Luca Casarini teme di essere arrestato

27.08.2001 "Si stanno avverando tutti gli incroci di coincidenze e di indicazioni politiche perchè avvenga il MIO ARRESTO. E questo, certo, è inquietante perchè ti senti un bersaglio. C'è il ministro dell'Interno, Scajola, che in pratica mi indica come un pericoloso sovversivo; quello della Giustizia, Castelli, che mi addita come rischio alla democrazia; il vice presidente del Senato Caldaroli, che fa altrettanto. Che zelo. Mi piacerebbe domandare al loro capo, Bossi: il cambiamento tanto proclamato dal Carroccio avviene grazie ai carrarmati di Roma? E, a proposito di giudici e di suggerimenti sul loro operare, perchè non ricorda a sè e ai suoi che, sino a pochi mesi fa, aveva idee ben diverse? Allora sosteneva che una pallottola per i magistrati scomodi costa solo 300 Lire". Le agenzie di stampa riportano le preoccupazioni di Luca Casarini in merito all'eventualità di un suo arresto. Da Genova in poi, in effetti, è stato tutto un susseguirsi di dichiarazioni minacciose da parte di vari esponenti del governo, tese a costruire l'immagine del "cattivo" di turno attraverso il quale criminalizzare un intero movimento «Dico che i veri violenti stanno dall’altra parte: la nostra trasgressione è stata solo reazione ad una illegittimità maggiore. Ci sarà qualche differenza tra chi scende in piazza per manifestare riparandosi con protezioni di gomma piuma e chi gli va addosso con i blindati a 60 all’ora. E, soprattutto, tra chi alza barricate con scudi di plastica e chi spara: perché gli spari, ricordiamolo bene, sono cominciati ben prima dell’uccisione di Carlo Giuliani. L’intensità e l’estensione della guerriglia le hanno regolate polizia e carabinieri». ( da "La Stampa" del 27 agosto)