10-14 settembre 2003 >>>>> Cancun >>>>> Messico
V conferenza Ministeriale del WTO

QUESTO MONDO NON E' IN VENDITA!

Tutte le corrispondenze

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Cancun: cacerolazo serale

12.09.2003-Cancun. Un cacerolazo pacifico, colorato e festoso ha percorso ieri sera (all'alba in Italia) le vie di Ciudad Cancun, il centro della citta', lontano dalla zona Hotelera. A farlo, qualche centinaio di ragazzi, molti dei quali appartenenti alla carovana arrivata da Citta' del Messico l'altro giorno. Unico brivido, tre vetrine sfasciate in Avenida Tumun, sulla via del ritorno dal km 0, dove il corteo si e' recato a rendere omaggio a Lee Kyang Hae, il sindacalista sudcoreano suicidatosi per protestare contro la Wto. Commemorazione che non e' piaciuta ai pochi italiani presenti, Disobbedienti, che hanno abbandonato il corteo per non partecipare alla martirizzazione di 'Mister Lee', o del 'companero Lee', come lo chiamano gli ispanofoni. Sono state danneggiate tre vetrine di Pizza Hut, multinazionale della pizza soffice presente pressoche' ovunque nel mondo (non in Italia, perche' la nostra pizza e' migliore) e la vetrina della Foto Omega, sempre in Avenida Tumun. La bottega aveva la sola 'colpa' di trovarsi proprio sotto l'insegna della multinazionale. A compiere l'atto, secondo Milva Pria, delegata dal governo Fox a tenere i rapporti con i movimenti, sarebbe stato un gruppo messicano anarco-punk. ''Non hanno fatto male a nessuno, hanno solo spaccato i vetri'', racconta un lavoratore della multinazionale della ristorazione.


Il testamento di Lee Kyang

12.11.2003. Cancun. E' un testo che Lee Kyang Hae, il sindacalista sudcoreano suicidatosi a Cancun due giorni fa, ha scritto in occasione delle proteste di Ginevra, nella primavera scorsa, ma si puo' considerare il suo testamento. Lo pubblica il quotidiano messicano 'La Jornada', grazie ad un fotografo che e' riuscito a fare dodici scatti che documentano tutta la sequenza del suo suicidio. Atto praticato con un coltellino svizzero, di quelli multiuso, e non con un pugnale orientale come si era detto in un primo tempo. Lee ha consegnato il testo al fotografo il giorno prima di ammazzarsi, in un incontro casuale. Leggendolo si capisce il dramma di un dirigente sindacale che, dopo aver dedicato tutta la vita alla difesa dei contadini e degli allevatori, si vede impotente di fronte alle devastazioni causate alla sua gente dall'abolizione repentina dei dazi doganali sui prodotti agricoli. 'Ho 56 anni -esordisce Lee- sono un fattore della Corea del Sud: abbiamo tentato di risolvere i nostri problemi da soli, con una grande speranza nelle organizzazioni contadine. Ciò nonostante, in generale ho fallito, come ha fallito la maggior parte dei dirigenti contadini negli altri paesi''. ''Poco dopo la firma dell'Uruguay Round (il negoziato del General Agreement on Tariffs and Trade che diede origine alla World Trade Organization, nata nel 1995, ndr) -continua il sindacalista- noi, i contadini coreani e io, ci rendemmo conto che il nostro destino non era piu' nelle nostre mani''. ''In piu' -si legge ancora- impotenti, non abbiamo potuto fare nulla piu' che vedere arrivare le onde che distruggevano le nostre comunita' rurali, radicate nel territorio da centinaia di anni. Ho tentato di individuare le vere ragioni che spieghino la sorgente della forza di queste onde. Sono arrivato alla soluzione, qui a Ginevra, alla porta della Wto, e sto gridando a voi (ai responsabili dell'Omc, contro i quali stava conducendo uno sciopero della fame, ndr) le parole che mi ribollono nell'animo da molto tempo''.
''Per chi state negoziando ora? -chiede Lee- Per il popolo o per voi stessi?''. Lee punta il dito sulla riforma agricola coreana, ispirata ai dettami neoliberisti, che ha aperto le frontiere e aumentato la produttivita' di alcune aziende agricole. Ma l'incremento, continua, ''semplicemente ha aggiunto piu' volume in un mercato a offerta sovrabbondante, nel quale i beni importati hanno occupato la fascia dei prezzi piu' bassi''.
Il problema e' che, in osservanza ai dettami neoliberisti, ai contadini coreani non venivano e non vengono dati sussidi sufficienti per reggere la concorrenza dei prodotti occidentali, sussidiati a piu' non posso: ''A volte -ricorda Lee- si sono registrate cadute nei prezzi quattro volte superiori al normale. Quale sarebbe la tua reazione se il tuo stipendio all'improvviso si riducesse del 50%, senza che tu ne comprenda il motivo?''. Lee descrive poi il disastro causato da queste politiche nelle sue amate campagne (era un allevatore, e aveva lasciato le sue vacche per dedicarsi all'attivita' sindacale): fattorie abbandonate, emigrazione nelle citta', debiti e bancarotta per chi resta attaccato alla terra dei suoi avi.
''Una volta -ricorda il sindacalista- sono accorso ad una casa in cui un contadino si era tolto la vita bevendo del veleno per i debiti che non poteva pagare. Non ho potuto fare altro che ascoltare le urla di dolore della moglie. Come ti sentiresti al mio posto?''. ''Quando vedo questo disastro -continua Lee- penso alle persone grasse che vivono nelle citta' dell'Occidente. Carita'? No,lasciateci tornare a lavorare! Gli esseri umani sono in pericolo, a causa della mancanza di controllo sulle multinazionali e su un manipolo di funzionari della Wto che ci portano ad una globalizzazione inumana, esiziale per l'ambiente, assassina e antidemocratica. Devono fermarsi subito, perche' senno' la logica falsa del neoliberismo uccidera' la diversita' nell'agricoltura, il che sarebbe un disastro per tutti gli esseri umani''.


