SVEZIA 19 ottobre 2001
CRISI DEI WTO TALKS!
di Aileen Kwa*
Focus on the Global South
GINEVRA- Gli Stati Uniti e l'Unione Europea, così come anche la Segreteria del WTO si mostrano in difficoltà nel tentativo di spingere, attraverso un nuovo "round" di negoziati commerciali, nuove questioni tramite il Ministerial del WTO del 9 novembre nonostante l'opposizione di più della metà dei membri.Stiamo assistendo, a Ginevra così come nelle capitali, all'utilizzo di tattiche poco chiare- ci riferiamo agli incontri del Super Green Room (come anche il Mini-Ministerial che si è tenuto a Singapore)- tramite la diffusione di false notizie che inducono spesso i Paesi in via di sviluppo a cambiare le loro posizioni e manipolando poi i media in modo da proiettare una realtà diversa rispetto a ciò che realmente sta accadendo nel WTO.
COSA STA SUCCEDENDO?
La prima bozza della Dichiarazione Ministeriale è circolata tra i Membri il 26 settembre. Durante la sua preparazione fino al suo rilascio ci sono state diverse consultazioni di piccoli gruppi di 20-25 Membri che si sono tenute con le porte chiuse su diversi argomenti già oggetto di dispute.
Mentre è vero che si sono tenuti molti incontri informali del Consiglio Generale che hanno sviluppato precisi risultati a seguito delle consultazioni, resta il fatto che il linguaggio utilizzato per la bozza Ministeriale sia il risultato della visione dei presenti nella Green Room e che quindi non riflette la visione della maggioranza, incluso quello dei Paesi in via di sviluppo e quello del gruppo dei Paesi Africani.Si sono già tenuti due incontri dei Mini- Ministerial. Uno alla fine di agosto in Messico ed un altro il 13 e 14 ottobre a Singapore. Entrambi gli incontri hanno avuto circa 20-21 pesi membri come partecipanti, e in entrambi i casi i paesi che non sono stati invitati hanno cercato di ottenere un invito ma senza successo. Quando una delegato di un paese Africano ha tentato di andare a Singapore ha contattato la Segreteria del WTO gli è stato riferito che loro non stavano ospitando l'incontro ma lo stavano solo coordinando.
Il presidente del Consiglio Generale, Stuart Harbinson di Hong Kong, inizialmente pensò di rilasciare anche una seconda bozza dopo l'incontro di Singapore. Poi, probabilmente, per non irritare gli esclusi, questa decisione fu scartata. Un secondo testo della Dichiarazione sarà, comunque, rilasciato alla fine della prossima settimana (circa il 26 ottobre). La strategia adottata dagli Stati Uniti e dalla UE sembra miri ad ottenere un consenso da parte del gruppo dei 20-25 paesi della Green Room mettendo poi sotto pressione i paesi che si rifiutano di aderirvi mediante l'uso di minacce di esclusione.
Ad oggi, le posizioni sono ancora molto discordi. La maggior parte dei Paesi in via di sviluppo che era stata esclusa dal piccolo gruppo di consultazione (quello riunito nelle stanze verdi)- l'LDCs, Paesi dell'Africa e altri- hanno reso pubbliche le loro posizioni al vertice Consiglio Generale.Comunque, hanno diffuso effettivamente (soprattutto durante il vertice di Singapore) l'impressione che questioni ferme da tempo erano state risolte. Un delegato dei Paesi in via di sviluppo lamentava che: " Tutto questo fa parte della preparazione della psicosi per un nuovo round ( giro di trattative)".
C'è anche molta confusione sullo stato attuale delle trattative. Ad un incontro per tutti i membri all'inizio di questa settimana su quello che è successo a Singapore, alcuni delegati hanno commentato che la versione che hanno ascoltato era completamente differente dalle impressioni riportate dalla stampa.
IGNARI DEGLI INTERESSI DEI PAESI NON SVILUPPATI
Lo stato attuale dei negoziati non riflette il bisogno dei Paesi non sviluppati che continuano ad implorare per la discussione di nuove decisioni. Inoltre, il lavoro su Trips e Sanità quest'anno sembra ancora essere un ostacolo insuperabile, includendo tra i fallimenti la proposta presentata da circa 50 Paesi in via di sviluppo nella quale si chiede che niente nella discussione sui Trips impedisca ai Membri di proteggere la Pubblica Sanità.
