G8: Casarini respinge le accuse e attacca

7.9.2001 -MILANO Ieri pomeriggio il leader delle Tute bianche Luca Casarini, davanti alla commissione parlamentare di indagine sugli scontri di Genova, nega che lo scopo delle manifestazioni anti-G8 fosse quello di far cadere il governo Berlusconi. E accusa: "In via Tolemaide siamo stati aggrediti indiscriminatamente". ''Non ci sono mai stati secondi fini nascosti - esordisce Casarini - tipo la caduta del governo Berlusconi attraverso la mobilitazione di piazza, dietro alla mobilitazione di Genova. Certo sia io sia le Tute Bianche siamo oppositori politici del governo Berlusconi, ma mai e poi mai abbiamo ridotto l'appuntamento di Genova a una semplice, per così dire, 'questione nazionale'. Anche se al governo ci fosse stato l'Ulivo, avremo fatto ogni sforzo per portare a Genova più gente possibile e per opporci al G8. Certamente l'ascesa al governo della destra ci ha molto preoccupati ma non abbiamo mai pensato che l'obiettivo potesse essere quello di 'usare' il G8 per fare cadere Berlusconi. La posta, francamente ci sembra molto più alta e la partita molto più complessa''. Il leader delle Tute Bianche denuncia poi l'''aggressione indiscriminata'' dei manifestanti che partecipano al ''corteo autorizzato'' in via Tolemaide, consegnando un video che proverebbe i presunti abusi. ''Al contrario di quanto ripetutamente affermato dalla polizia - sostiene Casarini - il corteo partito dallo stadio Carlini era autorizzato. Alle 18,45 del 19 luglio fu revocata l'autorizzazione solo per il tratto finale che andava da piazza delle Americhe a piazza De Ferrari. Prima della partenza del corteo, venerdì 20, nei pressi di piazza delle Americhe furono avvistati alcuni reparti di polizia e un gruppo di funzionari: sostavano davanti ai container che delimitavano la piazza e tutto questo faceva presumere che fosse quello il luogo dove ci avrebbero caricato, esattamente al limite del corteo autorizzato. Ma in piazza delle Americhe il corteo dei disubbidienti non ha mai messo piede. I carabinieri lo aggredirono più di 300 metri prima, nella strettoia di via Tolemaide, quindi ancora nel tratto autorizzato del suo percorso''. Il "gruppo di contatto" di Casarini ''fu travolto. Davanti non c'era alcun interlocutore, nessun funzionario, ma solo reparti che caricavano e lanciavano lacrimogeni. La testa del corteo è quindi arretrata, ma nonostante questo le cariche proseguirono con brutalità'''. Nel video consegnato secondo Casarini si vedrebbero "dieci carabinieri avventarsi su una ragazza inerme e stesa a terra, infierendo con calci e manganellate. I volti di alcuni carabinieri sono ben visibili e ci chiediamo come mai, a tutt'oggi, nessuno risulti indagato per le violenze. In quel frangente migliaia di persone si sentirono in pericolo di vita. Ci si urtava e calpestava a vicenda, si annaspava per via della calca, del caldo e dei lacrimogeni. Molti furono picchiati e feriti pur non avendo fatto niente''. "Mentre il corteo cercava di defluire - prosegue - i Carabinieri cercarono di spazzarlo via avanzando con autoblindo e jeep a grande velocità, investendo a più riprese alcuni manifestanti, poi risultati feriti. Dai finestrini di un veicolo un carabiniere ha puntato la pistola ad altezza d'uomo, come dimostra una foto pubblicata su diversi giornali. Da qui in avanti fu chiaro che le ripetute cariche non avevano finalità di alleggerimento, bensì erano punitive. Lo dimostra il fatto che il corteo fu caricato alle spalle fino a poche centinaia di metri dallo stadio Carlini, verso il quale si stava ritirando''. "Tre ore dopo dalla prima carica gruppi sparsi di dimostranti - conclude - cercavano ancora di allontanare i carabinieri e di proteggere la ritirata del corteo, rimasto bloccato tra via Tolemaide e corso Gastaldi. Uno di questi gruppi fu coinvolto in uno scontro in piazza Alimonda durante il quale un carabiniere di leva puntò la pistola e sparò in faccia a Carlo Giuliani''.

da www.ilnuovo.it