemonia?
Questo approfondimento si pone l'obiettivo di comprendere le trasformazioni della destra cittadina -sia essa istituzionale, antisistemica, 'sociale'- attraverso l'analisi del simbolico, delle forme di comunicazione, della cultura che essa produce soprattutto nei quartieri popolari, analizzando anche i luoghi di aggregazione che predispongono alla socializzazione della violenza, dell'esclusione, del razzismo.
Vogliamo dare visibilità alle mutazioni politico-sociali di questi quartieri, utilizzando, da una parte, le forme della testimonianza orale come una bussola della memoria che ricostruisce mappe e storie, dall'altra, immagini e visioni per rappresentare le diverse trame culturali - linguaggi, segni, simboli - che formano l'ideologia ed i 'sentimenti' delle nuove destre.
Intendiamo questa 'inchiesta' non come un lavoro ristretto, per pochi 'esperti', ma come una iniziativa aperta a tutti i contributi di chi conosce il proprio territorio e vuole condividere le proprie esperienze, per tentare, insieme, la reinvenzione degli strumenti di analisi e di conflitto, per contrastare questa ondata di regresso e subcultura che oscura e immiserisce le coscienze, per costruire moderne 'asce di guerra'.La redazione di Altremappe - Aprile 2001
Incontriamo Leonardo a via delle Resede, nel cuore di Centocelle, nella sede del comitato di quartiere.
Figura storica del 'movimento' di Roma sud da almeno venti anni, ci accoglie
nel bel mezzo di una delle attività del comitato: un progetto interculturale
gestito da donne immigrate. Forse non avremmo trovato un osservatorio
migliore per scrutare l'evoluzione delle culture di destra nei quartieri
popolari.
Altremappe: Quasi dieci anni di attività culturali, sociali e di
mobilitazioni dal basso a Centocelle, quindi una conoscenza profonda del
quartiere. E allora, per essere subito sgradevoli, cosa vuol dire essere
'circondati' da tre circoli di Alleanza nazionale?Leonardo: la prima reazione potrebbe essere di grande preoccupazione, ma ad
una analisi più approfondita scopriremmo che in realtà queste sedi, con
l'eccezione parziale di via delle Palme, hanno scarso radicamento
territoriale e fungono, più che altro, da riferimenti lobbistico-elettorali
per tre diversi colonnelli nazialleati.
Un riscontro di questa scarsa presenza, l'abbiamo avuta, recentemente, in
occasione dell'iniziativa antirazzista a Casilino 23 contro il 'brindisi'
con il quale A.N. intendeva festeggiare il definanziamento regionale per la
realizzazione del villaggio rom di via dei Gordiani. In questa occasione
abbiamo constatato quanto ancora pesino le tradizioni democratiche e
solidali di questo territorio, che ha isolato in un silenzio assordante la
provocazione fascista. Quel giorno di militanti locali di A.N. se ne sono
contati appena una decina.Altremappe: se questa presenza, per fortuna, non ha ricadute sociali
immediate, comunque ci 'parla' di un senso comune che si afferma (per ora
solo sotto forma di delega) in un quartiere che ha visto lo sviluppo di
molte esperienze legate all'autoorganizzazione, alla sinistra antagonista e
alternativa. Puoi farci, brevemente, una mappa di questa storia?Leonardo: fin dagli anni settanta, questo territorio si è caratterizzato per
una ricchezza plurale delle esperienze politiche, sia della sinistra storica
che di quella 'sociale' o extra parlamentare. Basti pensare alle numerose
sedi del Pci, di Lotta continua, del Manifesto, o più tardi dell'Assemblea
comunista Centocelle, ma anche alla presenza di collettivi o comitati
autorganizzati legati alle lotte per la casa, per le autoriduzioni, per gli
spazi sociali.
Sottolineo, per dovere di cronaca, che Centocelle si è caratterizzata, da un
lato, per una forte presenza comunista di movimento poco ideologizzata e
dogmatica, ma molto attiva nell'intervento territoriale legato ai bisogni e
alle necessità popolari, dall'altro, per la sostanziale marginalità
dell'area politica legata alla storia e alle pratiche dell'autonomia
operaia.Altremappe: quali sono state le trasformazioni sociali degli ultimi venti
anni che ci aiutano a comprendere, anche nell'ottica della nostra inchiesta,
i cambiamenti culturali, di relazioni e di vita di questo territorio?Leonardo: la struttura urbanistica è radicalmente mutata, come il resto
della città e della ex periferia romana.
