Nuove strategie di piazza varate dal Viminale

21.8.2001 -Secondo il "Corriere della Sera" il Viminale avrebbe messo a punto le nuove strategie in materia di ordine pubblico in previsione del vertice di Napoli del 26 e 27 settembre. Il comando delle forze in campo risulterebbe esclusiva pertinenza della polizia, mentre all' UCIGOS spetterebbe il compito di studiare le strategie più efficaci per la gestione della piazza. Carabinieri e Guardia di Finanza sarebbero inquadrati come "forze concorrenti" con l'obbligo di attenersi agli ordini dei funzionari di polizia senza interpellare i propri comandi al fine di evitare contrasti gerarchici. La gestione di ogni reparto dovrebbe essere affidata a dirigenti della DIGOS, con preferenza per coloro che abbiano conoscenza del territorio. I militari di leva e gli agenti più giovani dovrebbero poi essere schierati soltanto nelle posizioni di retroguardia e i gruppi di agenti in piazza non dovrebbero superare le cinquanta unità per favorire la mobilità e il movimento a "macchia di leopardo" (?). Per quanto riguarda, infine, l'uso degli "strumenti", il lancio di lacrimogeni dovrà essere considerato come "rimedio estremo per fronteggiare situazioni gravi e non gestibili altrimenti", mentre i manganelli saranno usati "con sensibilità" (sic!) e impugnati "correttamente". Resta da capire quanto questa raffazzonata operazione di restyling - soprattutto per quanto riguarda la catena di comando - sarà gradita alle cosiddette "forze concorrenti". Già i carabinieri, infatti, fanno la voce grossa e per bocca del generale Scoppa, presidente del COCER, giudicano "l'unicità del comando un equivoco alimentato da alcuni sindacati di polizia" e bocciano senza riserve la possibilità che reparti di carabinieri prendano ordini da funzionari di polizia senza interpellare i propri comandi perchè "contraria a quanto la legge prescrive".