Corrispondenza del 7/03/01

 

7.3.2001 - Messico.

Il clima di grande solidarietà che sta circondando la Carovana Zapatista continua, man mano che questa si avvicina alla capitale, ad essere adombrato da minacce, propaganda provocatoria contro l'EZLN, prese di posizione di esponenti della destra che apertamente dichiarano che 'Marcos non uscirà vivo da Morelos'. Nelle prime ore della mattina di ieri alcuni giovani sono stati visti nella piazza della città di Morelos mentre distribuivano il giornale 'Voce Nazionale' che chiedeva esplicitamente l'arresto del subcomandante Marcos. Nonostante questo più di 2000 persone hanno atteso l'arrivo della Marcia e con la ironia che contraddistingue molto spesso i discorsi della Comandancia, Marcos ha fatto riferimento a queste minacce, pregando chi desidera la sua morte di colpirlo dopo la conclusione del suo discorso, se possibile, e preferibilmente non rovinando il passamontagna. Addirittura sembra che una settimana fa un deputato locale del PAN, Salomòn Salgado, ha affermato che un gruppo di franchi tiratori avrebbero atteso a Morelos l'arrivo della Carovana e ha invitato Marcos ad un combattimento con 'una decina dei suoi uomini migliori. (?!) L'atmosfera, dunque, sebbene il buon umore e il morale della Carovana sia alto visti i risultati straordinari conseguiti da questa impresa, si va facendo sempre più tesa, nonostante i segnali di distensione continuino ad arrivare formalmente da parte del Governo. Nota di cronaca: circa 15 minuti prima dell'arrivo della Carovana a Morelos è stata avvertita una scossa di terremoto del 5° grado della scala Richter. Curiosa coincidenza, dopo le parole pronunciate 2 giorni fa da Marcos, che raccontavano proprio di come la terra sta tremando in Messico perché gli oppressi si sono messi a camminare insieme…