Centocelle non è più periferia, sia perchè ormai 'superata' dalla nascita di
insediamenti abitativi sempre più estesi fisicamente e più degradati
socialmente, sia perchè sempre più collegata nei servizi e nel trasporto
alle zone prossime del centro cittadino. La sua composizione sociale ormai
ci parla di un quartiere sempre più vecchio, con forti presenze di
pensionati, impiegati e commercianti. Grande rilievo assume la presenza
degli immigrati, con una peculiare condizione di visibilità, poco 'sociale'
e più legata alle loro specifiche condizioni di vita e di lavoro: il
quartiere 'li incontra', generalmente, la mattina presto quando si avviano
nei mille lavori precari e/o sottopagati, o il pomeriggio quando vanno a
riprendere i figli all'uscita di scuola.
Il problema principale di chi continua a pensare e ad agire in modo
collettivo, è quello di reinventare gli strumenti d'interlocuzione con una
società profondamente cambiata, che spesso trasforma il diffuso senso di
precarietà economica, sociale e culturale, in una confusionaria e ossessiva
ricerca del caprio espiatorio o del 'colpevole' perfetto. Ecco che allora, a
seconda dei casi, esso assume le sembianze dell'extracomunitario, dello
zingaro, del marginale.
Non ci si immagina più come comunità, comunque allusiva ad una pur vaga idea
di solidarietà e di autocostruzione di risposte dal basso ai problemi del
territorio, ma si vive atomizzati ognuno con il suo piccolo o grande dramma,
da risolvere o esorcizzare privatamente.Altremappe: Per concludere, come invertire una tendenza decennale che vede
ormai quasi tutti i luoghi di socializzazione dei quartieri popolari - bar,
bische, sedi del tifo organizzato - attraversati esclusivamente da linguaggi
e culture escludenti, razziste e regressive? E che ruolo possono avere
alcune esperienze alternative, come ad esempio i centri sociali, nel
proporsi come modelli di alterità sociale e culturale?Leonardo: qui si pone un problema ormai storico, che va affrontato con il
massimo del realismo e dell'attenzione.
Indicherò una banalità, ma la questione centrale è che un certo tipo di
sinistra, nella sua 'ritirata strategica', ha abbandonato quei luoghi
definiti poco 'politici', ma così importanti per la costruzione di qualsiasi
ipotesi 'antagonista' di comunicazione, di socialità, di cultura.
Sapevamo che quel pezzo di società - proletaria, sottoproletaria,
marginale - si autorappresentava secondo modalità diverse e spesso un po'
'rozze', rispetto i nostri canoni politicamente corretti, ma comunque
rimaneva il 'nostro' pezzo di società, i 'nostri' naturali referenti
sociali.
Dall'inizio degli anni 80 anche l'esperienze legate alle occupazioni e agli
spazi autogestiti, si sono sempre più chiuse in se stesse, fissando uno
scarto decisivo tra le giuste e legittime rivendicazioni 'interne' e i
bisogni e le problematiche inerenti all'intero territorio.
Spesso anche le attuali intuizioni politiche sulle battaglie
antiglobalizzazione (da Seattle in poi), faticano ad entrare in un circuito
di comunicazione più largo rispetto alla cerchia dei militanti. La sfida ora
è proprio questa: riuscire a far precipitare fin dentro la battaglia locale
del quartiere, i ragionamenti d'analisi che hanno individuato nel modello
neoliberista la causa primaria e generale delle moderne contraddizioni
economiche, politiche e sociali, e su questo ricostruire un 'blocco sociale'
che possa unire la casalinga, il pensionato, l'immigrato, lo studente e il
precario.Aprile 2001
XI municipio, intervista a Remo Terenzi
-Ho qui con me il consigliere circoscrizionale dell' XI municipio,
appartenente a R.C., Remo Terenzi, da poco uscito dalla giunta
circoscrizionale e chiedo a lui, che oltretutto è anche figlio di Sergio Terenzi, un
noto comunista, qui a Garbatella, oltre che un grande capo tifoso della
Roma, come gli sembra che sia cambiata Garbatella negli anni , attraverso i
momenti fondamentali della sua storia politica.
-Io sono nato a Garbatella, vengo da una famiglia di antifascisti e
comunisti, sono nato nel 55' e già intorno al 61'/62' c'erano i famosi
comizi che il partito comunista faceva davanti al cinema"Palladium" e
non vivendo in un'era "catodica" come adesso, c'era una
partecipazione popolare enorme, la piazza era completamente piena e la gente arrivava
fino all'attuale STANDA a v. Caffaro; francamente c'era anche una forma
di solidarietà diretta fra i cittadini, fra gli abitanti dei lotti, che
in questo momento purtroppo è scomparsa; è un momento drammatico,
quello in cui viviamo, dato che la solidarietà popolare che esisteva a
Garbatella, già dagli anni 75'/76' è cominciata a scomparire.
