Francesco Caruso a "Il Nuovo" : dopo Genova dobbiamo evitare lo scontro

29.8.2001 Per contestare il summit Nato, Francesco Caruso della Rete No Global annuncia una protesta dalle forme diverse, come ha dichiarato in un'intervista a "Il Nuovo". Eccone ampi stralci:

Pozzuoli dopo Genova. La Nato dopo il G8. Come intendete organizzare la protesta in occasione del prossimo vertice dei Grandi?
“L’unica certezza, ora, è che dobbiamo rimanere uniti. Nel governo c’è il tentativo, già attivato prima dell’inizio del G8 di Genova, di dividere il movimento di contestazione tra buoni e cattivi. Ma dividerci significa essere più deboli, e noi invece dobbiamo rimanere uniti”.

Il Governo vuole dividervi, ma anche all’interno del movimento, dopo Genova, ci sono state delle prese di posizioni non del tutto concordi...
“Sì, è vero. E vogliamo proprio evitare che durante la Nato si ripeta l’escalation delle violenze iniziate con Genova. I contrasti con la polizia non fanno altro che portarci guai e diminuire il consenso nei confronti del movimento. Invece, per la protesta contro la Nato, vogliamo riunire qualcosa come ottantamila persone”.

Ottantamila persone unite contro la Nato, quindi, ma per quale tipo di protesta?
“Venerdì ci riuniremo con le diverse anime della Rete No Global per decidere le strategie da adottare. Ci saranno i Cobas, Rifondazione Comunista, Attac, Mani Tese....”.

E insieme detterete le linee della nuova protesta.
“Sono tre le ipotesi al vaglio. E alla fine potremmo anche pensare di metterle in atto tutte e tre. La prima, comunque, potrebbe essere quella di riunire tutte le persone che arriveranno a Napoli allo Stadio San Paolo. Potremmo chiuderci tutti lì dentro e mettere in atto una kermesse di tipo politico – culturale. Faremo dibattiti, incontri, concerti e un grande spettacolo finale”.

Chiusi in uno stadio? Dopo Genova, quindi, non ve la sentite più di scendere in piazza?
“Se lo faremo, sarà in modo pacifico. Una vittoria, tra l’altro, l’abbiamo già ottenuta. Nel senso che il vertice Nato, alla fine, si terrà a Pozzuoli, nella sede dell’aeronautica militare. E quindi, se i militari hanno accettato di rimanere chiusi nelle loro caserme, noi, come cittadini, rimarremmo nella città”.

Pensate quindi a una manifestazione di piazza a Napoli?
“A Napoli, sì, e non a Pozzuoli. Sarà un corteo pacifico, un momento di festa, in cui verranno coinvolti anche i cittadini ai quali la città, alla fine, non è stata tolta come è successo a Genova, e ai genovesi. Il corteo attraverserà tutta Napoli, e si concluderà in piazza del Plebiscito, in pieno centro”.

Una protesta a distanza, quindi. A Pozzuoli non ci andrete per nulla?
“E’ il terzo filone della protesta. Se decideremo di andare dove sono riuniti i signori della guerra lo faremo per assediare, con i nostri corpi e in modo pacifico, la sede militare. E’ una base aeronautica, e non possiamo pensare di invaderla come a Genova pensavamo di invadere la zona rossa. Avremmo bisogno di una portaerei. E poi qui, di zone rosse, non ce ne sono. I militari se ne stanno in sede militare. Noi ce ne stiamo fuori, come vogliamo rimanere”.

Ognuno nel suo mondo, quindi.
“Beh, nessun dialogo è possibile con i signori della guerra”.

E con le altre anime del movimento antiglobal?
"Con il movimento nazionale ci incontreremo probabilmente il 9 settembre, a Bologna. Lì ci sarà tutto il Genoa Social Forum con il suo portavoce nazionale, Agnoletto. Ma prima faremo un'assemblea generale a Napoli, magari già sabato, quando arriverà Naomi Klein a presentare il suo libro 'No Logo'".