Scrittori e artisti firmano l'appello di Micromega contro la guerra5.2.2003 - Roma. Ci sono anche lo scrittore Umberto Eco e gli attori Claudio Amendola e Francesca Neri tra quanti hanno aderito all'appello della rivista MicroMega per un 'no, senza se e senza ma' alla guerra di Bush, che sottolinei il carattere al tempo stesso larghissimo e intransigente della mobilitazione europea del 15 febbraio. ''Larghissimo - spiegano i promotori - perche' va' ben al di la' del mondo pacifista, e raccoglie l'adesione di tanti che in occasioni precedenti avevano fatto scelte diverse, anche di appoggio a interventi armati. Intransigente, perche' contro questa guerra il minimo denominatore comune e irrinunciabile e' un no incondizionato all'intervento contro l'Iraq, anche se fosse approvato dall'Onu, e addirittura anche se fosse approvato dall'Ue''.
L'appello, i cui primi firmatari sono Paolo Flores d'Arcais, Gianni Vattimo e Pancho Pardi, e sottoscritto da numerosissime personalita' della cultura tra cui Dario Fo e Franca Rame, Antonio Tabucchi, Laura Morante, Sabina Guzzanti, Alessandro Baricco e Michele Serra, dice: ''Non un uomo, non un euro, per la guerra privata del presidente Bush! A questa guerra diciamo no, assolutamente no, anche se ottenesse il pieno avvallo dell'Onu. O dell'Europa. Alcuni di noi sono pacifisti, altri non lo sono, e in passato hanno ritenuto inevitabili interventi armati che si proponevano come 'umanitari'. (!!??ndr)
Ma la guerra privata che George W. Bush ha deciso di muovere all'Irak - prosegue l'appello - non puo' trovare giustificazione alcuna. Non servira' a combattere il terrorismo. Colpira' soprattutto la popolazione civile, rendendo ancora piu' tragiche e luttuose le condizioni di vita di chi gia' subisce gli orrori di una crudele dittatura. Ecco perche' tutti i democratici italiani devono dire no a questa guerra. Un no assoluto, senza incertezze, senza concessioni, senza scappatoie. Ecco perche' e' necessario che ciascuno di noi si impegni e si mobiliti perche' nasca subito nel paese un imponente movimento contro la guerra. Che, al di la' delle distinzioni di schieramenti partitici, costringa il governo italiano a rifiutare una guerra mostruosa, guerra di petrolio e di prepotenza, guerra che il popolo italiano gia' rifiuta''.
I promotori dell'appello invitano, infine, ''tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione nazionale del 15 febbraio a Roma, in concomitanza con le manifestazioni che si svolgeranno in Europa''.