Mio padre è stato un grande comunista, a Garbatella, oltre che un tifoso
romanista e coniugava tutte e due le" fedi," quella "giallorossa" e
quella" rossa", proprio col fatto che era una componente popolare,
facendo anche della sua passione sportiva un impegno civile: lui si occupava
soprattutto di bambini che non avevano la possibilità di andare allo stadio
e cercava in tutti i modi di agevolarli per portarceli lo stesso. Io ho
militato dall'età di 15 anni a Lotta Continua e la composizione, a quei
tempi , negli anni 70, era formata da diversi gruppi politici: c'era la
sede di Lotta Continua (Lotta Continua per il comunismo, sez. Piero Bruno), c'era il circolo anarchico Carlo Caffiero, c'era Democrazia Proletaria,
poi PDUP, verso v. Macinghi Strozzi, c'era la FIGC qui in v. Passino
c'era il Partito Socialista Italiano; addirittura prima di Lotta Continua c'era il famoso PSIUP, Partito Socialista di Unità Proletaria. In quel periodo, posso ricordare con orgoglio e anche con una certa nostalgia,
quando ci furono gli scontri qui a Garbatella, per la venuta di Caradonna a
piazza S.Eurosia, dove, sia la polizia che, purtroppo, il P.C., contestarono
la manifestazione di molti compagni e compagne della sinistra
extraparlamentare e io mi ricordo, veramente con orgoglio, la gente dai lotti che ci
tirava i limoni contro le bombe lacrimogene, ci aiutava, ci apriva le case, e
questo ci permise di evitare gravi perdite.
Oggi, la composizione sociale qui a Garbatella è un po' cambiata e in
quei seggi che erano storici, del P.C., e anche permeati dalla presenza
della sinistra extraparlamentare, dove c'era l'85, 90% di compagni e
compagne che votavano a sinistra, adesso, purtroppo, abbiamo un voto che va a
destra, abbiamo un voto che premia A.N. o Forza Italia.
Ripeto, ho l'amarezza di constatare che c'è questo cambiamento di
vedute, che ha ridotto questo quartiere, da un quartiere solidale e unito, a
un quartiere come vogliono che sia, un quartiere blindato, in cui non c'è più quella solidarietà, dove nessuno conosce più il proprio vicino.
La mia speranza è che si riesca, anche attraverso le realtà
territoriali che ci sono e soprattutto alle compagne e ai compagni più giovani, a
ricostruire quel clima, che io chiamo quasi di amore, che rendeva Garbatella
speciale.
Francamente, oggi, tolta la struttura architettonica, Garbatella non è
più così speciale.Ci sono frequenti infiltrazioni di soggetti
negativi , di fascisti. Io posso dirti che fino a circa cinque anni fa, i
fascisti non arrivavano neanche a metà di v. delle Sette Chiese, adesso ci
troviamo i loro manifesti anche davanti al centro sociale e a Rifondazione, o a
v. Caffaro!
-Una seconda domanda, tu prima hai fatto riferimento allo stadio, e,
adesso, ai giovani: come interpreti la composizione "nera", delle curve,
indipendentemente dalle tifoserie?
-Questa è una cosa che mi fa piacere che mi domandi. La Roma, fino agli
anni 85'/90', era definita una curva "di sinistra", mentre invece la
Lazio era connotata a destra. Adesso, con il degrado delle periferie, con
un sottoproletariato abbandonato, dove, non dimentichiamolo, Tilgher a Tor
Bella Monaca prende circa 1000, 2000 voti, quello che avviene nello stadio
adesso rispecchia quello che succede durante la settimana nella società:
vedi le aggressioni agli immigrati, vedi quello che succede
all'Esquilino, al Tintoretto, ecc.
Un momento, le tifoserie di Roma e Lazio, o almeno una parte, adesso sono
unite tra loro, non c'è più quel serio antagonismo sportivo per cui io
tifo Roma, indipendentemente dal colore politico, ma adesso c'è un
connubio d'interessi, soprattutto politici; non a caso, dopo i "fatti di
Brescia", furono arrestati tifosi laziali e romanisti insieme , oppure
anche a Verona, dove, alcune frange di tifosi della Roma avevano
"gemellato" coi tifosi del Verona.
E poi, le forze dell'ordine che operano tutte le domeniche allo stadio,
come conoscono tutti noi, non riesco a capire come facciano a non conoscere
quei personaggi che si nascondono dietro i fazzoletti e dietro gli slogan
razzisti e fascisti e fanno finta di non vederli; non vorrei che ci fosse
una forma di connivenza, da parte di alcune frange delle forze
dell'ordine.Aprile 2001
Abbiamo incontrato due compagni del Pigneto: Daniele del Comitato di quartiere e Marco del c.s.o.a ex Snia Viscosa. Il quartiere alle porte della Prenestina, storicamente aperto alle differenze e alle contaminazioni ha visto negli ultimi anni il tentativo di insediamento da parte di alcuni gruppi di destra.
E' in questo contesto, fra l'altro, che hanno avuto luogo le vicende del 27 marzo, quando a una pacifica contestazione contro l'inaugurazione di una sede di Alleanza Nazionale sono seguiti i provvedimenti giudiziari nei confronti di Guido, Sandro e Giordano tuttora inspiegabilmente agli arresti domiciliari.