SPECCHIO PER ALLODOLE
Mentre più della metà dei membri del WTO si oppongono assolutamente all'introduzione di una regolamentazione sugli investimenti, nella Green Room dei negoziati sono continuate le discussioni e una prima bozza su quali tipologie di contatti d'investimento potrebbero essere introdotti. Sembra siano emerse due opzioni: per mezzo della prima, che lascia la possibilità di dissociarsi, tutti i membri negoziano per un investimento e possono decidere d'investire solo alla fine, se vogliono parteciparvi, mentre la seconda è un approccio in due tempi,
per il quale la discussione continua ma con una chiara ingiunzione che i negoziati inizino al 5° Ministerial.Dopo gli accordi un rappresentante delegato della Malesia, che ha aspettato la pubblicazione della dichiarazione( di cui sopra) del vertice del Consiglio Generale sugli investimenti, ha fatto presente che anche la seconda opzione portava dei problemi. Al molesto interlocutore, il suo commento era accompagnato dalle risate dei presenti, ai quali ha replicato " Lasciatemi vedere chi riderà per ultimo e riferendosi a quello che rideva il delegato a cui parlavo disse "Con questa atmosfera puoi immaginare che tipo di piega sta prendendo questo posto".
Al momento, i membri del Cairns Group per i Paesi in via di sviluppo- principalmente i paesi dell'America Latina, Tailandia e Filippine non stanno attivamente rifiutando alcuna regolamentazione sugli investimenti. La speculazione a Ginevra è tale che (tutti i paesi aderenti) hanno accettato gli investimenti da quando l'agricoltura è il loro principale interesse.
Alcuni sembrano essere dell'opinione che un nuovo turno di negoziati (vertice) potrebbe ancora garantire loro la fine dei negoziati sull'agricoltura e probabilmente con risultati migliori. Senza il vertice i negoziati agricoli sotto mandato non andranno sfortunatamente molto lontano ,e la data finale non è nemmeno in vista. Ma altri pensano superficialmente che, anche quando quelli del Cairns Group approvassero nuovi accordi, non otterranno i mercati agricoli che volevano. "L'Unione Europea ridurrà i sussidi quando loro saranno pronti e non quando otterranno un nuovo vertice" sottolinea un negoziatore agricolo.Durante il vertice in Uruguai , è stata usata la solita strategia che lascia la possibilità fino alla fine di decidere se parteciparvi o meno. I membri di Punta del Este hanno concordato (e proposto) un "solo impegno" - principalmente che tutti gli investimenti dovranno essere negoziati e conclusi allo stesso tempo. Però con l'opzione di lasciar la possibilità ai Paesi in via di sviluppo di decidere se concludere solo alla fine della trattativa. Nel bel mezzo del Vertice (in Uruguai), comunque, il significato di " solo impegno" è stato manipolato e deformato da Stati Uniti e UE.
Accordatesi tra loro, tutti i membri hanno dovuto accettare tutto, o niente, del contenuto dell'intero negoziato.
Questo è quello che potrebbe accadere se si adottasse ciò che è stato approvato su investimenti e contratti"FRIENDS OF THE DEVELOPMENT BOX" (Amici per lo sviluppo)
C'è una tale speculazione a Ginevra che i testi sull'agricoltura sono stati interamente abbozzati dagli Stati Uniti - non c'è stata una grossa sorpresa da quando manifestano tanta soddisfazione per tanta speculazione.Nel loro progetto, gli Stati Uniti sembra abbiano completamente accorpato i due gruppi che nei negoziati agricoli erano un tempo così divisi - da una parte l'UE chiedeva che l'agricoltura fosse trattata con altri criteri rispetto all'industria, e i Cairns Group dall'altra parte, che aspirano ad una completa liberalizzazione del settore.
L'agricoltura è stata di solito un punto fermo nei negoziati del WTO, ma sembra ci sia abbastanza soddisfazione per i test momentaneamente disponibili. Un delegato del Sud (del mondo) ha detto: "E' un test bilanciato. Non fraintendetemi, questo non era esattamente ciò che desideravo. Ma ci sono dei rendimenti per entrambe le parti."
Comunque, in contrasto, altri Paesi in via di sviluppo sono rimasti insoddisfatti e in maniera particolare un gruppo che, nel Giugno 2000, ha sottoscritto un documento, il "The Development Box", e fatto varie proposte per quest'anno. Chiamandosi "Amici per lo sviluppo" hanno spinto affinché nella dichiarazione del testo per l'Agricoltura fosse specificatamente menzionato la presenza del " Development box ". I Paesi che hanno aderito sono Cuba, Repubblica Dominicana, El Salvador, Honduras, Kenya, Nicaragua, Pakistan, Senegal, Sri Lanka, Uganda e Zimbabwe . La loro idea è quella di creare una terza forza nei negoziati perché in questi non prevalgano sempre gli interessi degli Stati Uniti, Cairns Group, e UE.
