Corrispondenza dalla marcia del 25/02/01
25 febbraio 2001
Dopo l'inaugurazione della carovana a san cristobal con la prima iniziativa pubblica ,iniziativa a cui hanno partecipato più di diecimila persone ,per la maggioranza indigene,e che ha visto inoltre la partecipazione di diverse delegazioni provenienti da tutto il mondo,(250 gli italiani, 300 provenienti dall'europa tutta,nord americani e tantissimi sud americani ), inizia oggi la vera e propria marcia. Va detto che il 24 di febbraio è per il messico il giorno della "bandiera",e Marcos non a caso lo cita diverse vote nel discorso letto durante l'evento( potete trovarlo al sito della jornada ),perche per gli zapatisti conta la bandiera,la patria e tutti i messicani. L'appuntamento per tutti è alle sei del mattino sulla strada che porta a tuxtla gutierrez ,a presidiare la strada e a garantire la partenza vi sono migliaia di indios "la base d'appoggio zapatista ",uomini donne bambini che hanno passato la notte all'aperto , e il freddo qui si fa sentire, che si sono spostati dalla festa dopo l'iniziativa della sera prima. Parte la carovana,e come al solito iniziano i problemi,pulman ( vecchi ma economici ) che si rompono in continuazione, soste di ore per ripararli,ritardi agli appuntamenti . I nostri pulman non riescono a stare dietro alle tappe della marcia e quindi riusciamo ad arrivare in tempo solo a juchitan per il discorso del sub comandante Marcos; i problemi organizzativi sono tanti e difficili da risolvere sapendo gli appuntamenti solo all'ultimo momento, i compagni organizzatori della delegazione italiana delle tute bianche stanno cercando di migliorare la comunicazione e gli spostamenti. Dopo l'iniziativa tutta la società civile si sposta davanti alla chiesa di san Vincente dove pernotterà per continuare a presidiare gli zapatisti che dormiranno appunto nella chiesa,l'atmosfera è allegra e positiva,balli canti partite di basket,amache ,tende e sacchi a pelo,tutto nell'assordante rumore che accompagnerà la notte di migliaia di uccelli che presidiano anche loro davanti alla chiesa.