Altremappe: La destra è stata sconfitta al primo turno, a differenza di quanto è accaduto nella maggior parte dei municipi di Roma, questa controtendenza è spiegabile con il semplice fatto che il quartiere Pigneto è storicamente un "quartiere di sinistra"?Daniele: Di sicuro il nostro quartiere è identificabile come "quartiere di sinistra", ma ciò non porta a conseguenze per così dire automatiche, come la vittoria del candidato di questo schieramento. La destra infatti, promotrice dell'ideologia di mercato, del successo a spese degli altri, ha fatto di tutto per conquistare il cuore del quartiere cercando di trasformarsi nel valore predominante. Fino ad ora però noi come comitato di quartiere, come struttura non allineata, non facente parte dei partiti siamo riusciti a sconfiggere questa impostazione. Posso dire quindi che il mantenere una tradizione di sinistra scaturisce dalla costante, quotidiana mobilitazione legata alle problematiche più differenziate e più varie che vanno dalla speculazione edilizia al lavoro, alla questione dei supermercati e dei centri commerciali - un esempio è la battaglia portata avanti affinché non venisse aperto un iperdiscount alimentare, battaglia che ha soprattutto aumentato la consapevolezza della gente che non è quel tipo di economia che riqualifica un quartiere, ma piuttosto il potenziamento dei mercati rionali. Abbiamo cercato di lavorare soprattutto per il miglioramento del quartiere, combattendo una strisciante ideologia di destra, che viene fuori se non si è in grado di arginarla costantemente, e che avrebbe voluto la trasformazione del Pigneto in una struttura "più efficiente ma meno umana". L'obiettivo della destra è trasformare il quartiere in una struttura commerciale, stratificata socialmente ed economicamente, mentre noi vogliamo che viga uguaglianza di fondo e solidarietà, che ci sia un miglioramento delle condizioni di vita per tutti a livello lavorativo. Si è cercato come Comitato di quartiere di raccogliere e di portare avanti le richieste dei giovani, in particolare è incominciata una collaborazione con un gruppo più organizzato ed attivo, il Gruppo Giovanile Pigneto (GGP). Questa collaborazione, nata dalla loro esigenza di recuperare spazi all'interno del quartiere, ha portato, dove prima c'era solo una colata di cemento, all'allestimento di un vero campo di calcetto polivalente datogli in gestione e all'occupazione del cinema Aquila. Purtroppo a causa della frequentazione assidua di questi ragazzi di circoli per la tifoseria si è evidenziata una tendenza all'intolleranza, atteggiamento che ha portato ad un raffreddamento dei rapporti. Questo tipo di atteggiamento, l'aggressività mostrata da parte di questi giovani spesso nei confronti degli immigrati, non può essere tollerato e ancora di più in un quartiere come questo dove la presenza di questi ultimi è così alta. Questo ci dimostra come sia difficile e allo stesso tempo necessario, lavorare costantemente per evitare che l'ideologia di destra penetri all'interno di un quartiere dove i fascisti non avevano mai trovato spazio.
Altremappe: Periodicamente nelle vicinanze della sede della Fiamma vengono affissi manifesti dal contenuto "decisamente fascista" e firmati dai "camerati del Nucleo Prenestino", puoi spiegarci chi sono e da quanto tempo agiscono nel quartiere?
Daniele: Il Nucleo Prenestino fa riferimento alla sede della Fiamma, sono fascisti rautiani, presenti in via di Cola Venafro da sette otto anni, all'inizio hanno cercato di fare delle fortissime provocazioni mettendo manifesti contro tutta la tradizione di sinistra, contro la resistenza, contro i partigiani, con discorsi sul nazionalismo e sulla religione. Negli ultimi anni lo scopo di questa sede, (legata ad una storica famiglia fascista che vive al Pigneto, i Marsilio),era quello di consolidarsi come laboratorio politico. La posizione strategica della sede accanto ad uno dei due mercati rionali, fa parte di una precisa strategia di radicamento nel territorio che passa attraverso i luoghi più frequentarti, rendendo più efficace l'azione di volantinaggio banchetti per la raccolta di firme ed attacchinaggio. I contrasti con questa "gentaglia" sono stati pesanti, le scritte che si leggevano periodicamente sulla via Prenestina e nelle vicinanze della sede e la loro stessa presenza ferivano nel profondo la storia di questo quartiere. Io personalmente ho subito una violenza dopo aver strappato un loro manifesto, sono stato circondato e picchiato; le violenze si sono ripetute e sono state perpetrate anche nei confronti di ragazzi che, semplicemente, uscivano dalla Snia. Ci sono stati poi degli strascichi a questi atti di violenza, sono state fatte delle manifestazioni da parte dei compagni e della gente del quartiere, culminate in particolare con l'irruzione durante un loro riunione nella sede del Pigneto. Queste azioni di solidarietà li hanno ridimensionati notevolmente, la loro sede viene usata ormai solo per preparare i manifesti che vengono affissi solo nelle strette vicinanze di via Cola Venafro e regolarmente strappati.
