Usa ammettono: due prigionieri talebani uccisi durante un interrogatorio7.3.2003 - Bagram (Afghanistan). Ufficiali dell'esercito americano hanno riconosciuto ieri che due prigionieri catturati in Afghanistan a Dicembre sono stati uccisi mentre erano sotto interrogatorio alla base aerea di Bagram a nord di Kabul. Trova una nuova conferma (dopo le diverse denunce che si sono succedute dall'ottobre 2001 - vedi Guerra Preventiva) il fatto che gli Stati Uniti utilizzino sistematicamente la tortura nel trattamento dei guerriglieri talebani e i sospetti operativi di al Qaeda.
Ne dà notizia il quotidiano britannico "The Independent".
Un portavoce della base aerea ha confermato che le cause ufficiali della morte dei due uomini è "omicidio", contraddicendo le affermazioni iniziali che uno era morto di attacco cardiaco e l'altro di embolia polmonare. Uno di loro si chiamava Dilawar, 22 anni, dalla regione di Khost, l'altro Mullah Habibullah, 30 anni.
Ufficiali americani in principio avevano ammesso di usare metodi duri e stressanti sui prigionieri, inclusa la privazione del sonno, la negazione di cure mediche per ferite da combattimento, costringendoli a stare in piedi o in ginocchio per ore, costringendoli a subire rumori forti o lampi di luce improvvisi a pratiche di umiliazione culturale come essere presi a calci da ufficiali donne.Mentre gli Stati uniti reclamano che questi metodi possono ancora essere considerati "trattamenti umani", i gruppi che si battono per i diritti umanitari, inclusi Amnesty International e Human Rights Watch, li denunciano come torture, secondo la definizione dei trattati internazionali.
La tortura fa parte di una lunga lista di timori della violazione della legge internazionale da parte dell'amministrazione Bush - scrive l'Independent -, dopo l'uccisione extragiudiziale di sospetti di al Qaeda da un aereo telecomandato nello Yemen e la detenzione a tempo indeterminato di "combattenti nemici" alla bae Usa di Guantanamo a Cuba, alcuni dei quali hanno cercato di suicidarsi, a volte riuscendoci.
Il presidente Usa Bush nel suo discorso di Gennaio allo Stato dell'Unione, parlò di membri di al Qaeda arrestati o andati incontro a un "fato differente". "Mettiamola su questo piano - disse - non sono più un problema per gli Stati Uniti, per i nostri amici e alleati".
Per approfondimenti leggi Il convoglio della morte in Afghanistan