Intervista a un membro della Commissione d'accoglienza alla Carovana dell' E.N.A.

 

L'antropologia in Messico èuna disciplina che racchiude molte delle contraddizioni cui la lotta zapatista si fa portavoce. Essa è stata, negli anni passati, il terreno della mistificazione sull'identità culturale indigena. La pomposa celebrazione della storia messicana non si è mai tradotta in rispetto delle autonomie indigene. Gli Accordi di San Andres del 1996 tra l'EZLN e il governo Zedillo erano un primo passo verso questo traguardo ma non sono mai stati tradotti in legge. Del processo di pace e della preparazione della megalopoli messicana all'arrivo della carovana abbiamo parlato con un membro della commissione di accoglienza alla Carovana dell'E.N.A. (Eescuela Nacional de Antropologia) di Città del Messico. Proprio all'E.N.A. dovrebbe, fra l'altro, tenersi uno dei primi incontri tra la comandancia dell'EZLN e la società civile.

-Cosa state preparando per l'arrivo al Districto Federal della Comandancia dell'Esercito Zapatista e della carovana che la accompagna?

Stiamo organizzando molte iniziative per l'arrivo della carovana. Eventi culturali: musica e pittura in vari luoghi, nelle Università. Abbiamo richiesto un'incontro con la comandancia zapatista per discutere varie questioni, per esempio l'Università di Chapingo vuole discutere di agricoltura, la Scuola di Antropologia e Storia del patrimonio culturale. Tutte le università e i settori del movimento urbano popolare e della società civile qui a Città del Messico stanno cercando di organizzarsi per dare alla comandancia, alla carovana e ai membri del Congresso Nazionale Indigeno ospitalità, cibo, trasporti.

-Come si sta comportando l'amministrazione della capitale, retta dal PRD (l'opposizione di centrosinistra in Messico)?

Il governo della città ha promesso di appoggiare gli zapatisti per tutto quello di cui necessiteranno appena sarà chiaro il calendario degli impegni della marcia zapatista qui a Città del Messico: la sicurezza, luoghi di incontro con la società civile. In generale sarà così.

-Che dibattito c'è sulla mobilitazione di Cancun contro il World Economic Forum?

A Cancun sono andati soprattutto studenti dell'UNAM (l'Università Nazionale Autonoma Metropolitana, che conta quasi 300mila iscritti e radicate tradizioni di lotta N.D.R.). Nella mia scuola l'assemblea ha discusso un documento di appoggio alla contestazione di Cancun, per formare un fronte comune, un unione coi diversi gruppi che stanno lottando con forme diverse contro il neoliberismo.

-Quanti giorni rimarrà a Città del Messico la comandancia dell'EZLN?

Per adesso si calcola una settimana dall'11 marzo, giorno in cui dovrebbero stare qui alla Scuola Nazionale di Antropologia. Ma dipende da quello che succede. Il periodo potrebbe anche prolungarsi.

-Credi che il processo di pace continuerà realmente, o questa è solo un'occasione di dialogo con la società civile e non con il Parlamento ed il Governo Fox?

Il punto non negoziabile è il compimento degli accordi di San Andres del 1996 sui diritti e la cultura del popolo indigeno. Non ci sarà nessun passo avanti se non si compie questo passo preliminare. Questo passo è possibile e necessario. E' il compimento della giustizia storica. Non è la prima volta che gli zapatisti escono dalla Selva Lacandona. Era uscita la comandantessa Ramona, i 1111 zapatisti, i 5000 in tutto il paese. E' un altro passo verso la pace. Dal 2 gennaio del 1994 gli zapatisti non hanno sparato un solo proiettile. Come dicevo fa parte della giustizia che si arrivi al compimento degli accordi. E quindi si ottiene o si ottiene!

-Ma che succederà se ciò non avviene?

Non si sa. Per quanto ci riguarda questa è la parte che non è pianificata. Di sicuro non si capisce come potrebbe continuare il processo di pace. Ci sono anche altri segnali che sono stati chiesti, ma gli accorsi di San Andres sono centrali.

-Sei ottimista?

Si. La società civile è ottimista. In ogni caso questa è una festa. Sarà una festa con molti compromessi, ma con molto ottimismo nell'aria.