GLOBAL TV: sabato 13 ore 21 DIRETTA DA CANCUN

GLOBAL TV: DIRETTA DA CANCUN
TORNA LA TIVVU’ DISOBBEDIENTE

Sabato 13 Settembre torna Global Tv in diretta via satellite da Cancun. Dalle ore 21.00 alle 24.00 collegamenti, servizi, interviste. Per la prima volta un vertice Wto e, soprattutto, il relativo controvertice è raccontato da una voce antagonista.

Alla festa nazionale di Liberazione, a Roma, si creerà per l’occasione un punto d’ascolto, con megascreen e live set a cura di Global tv, con la presenza di Nicola Fratoianni coordinatore nazionale dei Giovani Comunisti, Guido Lutrario dei disobbedienti, e Daniele Farina del Leoncavallo.

In tutta Europa l’evento sarà visibile sul canale HB CH2. Se non indicizzato, procedere ad una sintonizzazione automatica o manuale inserendo le seguenti coordinate:

- Canale : HB CH2
- Frequenza : 11.179
- Polarizzazione: orizzontale
- Symbol rate : 27.500
- Fec : ¾


Global Tv è parte del Global project, che nasce con il Social Forum di Firenze 2002.
Global Tv non è mai spenta: continua le sue trasmissioni su www.tvglobal.org



Cancun. Il comunicato della comandate Ester dell'Ezln alle indigene, alle contadine, a tutte le donne

Parole della comandante Esther per la mobilitazione di Via Campesina, una
delle azioni contro il neoliberismo in Cancún, settembre 2003
Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale

Sorelle indigene, contadine e della città:
Inviamo un saluto a tutte voi che siete presenti in questa grande mobilitazione mondiale contro l'Organizzazione Mondiale del Commercio, specialmente a quelle che partecipano alle azioni di Via Campesina.
Vi ringraziamo per averci dato l'opportunità di dire le nostre parole come Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.
Sorelle indigene e contadine, vi vogliamo dire è giusto organizzarsi per
lottare contro il neoliberismo perché ci umilia, ci sfrutta e ci vuole far
sparire come indigene, come contadine e come donne.
Perché ciò che noi produciamo e vendiamo non ce lo pagano ad un prezzo giusto, mentre i loro prodotti aumentano continuamente di prezzo.
Tutto ciò che compriamo noi poveri è sempre più caro e solo poche persone ne
beneficiano e vivono meglio.
Mentre milioni di uomini e donne e bambini poveri muoiono di fame e di
malattie.
E tutto ciò non lo permetteremo più, che facciano le loro cavolate come vogliono loro.
Non permettiamo più che continuino a morire di fame e malattie uomini, donne
e bambini di tutto il mondo.
Perché sappiamo che noi, come donne indigene e contadine, siamo quelle che
abbiamo sofferto di più con i nostri figli perché noi ci occupiamo di loro e
li manteniamo.
A parte ciò lavoriamo nel campo.
Per questo dobbiamo avere più rabbia nella lotta per far finire tutto questo
sfruttamento e tutta questa umiliazione.
Vogliamo pure dire agli uomini che rispettino i nostri diritti come donne.
Però non lo chiadiamo come un favore, ma costringeremo gli uomini a
rispettarci.
Perché molte volte il maltrattamento che abbiamo ricevuto noi donne non solo
arriva dal ricco sfruttatore.
Arriva anche dagli uomini che sono poveri come noi ed è bene che lo sappiamo
e non c'è chi lo possa negare.
Perché come donne, ci vuole umiliare il ricco, però anche l'uomo che non è
ricco, ossia colui che è povero come i nostri mariti, i nostri fratelli, i
nostri genitori, i nostri figli, i nostri compagni di lotta e quelli che
lavorano e sono organizzati insieme a noi donne.
Allora diciamo chiaro che quando richiediamo rispetto come donne, non solo
lo domandiamo ai neoliberali, ma vogliamo costringere anche quelli che
lottano contro il neoliberismo e dicono che sono rivoluzionari però a casa
loro sono come Bush.
Vogliamo pure dire a tutte le donne della città che si organizzino per
lottare insieme perché soffrono per la stessa situazione, per l'umiliazione
e lo sfruttamento.
Perché quelle che lavorano nelle fabbriche come operaie, impiegate, maestre,
segretarie, hanno il loro padrone o la padrona, perché pure le donne ricche
ci umiliano e ci disprezzano.
E ciò che guadagnano non le basta per occuparsi dei loro figli: della
salute, dell'educazione e dell'alimentazione.
E devono anche rispettare l'orario che le assegnano e se non ci riescono le
mandano via dal lavoro e non le pagano un salario giusto.
E le donne giovani sono perseguitate e molestate e violentate e gli uomini
tiran fuori il pretesto di come si vestono le donne, però questo non
dobbiamo permetterlo perché ognuno si può vestire come ne ha voglia e non
per questo disturbiamo o trasgrediamo.
E vogliamo anche parlare delle donne che sono assassinate in Città Juárez
che è nello stato di Chihuahua, qui in Messico.
Lì molte donne sono sequestrate e violentate e assassinate e sono tutte
donne giovani, povere e lavoratrici.
E i loro familiari chiedono giustizia ed i governi non fanno niente altro
che lavarsi le mani.
E dato che non c'è giustizia continuano gli omicidi.
Sono senz'altro uomini e ricchi quelli che sequestrano, violentano e
uccidono e vedrebbero che rapidamente il governo e le sue polizie trovano il
colpevole.
Però no, non fanno niente perché quelle che muoiono sono donne e sono
povere.
Perciò dobbiamo organizzarci, per difenderci e costringere a rispettare i
nostri diritti ed a niente serve aspettare che il governo faccia qualcosa
perché non fa nient'altro che dare interviste radio o alla televisione o ai
quotidiani.
Per tutto questo vi diciamo, sorelle indigene, contadine e della città, che
vi invitiamo affinché tutte ci organizziamo per lottare insieme visto che
abbiamo sofferto nello stesso modo l'umiliazione da parte dei ricchi ed
anche dei nostri uomini che non ci vogliono rispettare come donne.
Però adesso è il momento che insieme obblighiamo gli uomini a rispettarci
per ciò che siamo e come ci meritiamo.
Viva le donne indigene!
Viva le donne contadine!
Viva le donne della città!
Viva le donne povere!
Democrazia! Libertà! Giustizia!
Dalle Montagne del Sudest Messicano
Per il Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno - Comando Generale dell'
Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
Comandante Esther
Messico, settembre 2003

