Guerra: Usa 'irritati' dal freno di Francia e Germania

23.1.2002 - Washington. "Io non penso all'Europa come alla Francia e alla Germania. Penso che si tratti della vecchia Europa. Se si considera un vasto numero di altri Paesi europei, non sono dalla parte di Francia e Germania su questo tema. Sono al fianco degli Stati Uniti". Il segretario alla Difesa americano Donald Rumsfeld traduce in parole il contrasto con gli alleati, anche in sede NATO, sulla questione irachena, e lascia capire che gli USA su questo punto sono disposti a cercare sostegno altrove.

La dichiarazione del responsabile della Difesa USA arriva a poche ore da quella di Jacques Chirac e Gerhard Schroeder, unitie ieri nel chiedere una soluzione pacifica della crisi irachena.

Secondo il New York Times, Washington chiederà ora a Parigi e Berlino, come agli altri Paesi alleati contrari a un intervento militare contro l'Iraq, almeno una dichiarazione esplicita sulle violazioni da parte di Baghdad delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza. Il problema, per Washington, è che sia Francia che Germania siedono nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e che Parigi, quale membro permanente, gode pure di diritto di veto.

In vista di una "veloce incriminazione dell'Iraq da parte del Consiglio di sicurezza", che sostituirebbe la presentazione e il voto di una seconda risoluzione, gli Stati Uniti lavorano sul crinale criminale della costruzione di un fronte per l'attacco: sanno di poter contare sul sostegno, oltre che della Gran Bretagna, di Polonia, Spagna, e, (sempre secondo quanto scrive il New York Times citando fonti dell'amministrazione), -udite udite- dell'Italia: il viaggio del ministro degli esteri Frattini, evidentemente, ha chiarito la posizione, oltre che altri Paesi europei, soprattutto ad est, dove la NATO si sta espandendo. Si tratta, insomma, di costruire un diffuso consenso a favore dell'intervento in Europa, per isolare posizioni come quelle di Francia e Germania.

Ma a questo proposito l'onnipresente Lutwak (il trombone 'politologo' americano) è certo: la guerra contro l'Iraq iniziera' il 20 febbraio.
Intervistato stamattina durante una trasmissione radiofonica su Rai tre, Luttwak ha detto che l'opposizione di Francia e Germania alla guerra e' solo di facciata: ''Mentre i loro ministri degli Esteri recitano queste parti teatrali contro la guerra, allo stesso tempo i loro funzionari si preparano alla guerra'', ha detto. ''Francia e Germania - ha detto Luttwak secondo il comunicato - sanno che l'inizio della guerra e' comunque previsto per il 20 febbraio e fanno finta di implorare e di chiedere di rimandare l'attacco''.