Altremappe: All'interno del quartiere è molto attivo il Gruppo Giovanile Pigneto, che come ci diceva prima Daniele ha portato avanti alcune iniziative con il comitato di quartiere, mi riferisco all'occupazione del cinema Aquila e al campo di calcetto polivalente, nel quale anche voi come centro sociale avete organizzato un torneo internazionalista. Non è molto chiaro però di che tipo di gruppo si tratti e puoi inoltre spiegare perché da un'iniziale proficua collaborazione con il comitato e la Snia si è arrivati alla rottura con loro?
Marco: Il GGP nasce come "comitiva di muretto", non come forza politica, tanto meno come forza politica di destra, un normale gruppo di amici come ce ne sono tanti in ogni quartiere, individualmente identificabili come tifosi di calcio. Questi ragazzi hanno dai quindici ai trent'anni, e soprattutto i più grandi si portano dietro la memoria di quello che era il Pigneto negli anni '70, valori come la solidarietà l'appartenenza al quartiere e anche al gruppo politico. Ciò che è avvenuto è che questa semplice "comitiva di muretto" ha deciso di non vivere più passivamente il quartiere ma di rivendicare una socialità e degli spazi comuni, guidata soprattutto dalla volontà di protagonismo di un singolo soggetto, che faceva parte di quei ragazzi più grandi. Questa voglia di fare e di essere protagonisti nel quartiere si è tradotta inizialmente nella pubblicazione del giornalino "News Pigneto", in cui prendevano parola tutti quelli che si volevano esprimere, sia facenti parte del gruppo giovanile Pigneto, sia di altri gruppi del quartiere; il loro intento era quello di non schierarsi e di non porre veti di alcun genere, per rendere possibile una pluralità di voci. Naturalmente gli articoli che venivano fuori, dato che il gruppo non era caratterizzato politicamente e mancava di un'analisi sociale, davano voce anche a dei personaggi che negli articoli esprimevano dei valori xenofobi, di destra, di violenza contro il diverso non molto ragionati. Naturalmente, essendo "News Pigneto" aperto a tutti, anche noi come centro sociale abbiamo scritto in risposta a questi articoli, creando all'interno del giornale una dialettica costruttiva. Altremappe: Come è potuto allora succedere che il giornalino, ora"La bomba" nato per dar voce alle istanze del quartiere si sia trasformato in portavoce di valori di destra? Marco: Effettivamente gli articoli hanno cominciato a mostrare toni sempre più destroidi, forse dovuto al fatto che "La bomba" pur non essendo voce di un gruppo militante di destra ma di giovani di quartiere, abbia subito una progressiva influenza nei contenuti da soggetti idealmente o materialmente vicini ad An, Fiamma e Forza Nuova. Di conseguenza l'iniziale esigenza di ricostruire determinati valori come la solidarietà e l'amicizia, universalmente condivisibili, ha preso un'altra piega (ricordiamoci che l'amicizia e l'amore sono anche i valori della destra sociale). Questo irrigidimento su prese di posizione intolleranti e di chiusura è avvenuto pian piano, anche a causa di uno scollamento dei rapporti con la Snia che - e questa è stata una nostra mancanza - non ha saputo potenziare la loro voglia di fare nel quartiere. Il passaggio in negativo è stato causato da una struttura debole a livello ideologico di questo gruppo, che si trasformava in ambiguità, campanilismo e prepotenza territoriale. Da parte nostra l'errore è stato quello di tralasciare il dialogo che si era instaurato all'inizio, sarebbe forse stato meglio capire e superare appunto con una dialettica costruttiva le divergenze. Ad esempio la loro proposta di fare del cinema una multisala stile Maestoso (Berlusconi - Cecchi Gori) e non un esperienza dal basso che offrisse film a prezzi popolari, è facilmente comprensibile se si pensa che comunque le loro esigenze sono quelle di ragazzi proletari cresciuti in una società in cui vige l'ideale indiscusso della mercificazione che ha inficiato i modelli di socialità e di realizzazione di risanamento.
Altremappe: E' stato detto più volte che questi ragazzi sono accomunati principalmente dal fatto di essere tifosi, in che misura anche questa loro caratterizzazione ha influenzato l'irrigidimento dei rapporti con voi e con il Comitato di quartiere ed il loro spostamento verso atteggiamenti di destra?