(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino)



Cancun. Un comunicato dei disobbedienti europei sulla morte del contadino coreano Lee Kyang

Comunicato Stampa

Cancún 11 settembre 2003


Si è appena conclusa la terza giornata di mobilitazione contro i lavori del Wto. Una giornata di discussione intensa sullo zapatismo e le forme di resistenza globale, una giornata ancora sconvolta dal suicidio del sindacalista e contadino coreano Lee Kyang Ha. Dopo una nottata di veglia di fronte alle reti metalliche della zona rossa, per sventare e dare una risposta di protesta alle voci di una possibile espulsione, i contadini koreani, in una nuova conferenza stampa, hanno ribadito il dolore e la solidarieta´nei confronti della morte del loro compagno, mentre piu´tardi hanno annunciato la volonta´di portare avanti altre azioni “radicali” nella giornata del 13, ultima giornata di mobilitazione.

In serata un cacerolazo di studenti e´partito dalla piazza nei pressi del media center, attraversando festosamente la citta´ per poi celebrare, una volta raggiunta la zona rossa, con un lungo silenzio, una sorta di atto fúnebre nei confronti del sindacalista suicida. Rapidamente sono comparse alcune scritte sui cartelloni pubblicitari che associavano la morte di Lee Kyang Ha a quella di Carlo Giuliani.

Pur provando dolore e solidarieta´ nei confronti della perdita di una vita ci sentiamo, cosi´come abbiamo gia´ fatto ieri, di esprimere una voce dissonante e fuori dal coro. Riteniamo che un movimento che confligge contro i poteri illeggittimi sulla vita dell’umanita´, contro i processi di privatizzazione che costruiscono recinzioni laddove esistono libera cooperazione e beni comuni, non possa che essere un movimento che rifiuta il sacrificio, il martirio e l’autolesionismo come forma di lotta collettiva. Siamo ribelli e al pari degli zapatisti pensiamo e pratichiamo la ribellione come una potenza di vita e quindi di desiderio e di gioia collettiva.

Riteniamo inoltre inaccettabile e indicatore di una profonda immaturita´politica l’accostamento tra la morte di Carlo e quella di Lee: Carlo ha deciso, insieme a migliaia di persone, di resistere alla violenza e alla brutalita´dei carabinieri italiani, allo stato di eccezione che ha drammaticamente attraversato le giornate genovesi del 2001.

Al contrario di altri rappresentanti del movimento globale non e´nostra abitudine avere “la lezione pronta” e decidere chi e quali pratiche sono o meno compatibili e interne al movimento. In questo caso sono le pratiche di conflitto espresse dal movimento globale in questi anni ad essere irrudicibili a quanto e´accaduto.

A quanti dicono “siamo tutti Lee Kyang Ha”, rispondiamo che siamo altrettanto sconvolti emotivamente, ma che noi non lo siamo.


Cancún, México, Planeta Terra

Disobbedienti europei


La delegazione della Corea del Sud lascia i lavori della Wto

11.09.2003-Cancun. La delegazione ufficiale della Corea del Sud ha lasciato stamani (pomeriggio in Italia) i lavori della Quinta conferenza ministeriale della Wto, in corso a Cancun, dopo che ieri il dirigente sindacale Lee Kyang Hae si e' suicidato per protestare contro la politica agricola perseguita dall'organizzazione. Ne ha appena dato notizia il portavoce mondiale di Via Campesina, rete che raccoglie oltre 400 sindacati contadini di tutto il mondo, l'honduregno Alegria, durante una conferenza stampa in corso a la Casa de la Cultura della localita' caraibica. La notizia e' stata accolta con un lungo applauso dalla platea formata, oltre che da giornalisti da molti contadini. ''Lee vive, la lucha sigue'' parafrasando il noto slogan dedicato a Zapata.

Cancun: la situazione intorno alla zona hotelera

11.09.2003-Cancun. Stamani le barriere a protezione della zona Hotelera sono state spostate qualche centinaio di metri piu' avanti, lungo il boulevard Kukulcan. Si tratta delle solite grate tipo branda, che però sono state piazzate in doppia fila e puntellate da pesanti blocchi di cemento, a differenza di ieri, quando a fare da puntello erano soprattutto delle transenne. Dietro la barriera si vede un impressionante schieramento di polizia: sono presenti tutte le forze dell'ordine messicane, federali e statali inclusa la Guardia presidenziale. Sul boulevard che costeggia la laguna, popolata da coccodrilli anche piuttosto grossi (arrivano a 3-4 metri, e nuotano li' da tempo immemorabile), si vedono interminabili file di jeep e pick-up e pullman della Policia Federal, della Policia Estatal, ma anche torpedoni civili noleggiati per l'occasione. Particolare non secondario, tutti gli agenti che prestano servizio in difesa della conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio non portano armi da fuoco. Brandiscono solo dei lunghi e pesanti manganelli e portano dei caschi. A differenza di quanto fanno numerose polizie europee, inclusa quella italiana.

Aggiornamenti da Cancun: sit in dei coreani

11.09.2003-cancun. Anche il direttivo della Wto si e' unito alle condoglianze, non senza rimarcare che ''apparentemente la morte è stata causata da una ferita che l'uomo si e' procurata da se''. Inoltre, aggiungono, ''siamo sempre stati aperti al dibattito e alla partecipazione, a un certo livello, con coloro che vogliono dialogare percio' abbiamo celebrato frequenti riunioni di informazione, perche' delle voci possano farsi sentire e perche' possano parlare con noi e con le delegazioni''. L'accesso alla zona Hotelera, intanto, e' sempre bloccato dalla polizia e l'ingresso ai lavori e' possibile solo con un passy rilasciato dalla Wto. Nel frattempo pare che le autorita' messicane, per evitare di avere altri problemi di immagine, abbiamo deciso di espellere i manifestanti di nazionalita' sud coreana. Corre voce pertanto che i coreani siano facendo un sit in di protesta davanti all'ingresso della zona Hotelera, dove ieri Lee si e' pugnalato (i giornali locali sono pieni di foto, in cui si vede bene il coltello conficcato all'altezza del cuore). Il sit in sarebbe gia' in corso (in Messico sono le 7.30 di mattina) e molti manifestanti, grazie al passaparola, stanno raggiungendo i contadini coreani, in segno di solidarieta'.

