In viaggio altri treni della morte: si preparano nuovi blocchi
24.2.2003 - Vicenza. Due treni carichi di materiale militare Usa diretti a Camp Darby, in Toscana, sono pronti a partire dalla stazione di Grisignano di Zocco (Vicenza). Le operazioni di carico si stanno svolgendo sotto il controllo strettissimodelle forze dell'ordine e degli stessi militari Usa.Secondo quanto riferito nei giorni scorsi dalla Filt Cgil, il sindacato ferrovieri, dovrebbero essere ventisei i convogli in partenza dal Veneto con materiale proveniente dalla caserma Ederle di Vicenza in trasferimento verso la base Usa toscana. Tre di questi treni sono già arrivati tra venerdì e sabato scorsi, dopo ore e ore di peregrinazione per le tratte ferroviarie del centro nord vista la straordinaria mobilitazione di attivisti del movimento in diverse stazioni in cui era previsto il passaggio.
In queste ore il Ministero degli Interni sta attuando una militarizzazione completa delle tratte della guerra, quelle che vanno da Vicenza a Pisa. Questo lo confermano gli attivisti che si stanno muovendo lungo i percorsi dei treni: i disobbedienti denunciano che sono in corso da parte delle forze dell' ordine le identificazioni dei diversi attivisti presenti nei pressi delle stazioni ferroviarie lungo i possibili percorsi dei treni e ci sono le truppe antisommossa che girano mobili pronte a intervenire con violenza sulle proteste.
Ma la mobilitazione continuerà: Mercoledì 26 giornata di mobilitazione nazionale a Pisa.
E' promossa dalle tante forze del movimento attivatesi da venerdì scorso: ''Invito i cristiani a recitare il rosario e a digiunare anche sui binari, davanti ai treni che portano al popolo iracheno la morte, anziche' la solidarieta'''. L'appello e' di don Albino Bizzotto, fondato dei ''Beati i costruttori di pace'', che e' tra i promotori dell'iniziativa del blocco dei treni. ''La nostra e' un'azione assolutamente non violenta, come peraltro abbiamo dimostrato in questi giorni, e chi ci muove accuse del contrario lo fa solo strumentalmente'', prosegue don Bizzotto, mentre sta programmando un altro sit in, per il convoglio che viene caricato di mezzi militari in queste ore, nella stazione di Grisignano.''Questa protesta e' nel segno della continuita' - afferma don Bizzotto - con le bandiere della pace, con le lettere ai prefetti, con le molteplici iniziative di mobilitazione che le diocesi e le parrocchie stanno promuovendo (dalle preghiere ai digiuni, alle veglie, alle marce). Tutto nel segno della non violenza ghandiana''.
''Chiediamo scusa in anticipo ai viaggiatori dei convogli che subiscono qualche ritardo, ma sappiano - spiega don Bizzotto - che questo e' come ''uno sciopero contro la guerra''. Gli scioperi tradizionali interrompono un servizio, creando un disagio, Ma queste interruzioni rispondono a motivi eticamente ben piu' forti di quelli di un'azione sindacale, quindi il disturbo che eventualmente creano va compreso con maggiore disponibilita'''. Lo stop ai treni militari ''equivale'', secondo il leader dei ''Beati i costruttori di pace'', alle azioni di interposizione che i pacifisti hanno compiuto a Sarajevo, Pristina ed in Congo. Don Bizzotto riferisce, tra l'altro, di raccogliere un numero crescente di adesioni anche da parte di semplici cristiani.