Treni della morte: prosegue la mobilitazione

25.2.2003

Venezia. Un gruppo di disobbedienti e' giunto questa mattina alla stazione di Dolo (Venezia) per manifestare contro la guerra e l'uso dei treni per trasportare armi destinate al conflitto contro l'Iraq in occasione dell'inagurazione, da parte del ministro Lunardi, dei cantieri del quadruplicamento della linea Mestre-Padova, parte del progetto dell'Alta velocita' ferroviaria.
A fermare i manifestanti alcune decine di agenti in tenuta antisommossa con caschi e scudi. ''Chiediamo, oggi che Lunardi e Cimoli inaugurano i lavori, se e' giusto che treni e ferrovie siano militarizzati e usati per una guerra che la gente non vuole; diciamo basta a chi vuole la guerra senza discutere in Parlamento, chiediamo che cosa c'e' su quei treni, vogliamo saperlo''.

Bologna. Un convoglio con una ventina di vagoni, molti dei quali scoperti e carichi di automezzi e fuoristrada militari è passato nella notte dalla piccola stazione di San Rufillo, all' estrema periferia di Bologna, diretto in Toscana. Blocchi anche alla stazione di Cascina.

Un grande spiegamento di forze tra polizia e carabinieri ha garantito il transito impedendo agli attivisti presenti all' interno della stazione di occupare i binari.

La strada antistante la stazioncina era stata completamente occupata dai mezzi blindati di polizia e carabinieri che poi hanno presidiato l' ingresso.

Pisa. Una decina di disobbedienti si sono incatenati ai binari della stazione di Cascina (Pisa) in segno di protesta contro la guerra e per bloccare i convogli in arrivo da Verona diretti alla base militare di Camp Darby.

Sui binari sono rimasti qualche minuto, tempestivo l'intervento di polizia e carabinieri attrezzati con cesoie che hanno tagliato le catene e li hanno trasportati via di peso fin sul marciapiede.

Poco dopo alla stazione sono arrivati un'altra quarantina di disobbedienti che si sono uniti in gruppo a mani alzate ed hanno continuato a gridare la loro protesta contro il traffico dei treni della morte invitando, tra le altre cose, la cittadinanza ed i macchinisti di quei treni ad unirsi a loro. Fitto lo schieramento delle forze dell'ordine in un rapporto di tre uomini per ogni dimostrante.
A precedere i convogli militari un treno carico di polizia e carabinieri e poco dopo due treni che trasportavano mezzi ruotati, tra cui gip e camioncini con camouflage.


Dopo i treni si presidiranno anche i porti. "Il fine settimana ci ritroveremo a Livorno - è l'intenzione dei disobbedienti- il primo dei porti dal quale partirà la seconda fase della nostra protesta. Vogliamo sensibilizzare gli operatori portuali, vogliamo invitarli all'obiezione e alla disobbedienza civile per boicottare i carichi e le merci militari".
E ci sono da considerare anche azioni negli aeroporte compresi quelli riservati per i voli civili, come Fiumicino e Ciampino, dove già è stata fatta un'azione di disobbedienza venerdì 14 febbraio.