Lee Kyang Hae, storia dell'uomo che si è ucciso a Cancun

11.09.2003-Cancun. Si chiamava Lee Kyunghai ed aveva 54 anni il coreano pugnalatosi a morte ieri a Cancun (Messico) per protestare contro il vertice del Wto. Lo hanno rivelato fonti coreane a Cancun
affermando che la vittima era uno dei leader sindacali della Federazione coreana degli agricoltori e dei pescatori. Lee Kyunghai si e' legato ad una delle reti metalliche poste dalla polizia a protezione della zona rossa e si
e' trapassato il torace con un lungo pugnale per protestare contro la politica del Wto. 'Ha voluto sacrificare la propria vita per richiamare l'attenzione internazionale sulle drammatiche condizioni di vita dei contadini coreani a causa della politica del Wto in favore delle multinazionali', ha detto il presidente dell'Organizzazione di solidarieta' coreana Jung Kwang a Cancun. Lee Kyang Hae veniva dalla provincia di Chonla Bukto. Lascia due figli e una madre, era vedovo. Laureato in Agraria, ex presidente della Associazione dei contadini e dei pescatori sudcoreana e già deputato al parlamentino della sua provincia. Per difendere i contadini, aveva lasciato la sua fattoria (allevava vacche) e aveva intrapreso la carriera politica, nelle file del New Millennium Democratic Party, movimento di centrosinistra. I suoi compagni, visibilmente commossi, hanno subito precisato che Lee non era un depresso o un pazzo, ma un dirigente politico "carismatico" e consapevole, che ha scelto di togliersi la vita per protestare contro la Wto. Già a Ginevra Lee aveva fatto un lungo sciopero della fame, per protestare contro le politiche dell'Omc. "La sua morte non e' un evento accidentale'', hanno ripetuto in tutti i modi i suoi compagni. Il referto medico parla di una ''ferita penetrante al torace, a livello dell'emitorace sinistro, che ha provocato un emopneumotorace, con sanguinamento massivo. Il ferito e' arrivato in stato di choc a causa del sanguinamento. Si e' riscontrata una ferita profonda 4 centimetri nel cuore, al ventricolo sinistro, da arma bianca non reperita nè identificata"'. "La morte di Lee -ha detto Sun Nang Su, attuale presidente della Confederazione Contadina sudcoreana- riflette pienamente la nostra lotta contro la Wto e contro le multinazionali, che distruggono l'economia coreana e la sovranita' dei popoli. La sua morte non e' un incidente, ma l'effetto della disperazione di 3 milioni e mezzo di contadini coreani". Il dirigente ha poi chiesto con forza che la Wto interrompa i lavori della Conferenza, in segno di rispetto, e che non vengano approvati i protocolli sull'agricoltura propugnati da Usa e Ue. ''Se non lo faranno -ha aggiunto- continueremo la nostra lotta contro la Wto e contro il nostro governo. Tre milioni e mezzo di contadini mostreranno il loro potere''. Alla richiesta si e' associato anche il portavoce mondiale di Via Campesina, l'honduregno Rafael Alegria. Il suicidio di Lee e' stato cercato e voluto, hanno spiegato i suoi compagni, perché ''la Wto sta uccidendo contadini in tutto il mondo'', strangolando i piccoli produttori, che non possono competere con le derrate che Usa e Ue vendono a prezzi stracciati, grazie ai sussidi pubblici. Il suicidio, e' stato spiegato, non fa parte della tradizione coreana - l'harakiri e' giapponese - ma il gesto di Lee andrebbe inteso come un segno di estremo disprezzo verso i dirigenti della Wto. I compagni di Via Campesina hanno salutato Lee gridando ''todos somos Lee''. Al calar della sera, sulla strada fuori dall'ospedale, i suoi compagni si sono seduti per terra. Hanno acceso delle candele e, elevando canti tradizionali, hanno fatto una lunga veglia funebre, in onore del loro compagno. (ANSA).


Cancun: comunicato dei disobbedienti sulla seconda giornata di mobilitazione

Cancun 2003: seconda giornata della mobilitazione contro il wto.

Decine di migliaia di persone hanno
marciato verso la zona rossa in un grandissimo corteo indetto da via campesina.
Molto importante la partecipazione dei contadini
indigeni provenienti da diversi stati messicani e da altri paesi dell'america latina e del resto del mondo, nonostante le limitazione dei visti imposti dalla polizia messicana nei giorni precedenti al vertice.
L'appuntamento di oggi era infatti uno dei piu attesi di questa giornata perche' assume un valore fondamentale la partecipazione e la messa in gioco radicale e conflittuale a partire dai propri corpi, di coloro che direttamente subiscono le decisioni che si stanno prendendo all'interno del Centro Congressi della zona hotelera: liberalizzazione del commercio e privatizzazione dei geni delle sementi.
Dopo 4 anni da Seattle e dopo l'inespugnabile zona rossa di Genova, oggi la determinazione dei campesinos ha violato le reti metalliche che s egnavano il confine di un'ennesima zona proibita.
All'iniziativa dei contadini si e' unito senza
esitazione , l'intero corteo, noi compresi, nelle sue molteplicita'.
Proprio ieri, Via Campesina aveva ricevuto in maniera ufficiale le parole di solidarieta' e condivisione dell' EZLN: l'invito, rivolto in particolare ai contadini e alle donne a costruire la resistenza globale per difendere le autonomie e i diritti, a ribellarsi contro tutte le zone rosse, quelle dei vertici, come quelle che escludono, uccidono e sfruttano ogni giorno.
Oggi, le parole zapatiste hanno attraversato
significativamente tutte le componenti del corteo:
dalle metropoli del nord del pianeta alle campagne di tutti i sud.
Durante questa importantissima giornata di
mobilitazione globale e' avvenuto un episodio
drammatico: un attivista e sindacalista coreano si e' tolto la vita, come gesto estremo di protesta.
A partire da questo episodio ci sentiamo di ribadire che la nostra presenza qui e in particolare nella giornata di oggi e´segnata dall'affermazione della vita e dall'opposizione contro quei
processi di privaizzazione dei beni comuni che il Wto vuole mettere in campo.
Proviamo quindi un sentimento di dolore, pur sentendoci assolutamente estranei a questa forma di lotta.
Disobbedienti europei a Cancun.