Marco: Sicuramente la sfumatura che maggiormente li caratterizza è l'essere tifosi, di calcio così del loro quartiere. Sappiamo bene che nelle curve di oggi si portano avanti dei valori diametralmente opposti a quelli che caratterizzavano le curve negli anni 70, soprattutto quella della Roma formata da gruppi autorganizzati di sinistra come il Commando, e nella Lazio gli Eagles. È evidente che esiste un progetto politico, ben orchestrato dalle destre, una volontà di radicamento in questa città, che spesso passa dallo stadio. Gli Irriducibili hanno conquistato già da anni la curva della Lazio non solo a livello di merchandising, ma anche e soprattutto a livello ideologico, ne sono un esempio gli striscioni laziali comparsi nell'ultimo derby "squadra de negri" e "curva di ebrei". Anche nella curva della Roma è successa una cosa simile, nonostante sia passata più inosservata, fatta eccezione per alcuni giornali, come per esempio il Manifesto. Praticamente con l'arrivo di Fiore e Morsello in Italia, all'inizio dello scorso campionato, in curva sud c'è stata la cacciata del Commando Ultrà e la presa della curva da parte di "Opposta fazione" e di altri fascisti, che si sono insediati con la scusa che il tifo andava rinnovato. Tutto ciò ci riporta ai gruppi di quartiere e a quello che sta succedendo. E' evidente che il progetto di radicamento sul territorio da parte delle destre stia riuscendo. Dopo gli anni 70 la repressione nei quartieri con la relativa chiusura delle sedi politiche, e gli anni del riflusso hanno contribuito a far mancare dei "valori di guardia" che hanno permesso alle destre, di espandersi a macchia d'olio dallo stadio, alle bische, alle comitive, ai quartieri. Per quanto riguarda le bische esiste una relazione sul lavoro fatto nei quartieri da An, da dieci anni a questa parte, che consiste nell'individuare il "capo muretto", la figura più in vista del bar o della bisca, nel "ripulirlo", dargli una legittimazione come figura del quartiere e fargli aprire le sedi in luoghi strategici sul territorio.
Maggio 2001
Movimenti di estrema destra in Europa
Si chiama Euronat (affiancata da Euronat Giovani) ed è la rete europea che raccoglie organizzazioni di estrema destra cui aderiscono, oltre al gruppo italiano Forza Nuova, il Partito Nazionalista Slovacco, il Vlaas Block belga, il Fronte Ellenico e la spagnola Democracia Nacional; in questo circuito nero sono presenti anche il Movimento Pattriottico Popolare Finlandese, il Partito della Grande Romania, il Partito Svedese Democratico, Aliancia Nacional portoghese, il Deutsche Volksunion e il Partito Nazionalista serbo. Per quanto riguarda la Francia, è il Front National di Le Pen che mantiene i legami più forti con questa rete finanziando gruppi dell'ultra destra antiebraica, in tutta Europa. Allo stesso tempo, attraverso la strada parlamentare, mantiene nel suo paese un consenso del 10% circa. Ovviamente, questi gruppi, al di là delle proprie peculiarità locali, condividono modalità d'azione violente e una serie di "punti fermi": la riscoperta dell'identità nazionale, il blocco delle immigrazioni (accusate di mettere in pericolo le culture locali), la rivendicazione di uno stato forte con un unico partito al potere, il ritorno al sacro, l'abrogazione delle leggi abortiste e la concezione della famiglia come fulcro della crescita demografica.
Periodici sono gli incontri di scambio e di coordinamento, alcuni dei quali si sono svolti proprio nel nostro paese.
Nel novembre del 1998, a Triestesi è tenuta una convention organizzata dal "Fronte Unitario degli Italiani" (associazione neo irredentista diretta dal triestino Mario Ivancich), il cui ospite d'onore era proprio il francese Le Pen. "Crimini contro l'umanità in tempo di pace e mancata applicazione del diritto internazionale nella questione ancora aperta della Venezia Giulia a 50 anni dalla fine del secondo conflitto mondiale", questo il titolo che richiama alcuni temi ricorrenti in tutta la galassia della destra locale, dagli "estremisti" di Forza Nuova e Fiamma tricolore, ai "democratici" di Alleanza Nazionale e delle varie associazioni degli esuli istriani.
Per consolidare i contatti, nello scorso agosto, a Villa Umbra (Perugia), la rivista Orion di cui è editore Maurizio Murelli (condannato per l'uccisione del poliziotto Antonio Marino, avvenuta durante una manifestazione tenuta dall'MSI a Milano nel 1973), ha organizzato un convegno dal titolo innocuo, Università Estate, dove si sono incontrati diversi esponenti della destra radicale europea. Già a maggio del 2000 si era tenuto un incontro a Groppello di Gavirate (provincia di Varese) al quale erano presenti vecchie conoscenze del circuito nero italiano: ex di Avanguardia Nazionale, di Meridiano Zero e "quelli" della rivista Orion di Milano.