La clausola in questione punta a provvedere ai paesi in sviluppo con flessibilità in misura ai limiti e ai supporti interni al paese (sovrastrutture) per proteggere i livelli già di sussistenza delle loro piccole fattorie, e soprattutto di tutelare i prodotti nazionali dal crollo dei prezzi.La specifica clausola a proposito del Development box nella dichiarazione è molto importante per loro perché, nonostante la loro stessa attiva partecipazione nei negoziati del WTO per l'agricoltura in corso, precedentemente le loro proposte, contenute nel D.box, sono state prima elegantemente accettate e poi ignorate dagli stati più forti. Se non c'è un chiaro mandato per questa trattativa nella dichiarazione, le proposte che hanno raccomandato per due anni rischiano di cadere. Il Consiglio ha anche attivamente scoraggiato altre proposte simili. Hanno cercarono di dissuadere un delegato dei Paesi in via di sviluppo che voleva aggiungere la propria firma qualche mese dopo che era stata presentata la carta delle proposte per lo sviluppo. Al documento era stata cambiata l'intestazione con "Chiedere la luna".
STATI UNITI / SVIZZERA RIFIUTANO DI DISCUTERE IL TEMA DELLA SALUTE
Trips e Assistenza sanitaria pubblica sono state questioni discusse da più della maggioranza dei paesi sviluppati. Questi hanno premuto duramente perché una dichiarazione separata fosse sottoscritta al convegno. Nelle recenti settimane si è discusso molto su quest'argomento, ma senza raggiungere risultati positivi. Stati Uniti, Svizzera e ultimamente anche il Canada tra i paesi che hanno opposto più resistenza. Il dialogo è interrotto. Non c'è un accordo sul titolo né tantomeno sul contenuto. I Paesi in via di sviluppo vorrebbero una dichiarazione su Trips e Assistenza Pubblica mentre gli Stati Uniti vorrebbero ridurlo a Trips e HIV.Un delegato Africano, ormai esausto dal procedimento ha commentato: "Ci stiamo vedendo ogni giorno dalle 3 alle 6 del pomeriggio. E' una tortura. Non siamo nella posizione di batterli. Per ogni argomento che proponiamo, loro ne hanno uno contrario. Hanno degli avvocati che hanno lavorato sui mandati IPR per trent'anni, non c'è competizione, ci battono sulle parole. Quello che ci sembra in positivo, finisce per essere più restrittivo ( dei mandati già esistenti)."
Un altro delegato, anche lui in rappresentanza dei paesi dell'Africa dice che il gruppo dei Paesi in via di sviluppo che lavora su questo tema è molto delusa. "L'altra parte vuole imporre più condizioni. Quello che volevamo fosse approvato era una maggiore chiarezza sui mandati dei Trips già esistenti, un po' troppo flessibili. Non abbiamo chiesto di rettificarli, solo chiarezza, per avere una comune comprensione. Non abbiamo fatto alcun progresso nel dibattito ormai così lontano. Siamo ancora dove eravamo a giugno, le cose continuano ad essere uguali".
" Io do la colpa al Consiglio" dice . "Noi abbiamo già consegnato le nostre proposte su come dovrebbe essere la dichiarazione. E anche l'altra parte ha dato la sua versione. Quello che il Consiglio avrebbe dovuto fare era di mettere i due testi insieme. Invece noi stiamo ricominciando da zero. Quando parliamo di importazioni parallele, loro si appellano all'art.28 dei diritti di privativa industriale. Stanno anche cercando di ridurre l'articolo 6 sulla flessibilità ed accorparlo all'art.28.
CONDIZIONI AMBIENTALI - CHI E' IL TRASGRESSORE?
L'Unione Europea ha inaspettatamente incitato alla formulazione di nuove regole sull'ambiente, sia per ciò che riguarda il WTO che per il sistema di relazioni con convenzioni multilaterali chiedendo principi precauzionali e classificazioni. Stanno tentando di placare l'opposizione dei Paesi in via di sviluppo, offrendo un approccio in due-fasi, un programma di lavoro iniziale per chiarire regole all'interno della Commissione per il Lavoro e l'Ambiente, eventualmente conducendo(guidando) i negoziati al 5° Ministero.L'opposizione comunque continua a tenersi piuttosto alta. L'UE nell'incontro nella Green Room prima del Mini-Minesterial di Singapore ha fatto appello affinché i Membri comprendano che questi sono problemi politici legati ai loro sostenitori interni. Un rappresentante dei Paesi Sud Est Asiatici gli ha replicato che l'UE dovrebbe poi trovarla una soluzione politica, più che una operazionale con la quale quei paesi non possono convivere.