Il testo integrale del messaggio di Marcos ai manifestanti di Cancun

10.09.2003-Cancun. Fratelli e sorelle del Messico e del mondo che vi trovate a Cancún in questa mobilitazione contro il neoliberismo, ricevete un saluto degli uomini, donne, bambini e anziani dell'Esercito zapatista di liberazione nazionale.
E' per noi un onore che, nel mezzo delle vostre riunioni, accordi e mobilitazioni, abbiate uno spazio per ascoltare la nostra parola.
Il movimento contro la globalizzazione della morte e della distruzione ha oggi a Cancún uno delle sue espressioni più brillanti. A pochi passi da dove si realizza questa mobilitazione, un pugno di servi del denaro concorda i tempi e le forme per continuare con il lucroso crimine della globalizzazione. La differenza tra loro e tutti noi non è nei borsellini degli uni e degli altri. Benché i loro borsellini trabocchino di monete e i nostri di speranze.

No, la differenza non sta nel portafogli, ma nel cuore.
Voi e noi abbiamo nel cuore il domani che verrà, ossia da costruire. Essi hanno solo un passato che vogliono eternamente ripetere. Noi abbiamo la vita, loro la morte. Noi lottiamo per l'umanità, loro per il neoliberismo. Noi vogliamo la libertà, loro vogliono renderci schiavi.
Non è la prima volta, né sarà l'ultima, che coloro che si pensano padroni del pianeta devono nascondersi dietro i loro alti muri e le loro patetiche forze di sicurezza per tracciare i loro piani. Come in una guerra, l'alto comando di questo Esercito Transnazionale che si propone di conquistare il mondo nell'unico modo in cui è possibile conquistarlo, ossia distruggendolo, si riunisce al riparo di un sistema di sicurezza grande quanto la sua paura. Perché prima i potenti si riunivano sì alle spalle del mondo per macchinare le loro future guerre e futuri saccheggi, però oggi devono farlo non solo di fronte a tutti, ma ora contro migliaia a Cancún e milioni in tutta la Terra.

Perché di questo si tratta. Di una guerra. Di una guerra contro l'umanità. La globalizzazione di coloro che stanno in alto non è che una macchina mondiale che divora sangue e defeca dollari. E nella complicata bilancia che traduce morti in denaro, c'è un gruppo di esseri umani che viene quotato a un prezzo molto basso, nella carneficina globale. Siamo noi, gli indigeni, i giovani, le donne, i bambini, gli anziani, gli omosessuali, le lesbiche, i migranti, i diversi. Vale a dire, l'immensa maggioranza dell'umanità.
La Guerra Mondiale del potente vuole trasformare il pianeta Terra in un club esclusivo di cui egli si riserva il diritto di concedere l'ammissione. La zona lussuosa ed esclusiva nella quale si riuniscono ora rappresenta un progetto di globo terracqueo: un complesso di hotel, ristoranti e zone di svago di lusso, protetto da soldati e poliziotti.

Per il potente tutti noi abbiamo l'opzione di stare dentro questa zona esclusiva, ma solo come camerieri, o restare fuori del mondo, ossia della vita.
Però non abbiamo ragione per obbedire e scegliere tra vivere come servi o morire. Poter costruire un nuovo cammino. Uno dove vivere sia vivere con dignità. Uno dove vivere sia vivere con libertà.
Costruire questa alternativa è possibile ed è necessario. Questa alternativa è necessaria perché da essa dipende il futuro dell'umanità. Questo futuro è in gioco in tutti gli angoli di ciascuno dei cinque continenti. E questa alternativa è possibile perché c'è in tutto il mondo chi sa bene che "libertà" è una parola che, o si declina al plurale, o non può essere che una povera parola oppressa dal cinismo.

Fratelli e sorelle: nel mondo intero esiste una lotta tra due progetti di globalizzazione. Quello dall'alto, che globalizza il conformismo, il cinismo, la stupidità, la guerra, la distruzione, la morte, l'oblio. E quello dal basso che globalizza la ribellione, la speranza, la creatività, l'intelligenza, l'immaginazione, la vita, la memori, la costruzione di un mondo che contenga tutti i mondi. Un mondo con democrazia, libertà, giustizia.

Dalle montagne del sud est messicano, per il Comitato clandestino rivoluzionario indigeno - Comando generale dell'Esercito zapatista di liberazione nazionale

Subcomandante insurgente Marcos

Messico, continente americano, Pianeta Terra

Settembre del 2003



La campagna "Questo mondo non è in vendita" interrompe l'inaugurazione del Wto a Cancun

La campagna questo mondo non e' in vendita interrompe l'inaugurazione del Wto a cancun
Non democratico, non trasparente, anti-sviluppo, obsoleto: le colpe del Wto nei cartelli di 50 attivisti che si sono alzati in piedi all'intervento del direttore generale Supachai Panitchadki.
L'azione diretta della Campagna internazionale questo mondo non è in vendita rovina la festa al Wto. 50 attivisti di oltre 1000 organizzazioni del mondo, e tra loro i rappresentanti dei gruppi italiani della campagna, si sono alzati in piedi all'intervento del direttore generale del Wto Supachai.