Un fenomeno, quello delle Sinergie Europee, che non va sottovalutato sia per l'adesione che queste sigle hanno nei loro paesi, che per il successo conseguito da Haider in Austria, dimostrazione del fatto che può esistere, per queste frange neonaziste, la possibilità di uscire dal minoritarismo.
La situazione italiana
Tra le organizzazioni economicamente più potenti della rete europea, spicca proprio l'italiana Forza Nuova, un movimento politico con un ventaglio di penetrazione che va da Avanguardia nazionale ai naziskin e che conta numerosi sedi in Italia e un centro nevralgico a Londra.
Nella capitale i due leader fondatori del movimento, Roberto Fiore e Massimo Morsello (deceduto da poco), rispettivamente ex di Terza Posizione e dei Nar, sono diventati imprenditori di successo, grazie ad attività differenti. Forza Nuova controlla una serie di ostelli londinesi gestiti dalla sigla "Meeting Point" (referente inglese dell'italiana "Easy London"), la quale funziona come un'agenzia di servizi, offrendo possibilità di lavoro con paghe da fame (per es. sguattero al McDonald's a quattro mila lire l'ora), servizi d'ordine per i concerti del White Power e alloggi ai giovani lavoratori, nelle sue unità immobiliari.
Recente è la denuncia di una studentessa italiana che si era rivolta alla sede romana dell'agenzia (piuttosto nota negli ambienti universitari, dove è facile trovare volantini che pubblicizzano Easy London) per trovare una sistemazione economica in Inghilterra; qui è stata indirizzata al Meeting Point di Londra, ma una volta giunta a destinazione, ha constatato che alla reception della sede principale, alle quattro bandiere di Italia, Francia, Spagna e Germania, ne era stata aggiunta una raffigurante la croce celtica. Le ambasciate d'Italia, di Francia e il Centro di Scambi Internazionali, hanno ricevuto più volte denuncie da parte di ospiti che lamentavano la sporcizia, i prezzi alti delle stanze e i pestaggi eseguiti da una sorta di servizio d'ordine interno che si occupava di "regolare" il buon andamento dei dormitori. Sempre in Inghilterra, esiste una catena di negozi, Charity Shop, che vende abiti di seconda mano, rigatteria e oggetti da mercatino religioso; in Italia (a Bologna, Roma e Latina) esiste la catena The Cross and the Circle point, che fa soldi con l'abbigliamento skin britannico. E ancora, una rete di agenzie di viaggi chiamate appunto "Easy London" (si contano dodici sedi in Italia), case discografiche (due le realtà degne di menzione: "Rupe Tarpea", agenzia di produzione e commercializzazione romana e la "Tuono Records", casa discografica fondata alla fine degli anni '80 nell'ambito del "Veneto Front Skinheads"), una colonia estiva per ragazzi (il cui servizio d'ordine è costituito da naziskin), strutture sportive, un istituto per la lingua inglese e una casa editrice.
I proventi di queste attività, sono stati in parte utilizzati per concludere un "affare" recente: l'acquisto di un villaggio spagnolo, Los Pedriches nei pressi di Valencia, destinato a diventare un centro raduni della nuova destra europea. Altre due iniziative di questo tipo sono state avviate in Francia.
Forza Nuova è in contatto anche con associazioni culturali, come ad esempio il circolo Guido Cavalcanti di Bergamo che si occupa di studi sul Medio Evo, nella chiave di lettura del fascismo storico. Questo circolo propaganda l'ideologia e le pubblicazioni del movimento, il quale gestisce inoltre un sito internet, sfruttando il potenziale di impatto che la nuova modalità di comunicazione offre in forma di scatole cinesi, dove un'organizzazione rimanda all'altra.
Sul piano politico, Forza Nuova non disdegna il gioco delle alleanze: offre a Padova, nelle elezioni comunali, i propri voti al Polo nel turno di ballottaggio, sostiene le petizioni contro l'immigrazione promosse dalla Lega Nord. Non limitandosi al rituale "scontato" della celebrazione annuale della Marcia su Roma, protesta all'insegna di un Europa "cristiana, indipendente ed armata" contro il potere gli Stati Uniti e il "pericolo" rappresentato dall'Islam, contro manifesta in occasione del Gay Pride, promuove presidi contro la "droga di stato" e la "società multinazionale", sostiene la lotta antiabortista affiancando gruppi come Militia Christi.
Gran Bretagna
Qui il National Party è fortemente collegato con i gruppi europei che fanno propaganda alla "cultura bianca" ed è affiancato da un mondo cattolico minoritario di ultradestra, violentemente antisemita.
Inoltre, a Londra, vivono la maggior parte dei latitanti di estrema destra europea e l'organizzazione extraparlamentare più consistente, è Third Position.
