Il Consiglio di Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica dell’ Università della Calabria.
Il Consiglio di Corso di Studio in Discipline Economiche e Sociali (Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace),
Università della Calabria

MOZIONE

L’iniziativa giudiziaria intrapresa dalla magistratura cosentina, definita da più e diverse parti “sconcertante”, rappresenta a nostro giudizio un atto grave che colpisce fondamentali diritti individuali e tende a criminalizzare libertà collettive ed individuali.

L'impianto accusatorio di cospirazione politica mediante associazione per sovvertire “l'ordinamento economico costituito nello Stato” fa esplicito riferimento a norme del periodo fascista sopravvissute nel diritto penale ed inconciliabili con uno stato costituzionale di diritto e con un normale ordinamento liberale e democratico.
L’iniziativa della magistratura colpisce direttamente la nostra Università nelle persone di ricercatori e dottorandi arrestati ed indagati, collegandone l’attività ad una presunta vocazione sovversiva e paraterroristica dell’Università della Calabria, che secondo il paradigma accusatorio si sarebbe manifestata sin dalla sua fondazione.
Di conseguenza lede gravemente la sua immagine e - per i modi in cui è stata condotta, per i principi e i pregiudizi che la ispirano - ne mina un’irrinunciabile funzione democratica ed istituzionale.

L’Università è sede istituzionale della libertà di pensiero e di opinione, tanto nell’attività di ricerca che in quella di formazione. Essa è chiamata - nei suoi massimi organi e nelle sue strutture - a difendere ad alta voce questa prerogativa. Crediamo sia nostro compito - indipendentemente dall’orientamento politico e culturale di ciascuno - esercitare attivamente il diritto di critica, di informazione e di mobilitazione democratica nei confronti di un atto che consideriamo lesivo dei nostri ruoli di docenti e ricercatori.

C’impegniamo pertanto a che l’Università garantisca a quanti partecipano alla vita universitaria, studenti in primo luogo, spazi di libera discussione e di organizzazione democratica.
Auspichiamo la più rapida scarcerazione degli arrestati ed una conclusione altrettanto celere dell’indagine.
Ci riserviamo di appellarci alla magistratura stessa in quanto parte coinvolta e lesa da un’iniziativa giudiziaria che ha destato un così grande sconcerto nell’opinione pubblica e che crea una profonda inquietudine per i gravi rischi cui è esposta la democrazia italiana nei luoghi e nelle funzioni dello spazio pubblico.

Mozione approvata da:
Il Consiglio di Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica dell’ Università della Calabria.
Il Consiglio di Corso di Studio in Discipline Economiche e Sociali (Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace),
Università della Calabria.

Arcavacata di Rende, 19 novembre 2002