"Wto: Undemocratic, anti-development, obsolete, untrasparent". Questi i testi dei cartelli che gli attivisti hanno mostrato al tavolo della presidenza interrompendo i discorsi introduttivi. In sala, tra gli altri attivisti, erano presenti testimonial internazionali come Lori Wallach e Walden Bello, e diversi rappresentanti della Campagna italiana Questo mondo non è in vendita: Andrea Baranes, Antonio Tricarico, Ugo Biggeri, Cristiano Lucchi, Luca Manes, Andrea Semplici e Monica Di Sisto.
L'azione diretta vuole richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale sul riproporsi in questa tornata negoziale di quei meccanismi che hanno trasformato il Wto da Seattle a Doha in una ''istituzione medioevale - ha denunciato Walden Bello -, che fa gli interessi delle grandi imprese multinazionali piu' che in una organizzazione multilaterale del XXI secolo che favorisca uno sviluppo omogeneo in tutti i Paesi del mondo''.
I documenti preparatori, denuncia la Campagna, ''sono del tutto sbilanciati a favore degli interessi dei Paesi del Nord del mondo e sono stati redatti senza il consenso esplicito dei Paesi in via di sviluppo, che sono la maggioranza dei Paesi membri del Wto''.
Questo mondo non e' in vendita sostiene l'alleanza politica dei G21 contro l'arroganza e la non democraticita' di Ue e Stati Uniti che continuano a spingere per la liberalizzazione dei servizi e l'azzeramento delle tariffe industriali nel Sud, senza nulla cedere rispetto ai sussidi agricoli interni e per le esportazioni tanto preziosi per i grandi gruppi agroalimentari e dei servizi occidentali.
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Bovè sara a Cancon invece che a Cancun

10.09.2003-Francia. Da Cancun a Cancon. Impossibilitato ad andare in Messico per il vertice dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), il leader francese dei no global, Jose Bove', terra' un controvertice a Cancon, un piccolo paese della Francia. Bove', rilasciato lo scorso 2 agosto dopo cinque settimane di prigione per avere distrutto campi di coltivazioni Ogm, non ha ottenuto dai magistrati l'autorizzazione a recarsi all'estero. Cancon e' un tranquillo paesino della Francia sudoccidentale, nel dipartimento di Lot-et-Garonne, le cui specialita' tipiche sono noci, prugne e pate' di fegato. ''Ho provato a rendere famoso il mio villaggio per 30 anni e ora questo e' avvenuto in una notte, con l'arrivo di Jose Bove'. Sono cosi' felice. E' meraviglioso'', ha commentato un consigliere locale, Jean Jacques Libournet. Nel paese e' previsto l'arrivo di 5-10 mila visitatori.



Cancun. Comunicato della Rete della disobbedienza e delle resistenze globali

10.10.2003-Cancun. "Dopo esserci ritrovati a Oventik, nelle giornate zapatiste che hanno definito il passaggio dalle Aguascalientes alle Caracoles, e aver raggiunto Cancun con una carovana composta da diverse realta‚ di Citta´del Messico, tra cui molti studenti, insieme con europei provenienti da San Cristobal e da una nuova esperienza di cooperazione con le comunita´ ribelli del Chiapas, convochiamo per domani, dieci settebre, giornata di mobilitazione dei campesinos, alle ore 11, la conferenza stampa della rete della disobbedienza e delle resistenze globali, all´entrata dello stadio di baseball Beto Avila di Cancun.

La partecipazione alle mobilitazioni di Cancun contro i processi di privatizzazione delle informazioni e della cooperazione produttiva, della vita e del patrimonio genetico di piante e animali, dei servizi e delle risorse naturali assume tanta piu´importanza a partire dalle parole zapatiste, pronunciate quest‚oggi nel Foro campesino, sull‚autonomia e la resistenza contro i processi di comando e di espropriazione.

Siamo qui consapevoli della non-sufficienza dei controvertici e della necessita´di fare di questi giorni un processo, complesso e pieno di speranza, verso la costruzione di una serie di momenti che ci permettano di cominciare a camminare nella pratica della resistenza globale che vogliamo. Conflitti in grado di definire un lessico globale delle resistenze, di relazioni tra diversi. Per questo domani saremo assieme ai campesinos, che ha differenza del passato hanno espresso una chiara presa di distanza dal riformismo delle Ong, e intendiamo da subito dichiarare lo spirito delle azioni dirette che praticheremo la giornata del 12.

Cancun, Messico, Pianeta Terra

Rete della disobbedienza e delle resistenze globali"



Messaggio di Marcos ai contadini ed agli indigeni riuniti a Cancun

10.10.2003-Cancun. Il subcomandante Marcos ha inviato un messaggio di solidarieta' ai contadini e agli indigeni riuniti a Cancun, dove oggi si apre la quinta conferenza ministeriale del Wto, accusando l'organizzazione che regola il commercio mondiale di ''sostenere il fruttuoso crimine della globalizzazione''. In un messaggio registrato, il leader zapatista ha invitato i partecipanti al Forum internazionale contadino e indigeno, che si celebra a Cancun in contrapposizione al vertice ufficiale, a mobilitarsi contro le iniziative sul commercio mondiale decise dal Wto. ''La differenza tra loro, i signori del capitale, e noi, gli emarginati, non e' nelle rispettive borse: la differenza e' che loro sono pieni di denaro e noi siamo pieni di speranza'', ha detto Marcos.

Cancún: sono arrivate le carovane

09.09.2003-Cancun. Hanno percorso 2.500 chilometri: tanti sono quelli che separano Citta' del Messico, la capitale, da Cancún, localita' turistica sulla costa Caraibica. Circa 700 persone, quasi tutte molto giovani, su 12 pullman e 2 furgoncini, sono arrivate a Cancún questa notte (all'alba in Italia), dopo giorni di viaggio sulle interminabili autostrade del paese mesoamericano e dopo una perquisizione della polizia alle porte della cittadella turistica dello Yucatan.
Il grosso della carovana proviene da Città del Messico e include anche la parte piu' radicale del movimento messicano.
L’altra carovana arriva da San Cristobal, Chiapas. I due spezzoni si sono riuniti nei dintorni di Vera Cruz: il primo, raccolto ne “La Coordinadora de resistencia global” è fatto da universitari dei vari atenei della capitale (la Unam, l’università più grande del mondo che nel 1999 è stata occupata per ben nove mesi per protestare contro l’aumento delle tasse di iscrizione, venendo poi sgomberata dall'esercito), da anarchici (che formano la carovana Carlo Giuliani) e altre componenti. Il secondo è composto da chiapanechi, da italiani e da spagnoli, molti sono in progetti di cooperazione, molti sono Disobbedienti.
Per protestare, la carovana si e' divisa in tre gruppi di affinità: bianchi (pacifici), viola (situazionisti: ballano, cantano e in caso di scontri decidono che fare) e arancioni (radicali, con diverse gradazioni).