Cronache informali sull'esito del Mini-Ministerial di Singapore dicono che i Cairns Groups, che inizialmente si erano opposti a regole sull'Ambiente per paura di protezionismo sui prodotti agricoli, sembra abbiano mostrato segnali di cedimento. La maggioranza dei Paesi in via di sviluppo comunque stanno ancora tenendo opposizione dura. Dicendo come il WTO lavora essenzialmente sugli interessi delle multinazionali, molti membri dell'opposizione sono certi che mentre ci potrebbero essere buone intenzioni su quali parti vanno regolate, nell'attuazione saranno sicuramente usate per proteggere i mercati.
DELEGATI DEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO FURIOSI PER TATTICHE DI SPECULAZIONE
Con così poche richieste dalla maggior parte dei Membri per un nuovo giro di trattative, finora solo con il forte appoggio dei paesi ormai disperati e ché non vengono neanche inclusi nell'agenda, non è difficile immaginare che probabilmente subdole tattiche stanno cercando di forzare gli accordi, incitando rabbia e frustrazione contro i delegati dei Paesi in via di sviluppo.Un rappresentante dei Caraibi in carica per l'Agricoltura avendo inizialmente pensato che il processo di consultazione per questo Ministerial fosse chiaramente trasparente è comparso verso la fine. E' semplicemente venuto a conoscenza che il testo per l'agricoltura era già definito anche senza il suo contributo e senza prenderne visione.
D'accordo con un altro delegato, l'ambasciatore di una transizione economica ha voluto aspettare de intervenire alla discussione preliminare nella green room del vertice per l'agricoltura. Appellatosi alla Segreteria del WTO, avrebbe dovuto solo aspettare l'invito. Non l'ha mai ricevuto.
Sta emergendo anche la frustrazione causata dalla Segreteria. Un LDC delegato per l'Africa chiedendo informazioni sul tema LDC nella dichiarazione: "Chi sta abbozzando il progetto, usando quel linguaggio che a noi non piace e contro cui ci siamo sempre opposti? E' la Segreteria. Chi è nostro amico? Chi è il direttore nella divisione LDC nel WTO, ma chi ha a cuore i nostri interessi? Chi mi ha telefonato mentre si stendeva la bozza per chiedermi se quel linguaggio avesse per me un senso prima di scrivere su carta?".
E ancora circa il processo di consultazione e poi di stesura dei documenti lo stesso continua: "Alla base sta accadendo che noi stiamo trattando con la Segreteria. La Carta non è sedersi a scrivere. C'è la consultazione e poi è la Segreteria che scrive. Come può la Segreteria essere rappresentativa? Perché il Direttore Generale si permette di comportarsi come un Membro?"Riferendo della sua recente esperienza al vertice del WTO all'incontro LDC il delegato commenta, "Noi (LDC) abbiamo detto che non le abbiamo studiate(le proposte della Segreteria). Ma sono state adottate. Io avrei voluto cambiarle ma ci è stato detto che non c'era più tempo. La Segreteria propone in questo modo e poi tutti si aspettano solo che tu accetti." Ma quando la questione riguarda direttamente i Paesi non sviluppati, ci dicono: "Noi dobbiamo riferirci al capitale. Lo abbiamo ricevuto giusto oggi". Ci stanno schiacciando. Vogliono essere sicuri che quello che non li riguarda strettamente deve essere velocemente eliminato. Ma sulle loro posizioni hanno sempre bisogno di più tempo."
Molti delegati si sentono condizionati da pressioni bilaterali che poi manifestano tornati nel loro paese. Un altro delegato Africano ha detto a proposito: "Tutti sanno che le regole sono importanti per i paesi poveri, ma le pressioni bilaterali che stanno usando ora sono molto più pesanti delle regole. Se io parlassi troppo forte, gli Stati Uniti telefonerebbero al mio ministero. E distorcerebbero la storia dicendo che io ho imbarazzato gli Stati Uniti nel WTO. Il mio governo nemmeno chiederebbe cosa ho realmente detto. Mi manderebbero solo un biglietto domani stesso."
E ancora lo stesso delegato ha cercato di spiegare come i paesi più forti usano pressioni bilaterali per infondere paura, tenendo effettivamente silenziosa la maggioranza. " Le pressioni ci sono state e ci sono. Questo è il principale motivo per cui la maggior parte non parla. Perché sono tanto spaventato? Io ho paura di essere sopraffatto dalle pressioni da non riuscire a parlare, per paura di turbare il "padrone". Per me la minaccia è reale. Perché vengo da un paese povero, non posso dire quello che penso."
