Gli USA rilanciano la produzione di armi batteriologiche

7.9.2001 - Stati Uniti. L'amministrazione Bush si lancia nella produzione di armi batteriologiche affermando che questo arsenale è solo a scopo di prevenzione. Negli anni scorsi gli Stati Uniti hanno avviato in segreto una ricerca sulle armi chimiche e biologiche nonostante un trattato firmato nel 1972 impedisca lo sviluppo o l'acquisto di armi che diffondono malattie, ma consente di produrre i vaccini o predisporre misure di difesa. Entro la fine dell'anno gli USA potranno depositare i residui nucleari nella Yucatan Mountain, una località nel deserto del Nevada, permettendo la nuova corsa all'energia e agli impianti nucleari richiesti da Bush. A Ginevra è stato recentemente respinto il progetto di protocollo sui meccanismi di applicazione effettiva della convenzione. Sarebbero una ventina i paesi che hanno, vogliono avere, o stanno pensando di dotarsi, di armi biologiche minacciando così potenzialmente la salute di milioni di persone. Il fatto grave è che gli agenti biologici sono di difficile individuazione durante la fase di ricerca, produzione, transito o uso. I normali centri di ricerca per la guerra biologica si confondono perfettamente con quelli della ricerca medica e biotecnologica. Gli stabilimenti che producono agenti di guerra biologica possono anche produrre vino e birra, latte in polvere, generi alimentari. Da qui la difficoltà di distinguere tra la produzione legale e quella illegale.