Cancun: corpi irriducibili alla proprietà invadono la zona rossa

09.09.2003-Cancun. "Un centinaio di attivisti del Dan (direct action network), nord americani, messicani, europei, hanno invaso una spiaggia della zona hotelera (zona ormai quasi interamente fortificata-reti metalliche, 8-10 posti di blocco) e con i propri corpi nudi hanno composto un'enorme scritta "No Omc-No Wto". E´la prima azione che inaugura la presa di parola pubblica degli attivisti non pacificati, radicali o non-violenti, che hanno intenzione a partire da domani di sabotare, disturbare e assediare il vertice del Wto. I corpi nudi contro l'apologia mediatica del controllo militare, i corpi nudi per dire che la vita, la cooperazione linguistico-cognitiva e le risorse naturali, sono irriducibili ai processi di privatizzazione. Gli stessi corpi che domani (9 settembre) e nei giorni a venire saranno messi in gioco, in forme e con strategie molteplici, per tentare di bloccare il vertici e per riappropriarci di cio´ che i potenti hanno intenzione di recintare".

Cancun 2003, a poche ore dall'inizio del controvertice
alcune/i disobbedienti italiani e meso-americani


Rotta verso Cancùn: un report dal Messico

03.09.2003-San Cristobal de las Casas [Mexico]. Gli studenti dell'Unam e di San Cristobal costituiscono la componenete delle ex tute bianche messicane, quelle della disobbedienza civile del marzo del 2001 a Cancun. Con loro i disoebbedienti lavoreranno sui progetti comunicativi, e per le azioni. Sono circa 600/700, organizzeranno una carovana che parte da Citta' del Messico e dopo una serie di tappe di conflitto dovrebbe congiungersi a Villaermosa con la carovana in partenza da San Cristobal. Praticheranno tentativi di blocco, il 9 mattina, in relazione con altre aree giovanili radicali e azione di riappropriazione diretta sui beni comuni.

I contadini di Via campesina saranno con molta probabilita' la componente maggioritaria 8000/10000.
Si muoveranno verso la zona rossa il 10, hanno con determinazione poca relazione con le altre componenti di movimento.

Il Foro dei popoli e' l'equivalente del foro sociale, ha organizzato una fittissima rete di dibattiti.

I pescatori si riuniranno separatamente all'Isla mujerez.

La carovana europea partira' il 7 mattina da San Cristobal, dopo un lungo periodo nelle comunita' e aver assistito al passaggio dalle aguascalientes alle caracol. Estremamente importante la presenza di Ya basta-Italia e delle componenti spagnole...

Da Città del Messico partirà la Carovana Carlo Giuliani, con componente anarchica parzialmente disponibile alla relazione con le altre componenti.

C'è poi Mpr-movimento popular revolucionario, maoisti black bloc difficilmente decifrabili.

Eventi-agenda

In questi giorni -dall'1 al 7- c'e' un incontro importante che vedra' riuniti media indipendenti europei, nord americani e mesoamericani. Saranno giorni di seminari, di collaborazioni tra diverse esperienze di radio e di tv indipendenti o pirata, di formazione. E' presente Global Project. Il 4 pomeriggio verrà presentato Global Magazine, mentre GlobalRadio trasmetterà via satellite in collaborazione con gli studenti messicani. A partire dal 9 ci sara' Global Tv con una diretta a Roma durante la festa nazionale di Liberazione il 13. Sono presenti inoltre indymedia Chiapas e globale, diverse importanti radio indipendenti americane.
Il 9 ti dicevo sara' la giornata di blocchi, il 10 manifestazione campesina, l'11 gli studenti disobbedienti dell'unam stanno organizzando un'importantissima assemblea sullo zapatismo e le forme di resistenza globale. Il 12 manifestazione promossa dal forum sociale, ma anche azioni di riappropriazione diretta di beni comuni.
Il 13 manifestazione conclusiva contro il Wto e la guerra.
[Francesco-GlobalProject]



Corrispondenza da Cancun

29.08.2003- La città è blindata, meglio è una strano mostro turistico nato negli anni settanta privatizzando intere fette di territorio e dislocando una disordinata e orribile proliferazione edilizia e abitativa. Uno stipendio medio di un messicano che vive nel paese di Cancun è di 3 dollari al giorno, una stanza della zona hotelera costa in media 200 dollari al giorno. E' la città che più si estesa in questi ultimi anni in Messico assieme all'esplosione turistica e di conseguenza dei lavori di servizio: non è esclusa una scarsa simpatia da parte degli abitanti-lavoratori di Cancun nei confronti dei manifestanti, la politica comunicativa di Fox e' stata tutt'altro che inefficace!
In questi giorni la citta' e' invasa da polizia in borghese, fortunatamente estremamente riconoscibile. I blocchi che si praticheranno il 9 saranno cosa tutt'altro che facile: troppo distante la zona areoportuale, asprissima si annuncia la risposta poliziesca. Pensate che Fox, che ha istituito tra le altre cose una nuova polizia federale armata di M16 che circola fastidiosa tra le strade, è stato segnalto congiuntamente da tutti i telegiornali, dopo i primi tre anni di governo, solo per gli arresti e le operazioni repressive compiute nei confronti della criminalità diffusa e del terrorismo.
C'è grossa attesa per quanto accadrè a Riva del Garda, sarà estremamente importante tenere uniti, comunicativamente ma anche nel senso politico e di programma di ciò che si farà, i due avvenimenti.Qui la componente disobbediente-zapatista, per la maggior parte costituita da studenti, dovrebbe attestarsi ottimisticamante attorno al migliaio di persone. Maggioritari numericamente saranno i contadini, mentre sembra poco coinvolgente l'equivalente del Forum sociale. Confidiamo nelle azioni di riappropriazione diretta e di conflitto sui beni comuni (in una città del tutto priavatizzata, basta reclamare spazio, spiaggia, circolazione) anche se praticarle significherà in alcuni casi invadere la Zona hotelera che diverrà zona rossa (lo è già per vocazione) a partirte dal primo settembre.

