Etnocarnevale al Prenestino

Un pomeriggio all'insegna del divertimento, dell'ironia, della solidarietà ma anche della denuncia sociale. Un carnevale multietnico e colorato organizzato dal CSOA ex Snia Viscosa, al quale hanno aderito il Comitato di quartiere Pigneto Prenestino, il Coordinamento per il villaggio rom di Via dei Gordiani, Rifondazione Comunista della VI circoscrizione, il CSOA Forte Prenestino, tanti cittadini e soprattutto bambine e bambini del quartiere. Alle 16.00 a Villa Gordiani il 'Circo Prenestino' ha preso forma: c'erano i carri allegorici ispirati dalle vicende della mucca pazza e dall'invasione delle antenne inquinanti, il carro del pomodoro e della melanzana killer, la fortezza fatta di mura sempre più alte e di telecamere invadenti che vogliono costruirci intorno, trampolieri e saltimbanchi, la musica trascinante della Titubanda dell'ex Snia, la TV itinerante del Forte, i bambini rom con le loro maschere ed i volti dipinti. insomma una sfilata allegra e gioiosa contro il razzismo e per una società solidale. Dopo la sosta in P.zza Malatesta la sfilata si è arricchita della partecipazione di tutto il quartiere, chi scendendo in strada con i propri bambini mascherati, chi salutando dalla finestra, come la signora che lanciava coriandoli dal balcone. L'Etnocorteo si è quindi diretto verso l'ex Snia Viscosa, dove tra frappe, "pizzica", performance di "capoeira" e "break dance", si è concluso con i giochi dei bambini e la balera degli anziani del Prenestino.

 

Il palco era davvero bruttino, pero' e' stato calcato da 'piedi' eccellenti: Moni Ovadia, Erri De Luca, Predrag Matvejevic, Sandro Portelli. E poi quattro musicisti del gruppo "Tri Muzike", che accompagna Ovadia nelle tournée, due musicisti degli Zuf de 'Zur, scesi appositamente per l'occasione da quella terra di confine con la Slovenia che e' Gorizia, e i musiciti rom rudari del campo attrezzato di via Salviati. Persone che hanno deciso di festeggiare il "martedi grasso" in piazza San Gerardo della Maiella, a Roma, dove Alleanza nazionale aveva organizzato un mese fa il vergognoso brindisi anti-rom. Musica balcanica e parole universali per riaffermare il valore della convivenza, la lotta antifascista e antirazzista, per rilanciare il progetto del villaggio in muratura per i rom di via dei Gordiani, definziato dalla giunta Storace. In piazza non c'erano soltanto i rom di via dei Gordiani, serbi ortodossi, ma anche quelli di Tor de' Cenci e di Arco di Travertino, bosinaci musulmani, e quelli di Casilino 900, macedoni. Un segnale importantissimo, e da incoraggiare: soltanto attraverso una vera collaborazione e una sana comunicazione tra i rom di gruppi e religioni diverse, si puossono denunciare e cambiare situazioni vergognose come quelle di Casilino 900, e si puo' contribuire a 'combattere le guerre', che tanto peso hanno avuto nella 'diaspora' del popolo rom.