Third Position fa parte di un movimento internazionale chiamato "The International Third Position" (con sedi anche negli Stati Uniti e Messico). Lo slogan è "For England and the English" e questi sono i punti fermi: centralità della famiglia (lotta contro l'aborto), recupero della dimensione sacra, difesa della "razza bianca", lotta all'omosessualità come degenerazione morale, ritorno alla vita rurale (ridistribuzione delle terre e delle proprietà alla popolazione inglese), richiesta di una legislazione più severa e sostegno alla pena di morte. Esiste anche una sezione giovani, che conta diverse adesioni nelle scuole superiori e pubblica una rivista mensile, "The Voice of St. George".
Spagna
Il più importante movimento extraparlamentare di estrema destra spagnola è attualmente Democracia Nacional (rete Euronat), erede della Falange spagnola, fondato nel 1995 da Juan Peligro, con un programma politico che promuove i "valori" fondamentali cui aderisce la rete nera europea, affiancati dall'interesse per l'ambiente e l'ecologia. Promuove una serie di campagne, insieme ad altri movimenti locali, in particolare iniziative contro l'aborto e l'uso di droghe leggere. Tra le pubblicazioni del movimento: "La alternativa a la mundializacion. Bases políticas contra el pensamiento único" e "Aborto: Crimen Permitido. Acabemos con el genocidio que está sufriendo nuestro pueblo".Belgio
Nel dopoguerra si forma in Belgio il Mouvement d'Action Civique (MAC). Tra i dirigenti del movimento neofascista c'è Jean François Thiriard (che usa lo pseudonimo di Jean Tisch), ex collaborazionista durante la Seconda Guerra Mondiale.La formazione giovanile del MAC è Jeune Nation. La scena di estrema destra belga degli anni '50 si compone del Movimento Sociale Belga, membro dell'Internazionale Nera, e della VolksUnie, movimento nazionalista fiammingo.
A tutt'oggi, il circuito nero in Belgio è diviso in due tronconi: la parte francese, dominata dal lepenista Front National (fondato nel 1985), e la parte fiamminga, egemonizzata dal Vlaams Block (rete Euronat) che nel '91 ha ottenuto il 6,6% di voti e 12 seggi in Parlamento.
Esistono inoltre, più o meno direttamente legati ai gruppi maggiori, organizzazioni violente e spesso giovanili, come Assault nella zona francofona e Vorstort (Avanguardia) nella parte fiamminga.Austria
In questo paese la vittoria del partito di Joerg Haider (FPO) nasce su un tessuto già articolato di gruppi violenti. Il più noto è Vapo, fondato da uno studente nel 1986, con il programma di dar vita al quarto Reich.I Naziskin in Austria sono circa duemila, divisi in una trentina di gruppi e "Halt", un giornale neonazista, tira circa ventimila copie.
Alle ultime elezioni nazionali, l'FPO, la cui leader è Susanne Riess-Passer, ha conseguito il 26,9% di voti e a Vienna, quartieri tradizionalmente roccaforti dei socialisti, sono passati all'estrema destra.Germania
Nell'ambito della destra neonazista, troviamo: il DVU - Deutsche Volksunion (rete Euronat), i Republikaner e l'NPD (Partito nazionaldemocratico tedesco), formazioni marginali che hanno seguito soprattutto nelle lands orientali e tra i giovani. L'NPD, che può essere considerato tra gli ispiratori della violenza xenofoba che sta attraversando la Germania, rischia di essere dichiarato fuorilegge dalla Corte Costituzionale tedesca.
Polonia
Crescono i gruppi estremisti cattolici e i movimenti di Naziskin. Inoltre, la Confederazione della Polonia Indipendente e la Nazionaldemocrazia, non nascondono la fede neo-hitleriana. D'altronde, in tutta l'Europa dell'Est, l'adesione alle organizzazioni di estrema destra è in vertiginoso aumento, soprattutto fra i disoccupati.
Il partito polacco Movement for Poland's reconstruction di Jan Olszewski mantiene un consenso stabile attorno al 0,7 %.Svezia
In Svezia, come negli altri paesi scandinavi, l'estrema destra è rappresentata dal Partito del Progresso, di ispirazione Lepenista, che negli ultimi anni ha riscontrato un forte incremento elettorale. Altri movimenti "neri" sono: il Partito Democratico (rete europea Euronat), il Partito della Madrepatria, Stop all'Immigrazione e il Fronte di Resistenza Ariana (semiclandestino).Francia
Nell'ambito della scena politica francese, accanto ai tradizionali partiti di ispirazione gollista, troviamo il Fronte Nazionale (rete Euronat) di Le Pen, nato agli inizi degli anni '80 e affermatosi alle Presidenziali del 1992 con il 13,9% di adesioni, provenienti da differenti classi sociali. Movimenti estremi di quest'area sono: il Fane, i Fasci nazionali europei, il TroisiemeVoie, la Jeunesse Nationaliste Revolutionnaire e Skinhead de France.