Francesco-Global Magazine



Cancùn: la lista delle persone "controllate" dal governo

27.08.2003-Messico. In vista dei giorni di Cancùn, il quotidiano Reforma ha pubblicato una lista di una sessantina di persone “controllate” dal governo messicano . Si tratta di attivisti provenienti da una decina di paesi, divisi in "moderati" ed "ultras" tra i quali figurano italiani [i Disobbedienti Federico Mariani e Luca Casarini; il filosofo Toni Negri; la parlamentare verde Tiziana Valpiana], nordamericani[tra gli altri Ralph Nader, candidato radicale alla presidenza degli Usa nelle ultime elezioni e; Noam Chomsky; Michael Hardt, coautore con Negri di Impero e insegnante alla Duke University; la giornalista Naomi Klein e Lori Wallach, direttrice di Global Trade Watch], francesi [il direttore di Le Monde Diplomatique Ignacio Ramonet, i militanti di Attac Christophe Aguiton e Bernard Cassen e la scrittrice Viviane Forrester]. E poi anche Walden Bello, vandana Shiva, e tanti altri…



"Questo mondo non é in vendita": le richieste al governo italiano per il vertice di Cancun

07.07.2003-Palermo. La Campagna ''Questo mondo non e' in vendita'' e la Rete europea Seattle to Brussels, impegnate sui temi che saranno trattati durante la V conferenza ministeriale del WTO a Cancun dal 10 al 14 settembre prossimi, hanno consegnato ieri al Viceministro per il Commercio con l'estero Adolfo Urso e ai ministri dell'Unione europea e al Commissario al commercio Pascal Lamy le richieste della societa' civile internazionale. Nel documento consegnato a Palazzo dei Normanni, sede del vertice dei ministri che decideranno la linea dell'Unione europea per la ministeriale di Cancun, sono esplicitate le seguenti richieste:
-I ministri del commercio dell'Unione europea devono ritirare il loro sostegno all'inizio dei negoziati sui nuovi temi (liberalizzazione degli investimenti all'estero, politiche sulla competizione e appalti pubblici internazionali). Questo vuol dire una revisione del mandato negoziale conferito dal Consiglio al Commissario Lamy nel 1999, prima della terza ministeriale del WTO a Seattle.
- I ministri devono smettere di impegnarsi in strategie per ''accordi ingannevoli''. I ministri sono invitati a rispettare gli impegni precedentemente presi per ridurre il dumping sui sussidi e per muoversi nella direzione di un'agricoltura piu' sostenibile senza richiedere come contropartita delle ulteriori concessioni da parte dei paesiin via di sviluppo.
- I ministri devono sostenere l'agenda per rivedere e riformare radicalmente le esistenti regole sul commercio piuttosto che forzare l'avvio di un nuovo insieme di negoziati che la maggior parte dei paesi in via di sviluppo non vuole.
- I ministri devono assumersi le loro responsabilita' per quel che riguarda le proprie decisioni nel periodo di avvicinamento alla ministeriale di Cancun. Si incoraggiano quindi i paesi membri dell'Ue a far sentire le loro preoccupazioni in merito all'attuale posizione della Commissione europea sui nuovi temi ed a sostenere un'agenda negoziale europea che risponda maggiormente alle preoccupazioni dei cittadini dell'Unione ed alle richieste di riduzione della poverta' e di sviluppo sostenibile.


Vandana Shiva. "Priorità assoluta: fermare il WTO a Cancun"

16.05.2003-Modena. "Commercio equo non è solo un'esperienza "esotica", un insieme di bei banchetti da visitare alla fiera, ma vuol dire campagne, mobilitazione, un'esperienza politica ed economica quotidiana dalla quale partire per cambiare tutto il sistema economico mondiale, che esclude ed uccide migliaia di persone in tutti i sud del mondo. E' un'alleanza tra nord e sud che funziona, un attacco al mercato globale dalle multinazionali". Con queste parole l'economista indiana Vandana Shiva ha partecipato, invitata dalla centrale di importazione Equoland e da Altra Qualità, al dibattito "Semi di libertà. La lotta dei contadini indiani per il diritto alla vita e per un sistema agricolo democratico ed equo" presso la Fiera Nazionale del Commercio Equo e Solidale di Modena che resterà aperta fino a domani al Parco Novi Sad di Modena

Vandana Shiva ha poi puntato il dito verso Cancun: il primo obiettivo del movimento globale, secondo l'economista indiana, deve essere «fermare l'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) prima che a Cancun renda irreversibili alcuni meccanismi che stanno mettendo in ginocchio i produttori del Sud. Penso alla farina, che per gli Stati Uniti ha un costo di produzione di 6,24 dollari per unità di vendita, ma che riescono a piazzare sul mercato, grazie agli aiuti economici alle esportazioni, a 3,5 dollari. Ma penso anche al cotone, che sempre agli Usa costa produrlo circa un dollaro per unità di vendita, ma riescono a rivenderlo a un terzo. Un prezzo di sangue per l'Africa, ad esempio, che per colpa dei sussidi perdono, secondo i miei studi, circa 150 milioni di dollari all'anno».
L'invito di Vandana Shiva è stato raccolto dalla "Campagna Questo Mondo non è in vendita", presentata alla Fiera "Tuttaunaltracosa" dall'Associazione Botteghe del Mondo e dalla centrale d'importazione Roba dell'Altro Mondo, che la promuove insieme ad Arci, Rete Lilliput, Greenpeace, la federazione di ong Cipsi e altre organizzazioni italiane che lottano contro il neoliberismo. "Denunciare e fermare le storture del mercato globale è da sempre una priorità delle organizzazioni dello commercio equo - ha sottolineato Teresa Pecchini, presidente di Assobotteghe -, le prime a sviluppare un'esperienza di resistenza efficace all'aggressività della globalizzazione". Appuntamento a Palermo, dal 4 al 7 luglio: è l'invito di Alberto Zoratti di Roba dell'altro mondo, tra i coordinatori della campagna. "I ministri del commercio dell'Unione Europea si troveranno a Palermo per concordare le prossime mosse del Wto prima di Cancun. Noi saremo lì, come Campagna, per convincerli che solo attraverso un commercio equo e giusto sarà possibile restituire una vita decente alla maggioranza degli abitanti del pianeta".