Anthropos.02
di franco berardi (bifo)

Negli anni novanta la net-economy ha prevalso sul piano culturale e sociale.
L'economia leggera dell'Infoproduzione, con la sua ideologia felicista, le sue modalità di gestione aleatoria del controllo parve affermarsi irreversibilmente. Carattere distintivo dei nuovi cicli produttivi fu il principio ricombinante, in opposizione al principio molare che aveva prevalso nell'epoca industriale. Alla fine degli anni novanta questo modello di capitalismo light (proliferazione di microimprese, dotcommania, ideologia new economy, irresponsabilità finanziaria, funky business) si era diffuso fino a divenire l'elemento innovatore decisivo nel panorama economico globale.

Il passaggio dal ciclo della net-economy al ciclo della bio-economy avrebbe potuto essere la conclusione del processo, la definitiva archiviazione del capitalismo industriale, l'apertura di un'era in cui la produzione di vivente sarebbe stata l'asse principale della produzione sociale e dello scambio. Il Genoma Project, il più grande investimento economico in un progetto di ricerca civile, costituì la base per rendere possibile questo passaggio epocale. A questo punto, prima che il passaggio fosse compiuto, le forze dell'hard Kapitalismus (raffigurabile nel ciclo dell'auto e del petrolio, e nel ciclo delle armi e della guerra) si sono coalizzate.

Il colpo di stato che si è verificato in Florida un anno fa, con la occupazione della Casa Bianca da parte di una banda di criminali rappresentati dal fantoccio George Bush rappresenta la controrivoluzione dell'hard Kapitalismus. L'alleanza di Bush, il dittatore heavy, con Gates, il dittatore light, apre la strada a una congiunzione tra capitalismo di guerra e totalitarismo digitale.
La partita è chiusa? La presidenza Bush mette in moto una serie di contrasti interni al sistema globale del capitalismo.
L'economia pesante del petrolio e delle armi si è alleato con il monopolio neo-totalitario della Microsoft e insieme hanno scatenato l'attacco contro l'esercito dot.com della classe virtuale. La guerra globale interminabile è la sanzione di un conflitto intercapitalistico tra interessi della old economy e interessi della new economy, il cui effetto è il declino attuale della classe virtuale, e la sua subordinazione alla old economy.

In questo quadro va visto anche l'attacco contro il ciclo biotech che proviene dai settori reazionari dell'integralismo cristiano e dai settori sociali conservatori dell'economia militar-industriale. Quella che si delinea è una battaglia intercapitalistica, nella quale il capitale industrial-militarista cercherà di soggiogare e controllare le sezioni ricombinanti del capitale (net-economy e bio-economy).
In questa situazione il movimento non potrà continuare ad agire con il metodo che lo ha caratterizzato tra Seattle e Genova. Ora il compito del movimento deve farsi tutto progettuale, tecno-scientifico, ricombinante. Il principio di ricombinazione andrà sviluppato fino alle sue estreme conseguenze, perché la attuale guerra globale interminabile è con ogni probabilità l'inizio della fine della razza umana, così come la abbiamo conosciuta.

Il movimento globale ha esaurito la sua parabola politico-dimostrativa. Ora deve iniziare il suo processo organizzativo reale, entro i circuiti della progettazione tecno-scientifica. L'alleanza con il capitalismo ricombinante è all'ordine del giorno, che lo vogliamo o no. L'azione si sposta sul piano delle biotecnologie, della bioproduzione. Si apre la prospettiva di una battaglia per liberare la bio-sperimentazione dal vincolo del profitto, per sottoporre la bio-sperimentazione alla decisione autonoma degli sperimentatori. Si apre la prospettiva di immaginare progettare costruire le interfacce e i contenuti della Biosfera Connettiva post-umana.

Non ci potrà mai più essere movimento politico vincente.
Dopo l'11 settembre non vi è più alcuna speranza di pace o di progresso nell'ambito della storia umana. Non esiste più politica. Occorre immaginare la storia postumana, occorre scavare nella genesi del concetto e del paradigma di "umano" . Siamo abituati a considerare l'umano in opposizione all'inumano, dovremmo sapere che invece esso si oppone anche a "cosmico" e a "femminile".
Il piano su cui si colloca il divenire è il piano antropologico, o meglio post-antropologico, dato che anthropos significa uomo in opposizione a cosmo-femminile. Il modello antropologico dell'homo sapiens, il modello culturale patriarcale non può essere messo in discussione dall'interno. Può solamente estinguersi, scomparire grazie ad una catastrofe virale. La guerra globale è in effetti la catastrofe virale.

Non assisteremo alla distruzione dell'umanità in pochi giorni, non ci sarà l'esplosione di ordigni ultradistruttivi.
Attraverseremo un lungo periodo durante il quale il contagio cannibalistico si diffonderà nelle pieghe della vita quotidiana, eliminando centinaia di milioni di discendenti dell'uomo di Neanderthal' e distruggendo ogni residuo culturale di umanità, per lasciare in vita tribù ipertecnologiche disumane. Durante questo periodo le tecnologie ricombinanti la tecnologia connettivo-digitale e la tecnologia biogenica creeranno le premesse di una nuova release, anthropos.02.

La battaglia culturale che si delinea attraverso e al di là di questa guerra, l'ultima guerra della razza umana concerne le interfacce tecno-culturali, tecnolinguistiche, tecnosociali da cui prenderanno forma le geenrazioni postumane.
Quello che è in gioco è un'alternativa: la definitiva estinzione o la formazione di un paradigma che non abbia i caratteri dell'umano ma i caratteri del cosmofemmineo. Il compito del movimento è quello di elaborare le forme culturali e tecnologiche che permettano la formazione di un'umanità cosmofemminile postumana.

fonte: www.rekombinant.org