Convinto che il potere-risolutivo del WTO è più negativo che positivo per paesi come il suo, continua: " Non mi piace vedere i paesi deboli presi in giro. Alla fine di questa giornata, forse sarebbe meglio per noi lasciare il WTO da solo, per tornare indietro e cambiare. Solo quando faremo questo potremo tornare e forse usare propriamente il WTO. Non può non essere usato come strumento di sviluppo."
LA CRISI ORA E' PEGGIO DEL PRE-SEATTLE
Perché la situazione è ora più critica che prima di Seattle? Anche se l'opposizione rimane, l'ostruzionismo dei paesi poveri sta creando una scenario pericoloso. Dalla settimana scorsa, questi paesi sono fondamentalmente messi al muro ed o devono rifiutare completamente la Dichiarazione, o silenziosamente accettano l'ingiusto trattamento.
Ci sono diverse ragioni del perché la situazione è più critica.
Primo, la Segreteria e i Paesi non sviluppati hanno imparato molto dall'esperienza di Seattle. Le 33 pagine abbozzate contenevano le posizioni di tutti i gruppi su tutte le questioni, ma è stato comunque impossibile renderle compatibili. La bozza al momento può dirsi un testo più chiaro ma con qualche intoppo. L'impressione che dà è quello di un consenso nonostante tutte le opposizioni. Durante i negoziati più difficili, comunque, ci sono state poche sedie per i paesi all'opposizione. L'argomentazione, che definisce la bozza come "delicatamente bilanciata" e che eventuali cambiamenti metterebbero in crisi l'intero processo dei negoziati sarebbe stata usata per dissuadere i paesi all'opposizione. L'altra loro unica opzione di rifiutare interamente la dichiarazione potrebbe essere per molti una posizione troppo stridente da prendere.Secondo, l'atmosfera politica dopo l'11 Settembre non deve essere sottovalutata. I negoziati in questa "grande coalizione" sono diventati un centro commerciale. Il pensiero di Ginevra sulla retorica di Zoellick - Un nuovo giro di negoziati è necessario contro il terrorismo - è, come ha commentato un diplomatico, il declino che tocca il fondo del valore della diplomazia, come non si era mai visto. Tuttavia la diplomazia continua ad avere il suo peso. Un altro delegato dice: "Ma deve esercitare tutto il suo peso per far tacere gli altri. L'atmosfera è cambiata. E' stata creata una specie d'onda per cui quell'ultimo baluardo di difesa ha cambiato posizione per prendere la soluzione più facile."
Ma la terza e forse la più importante ragione è che gli Stati Uniti e l'UE, a differenza che a Seattle, hanno avuto la meglio su storiche e contese questioni come l'Agricoltura. Con la nuova forza politica, l'opposizione agli ultimi vertici è stata perlopiù impossibile. Per esempio di Paesi Latino - Americani (in particolare quelli che aderiscono al Cairns Group) sono stati relegati perché in questo vertice non avrebbero voluto approvare una sola condizione dell'UE. E' stata cruciale la pressione degli Stati Uniti.
Sembra che stiano prendendo piega due processi diversi nel WTO. Uno è utilizzato in questo vertice dalle Green Room, e un altro, contro chi si oppone che viene escluso. Per lo più le cose sono rimaste a dov'erano la scorsa estate. Le major contano sul loro appoggio politico per pressare sul secondo gruppo - perlopiù LDC, grippo Africano, Paesi Caraibici e qualcuno dell'Asia- nelle le prossime settimane.
E' difficile prevedere come si svilupperà il potere del Ministerial, e come questo affronterà le complicazioni derivanti
dalla confusione e dalla sensibilità politica con la quale affronterà il cambiamento di sede del processo. Una cosa è certa per il momento - i Paesi in via di sviluppo non hanno imparato nulla da Seattle se non che i paesi più forti hanno affilato le loro strategie di pressione e ostruzionismo nei confronti dell'opposizione. Nei fatti, stanno agevolando gli sporchi interessi delle multinazionali, il che comporta solo gravi implicazioni per il mondo in via di sviluppo.Aileen Kwa è un'analista di politica con Focus on the Global South.
La sua sede è a Ginevra <aileenkwa@yahoo.com>
Focus on the Global South (FOCUS)
c/o CUSRI, Chulalongkorn University
Bangkok 10330 THAILAND
Tel: 662 218 7363/7364/7365/7383
Fax: 662 255 9976
E-mail: N.Bullard@focusweb.org
Web Page http://www.focusweb.org